Non seguiva una regola fondata da Sant’Antonio Abate, ma era un ordine ospedaliero medievale dedicato al culto
Non seguiva una regola fondata da Sant’Antonio Abate, ma era un ordine ospedaliero medievale dedicato al culto

L’Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne, o Antoniani, non seguiva una regola fondata da Sant’Antonio Abate, ma era un ordine ospedaliero medievale dedicato al culto del Santo e alla cura degli ammalati di herpes zoster (“fuoco di Sant’Antonio”). Essi allevavano maiali per il loro lardo, utile per curare la malattia, e si affidavano all’intercessione del santo per la guarigione.
-
Scopo e Fini:
L’ordine era ispirato al culto di Sant’Antonio Abate e aveva come principale missione l’assistenza degli ammalati, in particolare quelli colpiti dall’herpes zoster, chiamato anche “fuoco di Sant’Antonio” o “mal degli ardenti”.
-
Pratiche Mediche:
Una pratica distintiva era l’allevamento di maiali, il cui lardo veniva utilizzato per massaggiare e alleviare i dolori legati all’herpes.
-
Simbologia:
L’ordine è noto anche come “cavalieri del tau”, in riferimento alla loro divisa che presentava una “croce a tre braccia” blu su una veste e un manto neri, simboli che richiamavano la croce e la stampella usata dai malati, e il termine greco thauma (prodigio).
-
Diferenza da Sant’Antonio Abate:È importante distinguere l’ordine dal santo stesso, poiché Sant’Antonio Abate era un eremita che non fondò regole monastiche, mentre l’Ordine Antoniano nacque secoli dopo, ispirato proprio dal suo culto e dalle sue presunte capacità curative.
Altri articoli
Il tenimento di Sant’Antonio di Ranverso avvenuta in seguito alla bolla di Papa Pio VI del 17 dicembre 1776. Descrizione estesa ai terreni, cascine e boschi della tenuta situata tra Buttigliera, Rosta e Rivoli. Fondazione Ordine Mauriziano +1
Ruolo e Missione del Gruppo Storico Virtuale A.D.A. (Amici Degli Antoniani)è un’organizzazione culturale dedicata alla salvaguardia, ricerca e valorizzazione del patrimonio storico legato all’Ordine degli Antoniani, con un focus specifico sulla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
