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Unità base era la commenda o precettoria, complesso di proprietà talora molto ampio, che poteva comprendere più di una casa o castello.
Ranverso e la capitale di tutta la storia degli ospedalieri Antoniani in Italia, una terra che ha passato due Epoche diverse.
Scegli l’arredamento con i requisiti di trasformabilità adatti per i piccoli spazi abitativi ridotti, dove i mobili classici non possono entrare perchè voluminosi e invadenti. Per gli appartamenti moderni con dimensioni più piccole i Mobili trasformabili sono la soluzione.
Aprile 2018 nasce lo Statuto della Fondazione Ordine del Mauriziano e viene istituito il Comitato di Vigilanza dove nell’articolo 14 per tutte le iniziative su Sant’Antonio di Ranverso e prevista sempre la presenza e l’approvazione dell’Ordine Diocesano di Torino.
La Chiesa Precettoriale degli Antoniani di Sant’Antonio di Ranverso si trova ai piedi della Val di Susa storicamente era già presente nella metà secolo 1.100, custodiva delle reliquie del Santo e rappresenta dopo la Casa Madre con sede nell’Isere della Francia tutta la storia degli Ospedalieri Antoniani e la loro grande Armè.
Un ricordo di Ersilio quando all’età di 12 anni si arrampicava così sui muri nel mese di Giugno per raccogliere le nespole ammeru la cabbina te Noule.
Hello la Festa di Sant’Antonio di Ranverso a Gennaio .Un grosso ringraziamento a tutti i volontari anche virtuali augurandoci di cogliere con passione quelle piccole opportunità che il territorio offre, o di cui necessita, coinvolgendosi così nella gestione del bene pubblico.
Inoltre gli commette di uniformarsi e di far continuare il Divin Culto nella chiesa di Sant’Antonio Abate di Torino (Ranverso) con la doverosa degenza. Edoardo ROTUNNO: ORDINE DEI SS MAURIZIO E LAZZARO.
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La ghimberga centrale di Sant’Antonio di Ranverso è spostata di almeno 30 centimetri verso destra non per mero errore, come taluni a volte pensano, ma per non compromettere eccessivamente la visuale del bel rosone centrale. Al centro della ghimberga centrale, la più alta delle tre, spicca lo stemma di Jean de Montchenu, vescovo di Viviers, nominato nel 1470 Cellerario di Ranverso, promotore di questi ultimi lavori di abbellimento della chiesa. La Cuspide ottagonale, per non coprire il rosone, San rocco, terreni donati dai Savoia a condizione di costruire la Chiesa a Ranverso.
