📜 LA FESTA DI RANVERSO: DA CULLA MEDIEVALE A PATRIMONIO D’ITALIA
📜 LA FESTA DI RANVERSO: DA CULLA MEDIEVALE A PATRIMONIO D’ITALIA
📜 LA FESTA DI RANVERSO: DA CULLA MEDIEVALE A PATRIMONIO D’ITALIA
La scheda identitaria completa: la fede del 1100, il voto del 1530 e la salvaguardia moderna
📍 1. Le Origini e il Primato Nazionale (Anno 1100)
La storia di Ranverso, studiata e documentata da Monsignor Italo Ruffino, custodisce un primato assoluto: è il primo e più antico insediamento dell’Ordine Antoniano in Italia. [1, 2]
- La Fondazione (1095-1098 d.C.): Nato sulla Via Francigena nell’Anfiteatro della Collina Morenica, il nucleo originario sorse come ospedale per la cura del “Fuoco di Sant’Antonio”. [1, 2]
- Il Sigillo Papale (1119): Papa Callisto II consacrò personalmente la primitiva chiesa, trasformando la Bassa Valle di Susa nel cuore pulsante del culto antoniano in Italia. [1, 2]
🚶♂️ 2. L’Espansione e il Grande Voto dei Moncalieresi (1530-1531)
Con il passare dei secoli, la festa e il culto di Sant’Antonio Abate hanno richiamato un numero sempre maggiore di devoti da ogni parte del Piemonte. Il momento di massima espressione di questa fede collettiva si raggiunge all’inizio del XVI secolo: [1]
- Il Pellegrinaggio a piedi: Intorno al 1530, i cittadini e i pellegrini di Moncalieri iniziarono a compiere un imponente pellegrinaggio a piedi, risalendo il territorio fino alla Precettoria.
- Il Baldacchino e il Polittico: I fedeli sfilavano in processione portando solennemente il baldacchino per implorare la protezione del Santo contro le pestilenze e le malattie del bestiame.
- Il Capolavoro del 1531: Come testimonianza imperitura di questo voto e di questa immensa devozione, la Comunità di Moncalieri commissionò e donò alla Precettoria il celebre Polittico della Natività (1531) realizzato dal maestro Defendente Ferrari. Un’opera monumentale completata da una predella che illustra proprio la vita e i miracoli di Sant’Antonio Abate. [1]
🛡️ 3. La Rinascita e la Protezione nei Giorni Nostri (ADA e ICPI)
Attraversando guerre, epidemie e mutamenti storici, la Festa di Ranverso è rimasta in piedi fino ai giorni nostri per un motivo preciso: la forza della sua gente che ha continuato a tramandare i falò storici e la benedizione degli animali.
In epoca contemporanea, questo immenso patrimonio umano e religioso rischiava di rimanere confinato alla memoria locale. La svolta per la sua salvaguardia definitiva avviene grazie a un preciso percorso istituzionale:
- L’Azione del Gruppo storico virtuale A.D.A.: (Amici Degli Antoniani), sotto la guida determinata del suo Presidente Ersilio Teifreto, si è fatta carico di proteggere e rilanciare la festa, mantenendo vivi i rituali tradizionali e raccogliendo il testimone della storia rurale del territorio.
- Il Riconoscimento di Roma (2021): Grazie alla documentazione presentata dal Presidente Teifreto, l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura ha decretato l’inserimento ufficiale della Festa di Ranverso nella Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.
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