Giugno 2, 2026

🎨 SEZIONE 1: IL CAPOLAVORO DI MILANO (La Camera di Van Gogh)

🎨 SEZIONE 1: IL CAPOLAVORO DI MILANO (La Camera di Van Gogh)

🎨 SEZIONE 1: IL CAPOLAVORO DI MILANO (La Camera di Van Gogh)
Da inserire nel tuo nuovo “Link Speciale” per celebrare il trionfo del 2017.
TITOLO: GRAZIE A NOI, DOPO IL GELO: IL BREVETTO DELLA BELLEZZA
Curatore: Ersilio Teifreto (Ebanista ENAIP 1961 – Caso Studio Università Roma Tre)
Nota di Presentazione:
Questa sezione documenta un miracolo di ingegneria artigiana e pedagogia artistica nato da un’intuizione di Ersilio Teifreto. Dopo una visita al Museo Van Gogh di Amsterdam, davanti al rifiuto della Direzione di spostare il dipinto originale, è scattata la scintilla: se il quadro non poteva muoversi, bisognava permettere alle persone di camminarci dentro.
Grazie al coinvolgimento e all’amore per l’Artigianato Artistico, i maestri falegnami del Consorzio San Luca di Torino hanno tradotto le prospettive sghembe e distorte di Vincent Van Gogh in una struttura reale, solida e calpestabile. Il progetto ha ottenuto un brevetto e una scheda tecnica per struttura autoportante a isola, rendendo la camera totalmente indipendente dalle pareti circostanti e dotandola di una porta laterale d’ingresso completamente libera.
Sotto la regia comunicativa del Prof. Mauro Pecchenino (Docente in Comunicazione d’Impresa), l’opera ha conquistato il Salone Centrale dello Spazio Tadini durante il Fuori Salone di Milano 2017, venendo classificata al 2° posto nella Top 10 degli eventi più significativi della Design Week. Un successo democratico che ha permesso a migliaia di artisti, visitatori e scolaresche di abbattere la barriera del “vietato toccare”, entrando fisicamente a scattare selfie e a toccare con mano la consistenza materica degli accessori del grande pittore olandese.
Anche se oggi la struttura fisica riposa in un deposito, la sua storia e la sua paternità intellettuale restano scritte nelle cronache del design e nei documenti accademici. Abbiamo rotto il gelo dell’indifferenza portando la tridimensionalità della vita dove c’era solo carta.

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