Agosto 28, 2023

Sul finire del secolo XV, Giovanni Montchenu, vescovo di Viviers c nominato commendatario di Ranverso il 22 aprile 14 70.

Sul finire del secolo XV, Giovanni Montchenu, vescovo di Viviers c nominato commendatario di Ranverso il 22 aprile 14 70.

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  • Sul finire del secolo XV, Giovanni Montchenu, vescovo di
    Viviers c nominato commendatario di Ranverso il22 aprile 14 70,
  • 4 –
    costru se l’ ab icl e poligonale, rifece le volte del presbiterio e
    decorò La facciata coi dipinti a motivi geometrici c con le
    ricche e belle terrecotte.

L’ importanza dell’Abbazia Antoniana si accrebbe grande·
mente nei secoli seguenti ed i monaci continuarono ad esercitare la loro missione ospitaliera fino al 1776, anno nel quale,
per disposizioni di una bolla di papa Pio VI, l’Abbazia stessa
venne soppressa ed i beni furono assegnati all’ordine dei
SS. Maurizio e Lazzaro che ne è tutt’ora proprietario e che,
per illuminata iniziativa del suo Primo Segretario Paolo Boselli, ha recentemente provveduto al restauro della chiesa a
mezzo della Sopraintendenza dei Monumenti del Piemoqte.
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    Dall’esame degli elementi costruttivi e decorativi rimessi
    in luce durante questo ristauro fu possibile riconoscere le
    vicende della chiesa. Nel secolo XIII, demolita l’abside, si
    aggiunse un presbiterio a pianta quadrata; nel secolo XIV si
    costrussero le cappelle del fianco settentrionale, fu allungato
    nuovamente il pre biterio, furono costrutte. le volte, fu aguiunta la navata sud e si edificò la sacrestia. Nello stesso b
    tempo contro la facciata della chiesa primitiva venne innalzato il portico, con un piano superiore, che tuttora esiste.
    Sul finire del secolo XV, Giovanni Montchenu, vescovo di
    Viviers c nominato commendatario di Ranverso il22 aprile 14 70,
  • 4 –
    costru se l’ ab icl e poligonale, rifece le volte del presbiterio e
    decorò La facciata coi dipinti a motivi geometrici c con le
    ricche e belle terrecotte che ancora oggi i amm\rano.
    Sotto il porticato ono degni di nota i pila tri in pietra
    verdognola a colonnine in fascio con capitelli lavorati a fogliami e figure, gli atfresclù del duecento ulla parete di fondo
    rappresentanti scene della vita di Sant’Antonio, la Madonna
    dipinta nella lunetta al disopra dell’architrave della porta, e
    le pitture cinquecentesche negli scomparti della volta centrale
    con episodi del tra porto delle reliquie di Sant’Antonio da Alessandria d’Egitto nel Delfinato.
    Pei succe ivi ampliamenti,
    dei quali i è fatto cenno, la
    chiesa ha ora la pianta a croce
    latina con due navate e con cappelle sul fianco a nord.
    Sulla parete a sinistra della
    navata maggiore, fra le due
    prime cappelle ed in parte nascosti da un pila tro di o tegno
    della volta, ono affre chi del
    secolo XIII rappresentanti il
    Cristo benedictnte, il Presepio
    ed i SS. Pietro e Paolo.
    Nella prima cappella si vedon_o
    della vita di S. Maria Maddalena.
    dipinte sulle pareti scene
    Interessante è l’affresco di scuola vercellese del secolo XV
    sull’arco della seconda cappella nel quale è figurata la madonna col bambino tra S. Bernardino da Siena e Sant’Antonio. Quest’ultimo è in atto di presentare alla Vergine una
    donna inginocchiata ·che un’iscrizione dipinta sotto l’affresco
    ricorda es ere Bianchina Raspa moglie del giudice Eugenio
    Raspa che fu sepolta nella chiesa.
    Le pitture che si vedono sulla parete soprastante all’entrata della terza cappella risalgono al secolo XIII e rappre

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