Agosto 13, 2022

Un bene mobile o immobile è sacro indipendentemente dal fatto di chi ne detiene la proprietà. E’ sacro in forza della destinazione e della dedizione.

Un bene mobile o immobile è sacro indipendentemente dal fatto di chi ne detiene la proprietà. E’ sacro in forza della destinazione e della dedizione.

Come non esprimere preoccupazioni rispetto alla Chiesa Abbaziale o Precettoriale di Sant’Antonio Abate di Ranverso , che è un luogo di culto, è una “res sacra“, è una parrocchia consacrata fin dal 1.100 e dunque ne va mantenuto l’uso sacro senza incompatibilità per la destinazione culturale del bene, che va dunque disciplinato – facciamo un preciso richiamo all’articolo 831 del codice civile e, ancor meglio, alle intese Stato Italiano-Santa Sede?

Un bene mobile o immobile è sacro indipendentemente dal fatto di chi ne detiene la proprietà. E’ sacro in forza della destinazione e della dedizione. V’è necessità di una preventiva autorizzazione dell’ordinario diocesano sull’uso dopo aver sentito il parroco, cui spetta la vigilanza sulla res sacra; l’imposizione di una sorta di affitto del bene sacro es…. al FAI crea una parvenza di uso commerciale del bene in questione, con la considerazione meramente o prevalentemente museale della chiesa parrocchiale, laddove questo primo aspetto risulta a scapito del secondo.

Non riteniamo consona la prassi instaurata dalla Fondazione Mauriziana in questi anni.

In particolare, emerge la disciplina dei beni culturali di interesse religioso tenendo conto dell’articolo 5 della legge 25 marzo 1985 n. 121, del Protocollo addizionale ai Patti lateranensi e dell’articolo 12, che disciplina un regime di collaborazione per la tutela del patrimonio storico-artistico tenendo conto del principio di bilateralità e dunque della “previa intesa” riguardante i beni destinati all’esercizio del culto.

Va poi detto che occorre intervenire con più forte tutela agricola, ambientale e culturale sulla Stadera, la facciata dell’ospedale, la via francigena, le cascine limitrofe al concentrico della Precettoria di Ranverso e ai beni indicati nel decreto, evitando speculazioni di qualsiasi genere che portino ad una devastazione degli ambienti.

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