Settembre 29, 2023

Via Francigena, tra storia e sapori in Canavese.Roma, anno 990. Papa Giovanni XV chiede all’arcivescovo di Canterbury Sigerico, che sta per tornare in Inghilterra, di annotare le tappe del suo viaggio di rientro. Proprio grazie al diario di Sigerico siamo in grado di ricostruire l’allora più breve percorso tra Roma e la cattedrale di Canterbury: un itinerario storico in 79 tappe, attraverso Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.

Via Francigena, tra storia e sapori in Canavese.Roma, anno 990. Papa Giovanni XV chiede all’arcivescovo di Canterbury Sigerico, che sta per tornare in Inghilterra, di annotare le tappe del suo viaggio di rientro. Proprio grazie al diario di Sigerico siamo in grado di ricostruire l’allora più breve percorso tra Roma e la cattedrale di Canterbury: un itinerario storico in 79 tappe, attraverso Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.

Via Francigena, tra storia e sapori in Canavese

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Roma, anno 990. Papa Giovanni XV chiede all’arcivescovo di Canterbury Sigerico, che sta per tornare in Inghilterra, di annotare le tappe del suo viaggio di rientro. Proprio grazie al diario di Sigerico siamo in grado di ricostruire l’allora più breve percorso tra Roma e la cattedrale di Canterbury: un itinerario storico in 79 tappe, attraverso Italia, Svizzera, Francia e Inghilterra.

Sentieri di montagna, strade bianche e mulattiere che già prima dell’anno Mille erano utilizzate da pellegrini e non solo, per raggiungere la Città Eterna. Dei circa duemila chilometri totali di percorso quasi cinquanta sono in territorio morenico-canavesano lungo i quali si alternano borghi caratteristici a tratti in cui ci si immerge nella natura.

Il nostro itinerario parte dalla cittadina valdostana di Pont St. Martin: scendendo dal ponte romano “del diavolo” incontriamo la statua della “Madonna della Guardia” e, percorrendo l’antica strada delle Gallie, ci dirigiamo verso il borgo antico di Carema, in territorio in piemontese. Il particolare microclima della conca caremese ha favorito nei secoli la coltivazione della vite e la produzione del Carema DOC. Ci lasciamo alle spalle le Alpi per entrare nel grande Anfiteatro Morenico, rilievo generato dal ritiro del ghiaccio Balteo e tra le formazioni meglio conservate al mondo nel suo genere. Arriviamo a Settimo Vittone per visitare la Pieve alto-medievale di San Lorenzo, oggi tutelata dal FAI. Una mulattiera ci porta al castello di Montestrutto, risalente agli inizi del Duecento, distrutto durante le guerre tra francesi e spagnoli del Seicento e ricostruito in stile Neogotico agli inizi del secolo scorso. Sulle orme dei pellegrini attraversiamo la campagna in direzione Borgofranco, con i suoi caratteristici “balmetti”, edifici costruiti direttamente a contatto con la Serra d’Ivrea e utilizzati per la conservazione di vino e prodotti agricoli e come spazi di ritrovo. Prendiamo quindi la strada vecchia per Montalto Dora, alle pendici delle colline moreniche. Il castello che sovrasta il borgo è tra le più importanti fortificazioni del Canavese. Diamo una rapida occhiata all’antico cedro dell’Atlantide, piantato a inizio Ottocento nel parco di villa Casana e proseguiamo verso Ivrea. Per completare il tratto canavesano della Via Francigena ci aspettano ancora una ventina di chilometri… alle prossime tappe!

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