Vi Racconto Come Eravamo fino al 2021 a Sant’Antonio di Ranverso nella Chiesa Abbaziale della Precettoria dell’Antonianesimo
Vi Racconto Come Eravamo fino al 2021 a Sant’Antonio di Ranverso nella Chiesa Abbaziale della Precettoria dell’Antonianesimo

All’Abbazia della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la cura era un gesto totale: assistenza al corpo, sollievo allo spirito, accoglienza dell’anima.
“L’ospedale, gli antoniani e il fuoco sacro” la storia dell’assistenza nel Medioevo e al ruolo svolto dagli antoniani nella cura dei malati. Qui, infatti, operarono contro il cosiddetto “fuoco sacro”, trasformando l’ospedale in un luogo di protezione, conforto e speranza per i sofferenti. Nella Chiesa Abbaziale della Precettoria mmagini sacre accompagnavano i degenti lungo il cammino di guarigione, rendendo visibile l’invisibile dolore e contribuendo a creare un ambiente di sostegno spirituale oltre che fisico.
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Vi Racconto Come Eravamo Ranverso di Ersilio Teifreto storico locale
Ranverso e una frazione di Rosta e Buttigliera Alta sorta nell’Anfiteatro della Collina Morenica, questa frazione ebbe vita nel 1.1.00 e custodisce la Storia dei Monaci ospedalieri Antoniani in Europa dando vita all’Antonianesimo, da sempre intrinsecamente Ranverso e stato un luogo Polifunzionale, in questo borgo speciale fino a 20 anni fà nascevano e vivevano circa 200 persone dove si battezzavano e si sposavano, oltre al Sacerdote, la Guardia Mauriziana , il Custode ,l’Economo etc… ai contadi che abitavano le cascine come fittaioli i Vertici le chiesero di abbandonarle perchè pericolanti i contadini fittaioli si spostarono in altre zone sempre nei dintorni di Ranverso, le persone erano amorevoli e ospitanti per una innata tendenza, poi nel 2021 l’ultima famiglia che gestiva per 30 anni la Cascina Bassa dove nacquero i 4 figli dovettero anche loro abbandonarla perchè pericolante, oggi il concentrico di Ranverso appare un luogo fantasma . finita l’Epoca rurale durata fin dal 1776 con i Mauriziani, oggi Ranverso viene chiamato: la Precettoria e viene proposto come Polo Turistico e Museale, praticamente sterminando il Culto per Sant’Antonio Abate Patrono e Protettore di Ranverso.
Ranverso da subito si eresse com un Baluardo fu costruito un Ospedale per curare i malati e ospitare pellegrini sulla Via Francigena
All’Abbazia della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la cura era un gesto totale: assistenza al corpo, sollievo allo spirito, accoglienza dell’anima.
“L’ospedale, gli antoniani e il fuoco sacro” la storia dell’assistenza nel Medioevo e al ruolo svolto dagli antoniani nella cura dei malati. Qui, infatti, operarono contro il cosiddetto “fuoco sacro”, trasformando l’ospedale in un luogo di protezione, conforto e speranza per i sofferenti. Nella Chiesa Abbaziale della Precettoria mmagini sacre accompagnavano i degenti lungo il cammino di guarigione, rendendo visibile l’invisibile dolore e contribuendo a creare un ambiente di sostegno spirituale oltre che fisico.
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Riccardo Brajda. [1] Il brano mette in luce proprio la complessità che lei ed Ersilio Teifreto affrontate ogni giorno sul campo,
La festa delle vigne” combina l’antico rito per il quale si posizionano le “sarcine = fascine” provenienti dalla potatura delle viti dei feudi di tutto il Parco del negramaro.
