LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli) ๐ Scheda Tecnica
LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli) ๐ Scheda Tecnica
LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli)
๐ Scheda Tecnica
- Nome ufficiale: Bealera di Rivoli (ramo o partitore del Concentrico di Sant’Antonio di Ranverso).
- Anno di fondazione: 1310 (costruita su iniziativa di Casa Savoia).
- Origine del flusso: Opera di presa e sbarramento sulla sponda destra della Dora Riparia, situata alla Chiusa di San Michele.
- Sviluppo lineare: 25 chilometri complessivi di asta principale da Chiusa fino al territorio di Rivoli.
- Geometria idraulica all’ingresso: Canale “a filo” (pendenza zero all’imbocco del Concentrico) per mantenere costante il pelo dell’acqua e garantire la quota statica necessaria a irrigare la collinetta morenica di Ranverso.
- Opere d’arte muraria: Viadotti idraulici artificiali sorretti da mura ciclopiche alte fino a 14 metri con imponenti barbacani a scarpa in pietra e mattoni nei punti piรน scoscesi della collina.
- Sotto-attraversamenti tecnologici: Condotta forzata a tombino idraulico/sifone che sottopassa i binari della linea ferroviaria storica Torino-Modane (1854) e la linea ad Alta Velocitร (AV/AC).
- Regolazione della portata: Paratia manuale mobile posizionata all’ingresso del Concentrico, utilizzata come partitore per spillare l’acqua senza interrompere il flusso diretto a Rivoli.
- Ciclo stagionale d’irrigazione: Apertura a Maggio (inizio stagione irrigua) e chiusura “dall’alto” a Ottobre (asciutta invernale per manutenzione delle mura).
โณ Cronistoria Storica e Operativa
- 1310: I conti di Savoia avviano lo scavo e la realizzazione della grande Bealera di Rivoli. Il canale taglia la bassa Val di Susa a quota costante per portare l’acqua della Dora alla pianura rivolese. I monaci Ospedalieri (Antoniani) di Ranverso ottengono il diritto di spillare l’acqua per le necessitร della Precettoria.
- XIV – XVII Secolo: L’acqua della bealera alimenta la vita quotidiana del borgo di Ranverso: serve per l’igiene dei malati dell’ospedale (colpiti dal “fuoco di Sant’Antonio”), abbevera il bestiame e irriga i primi orti recintati interni.
- 1776: L’Ordine Mauriziano subentra agli Antoniani nella proprietร del Tenimento di Ranverso e ne eredita i diritti d’acqua legati al canale.
- 1784: L’Ordine Mauriziano riorganizza i terreni creando nove grandi aziende agricole. Nasce la Cascina Baraccone (Ottava Cascina) come podere autonomo. La rete idrica interna viene potenziata per irrigare i nuovi prati da foraggio.
- XVIII – XIX Secolo: Consolidamento statico del canale lungo i valloni morenici. Vengono edificati i muraglioni da 14 metri e i barbacani per evitare il crollo del canale e la perdita della quota idrica. I terreni della Grangetta (Nona Cascina) vengono collegati al sistema tramite il Ponte delle Guardie in legno sulla Dora.
- 1854: Viene inaugurata la ferrovia Torino-Modane. I progettisti ferroviari stendono i binari seguendo la pendenza dolce aperta dalla bealera nel 1310, costringendo il canale in un trincerone parallelo al chilometro 18 e creando il ponticello di sotto-attraversamento.
- 1864: La Stadera autoportante di fine Settecento viene spostata dal Baraccone al Concentrico di Ranverso all’interno di un nuovo fabbricato protettivo. I carri carichi di fieno, ottenuto grazie ai turni estivi della bealera, vengono pesati sotto la trave a sbalzo.
- Anni 2000: Costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocitร . La bealera viene preservata inserendola in un canale tecnologico sotterraneo sotto i nuovi binari.
- Agosto 2021: RFI (Rete Ferroviaria Italiana) blocca il traffico internazionale per 5 giorni per riparare i mattoni strutturali del ponticello al km 18, resi fragili dalle infiltrazioni. Viene richiesta la chiusura straordinaria della bealera “dall’alto” per completare il cantiere in asciutta.
- Estate 2026: Nel pieno di una siccitร epocale, la Bealera di Ranverso resiste. Grazie alla sua presa alta alla Chiusa di San Michele e alla protezione solare dei suoi muraglioni nascosti dalla vegetazione, continua a distribuire le ore d’acqua ai fittaioli del borgo da maggio a ottobre. [1]
