Dicembre 3, 2022

Storia di Sant’Antonio di Ranverso. L’ordine cavalleresco medievale del – “fuoco sacro”.

Storia di Sant’Antonio di Ranverso. L’ordine cavalleresco medievale del – “fuoco sacro”.

 

L’ordine cavalleresco medievale del – “fuoco sacro”

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particolarmente venerate dalle fondazioni ospitaliere antoniane e da quelle … 1977 e Leclerc J. – Un document sur le debuts des Templiers – in Revue …

Secondo una tradizione consolidata è il pio signore di Chateau Neuf [Per alcuni è Chateau Neuf
d’Albenc, per altri C. N. di Albene, per altri ancora C. N. d’Albon.], Jocelin [Nelle carte antiche appellato
anche Josselin, Jacelin, Gozzelin.], figlio di un conte Guglielmo della medesima stirpe dei duchi di
Aquitania e conti di Tolosa [Da questa potente Casa usciranno San Guglielmo Magno duca di Aquitania e
la bellissima e fatale Eleonora di Aquitania, prima regina di Francia con LuigiVII, poi regina d’Inghilterra con
Enrico Plantageneto (1154), nonché madre di Riccardo Cuor di Leone re d’Inghilterra.], di ritorno da un
pellegrinaggio in Terrasanta, a portare nella regione francese del Delfinato le reliquie del santo
anacoreta Antonio il Grande, avute in dono dall’imperatore di Costantinopoli [Traslate in questa città,
verso il 635 d. C., dalla chiesa di San Giovanni di Alessandria, al momento dell’occupazione araba
dell’Egitto.]. Tutto ciò accadeva intorno al primo millennio dell’era cristiana.
Diverso tempo dopo, nell’anno 1070, il nobile Guigue o Guigues di Didier, a quanto sappiamo
discendente dello stesso Jocelin, decide di costruire, nel villaggio di La Motte [Detta poi La Motte
Saint Didier, secondo altri La Motte aux Bois per la vicinanza di un folto bosco, comunque oggigiorno è la
cittadina di Saint Antoine de Viennois.] presso la città di Vienne, una chiesa dove traslare [Dalla cappella
di Chateau Neuf, dove sembra le avesse deposte fin dal primo momento Jocelin. Secondo un autore
anonimo del XIII secolo, fino al tempo di Guigue Didier queste reliquie seguivano i discendenti di Jocelin in
tutte le loro spedizioni militari, ciò, nell’uso del tempo, per essere sempre vittoriosi (Cfr Congregation de
Saint Maur – Histoire Littéraire de la France – Tome XII, Paris, Paulin Editeur, 1869, pag. 432).] e accogliere
più degnamente le reliquie del grande taumaturgo, che nel frattempo richiamavano sempre più
numerose folle di pellegrini e malati del fuoco sacro o male degli ardenti [Conosciuto anche come
“fuoco di Sant’Antonio” o, con termine medico, “ergotismo” era una grave intossicazione alimentare,
provocata dal consumo di farina di segale contaminata da un fungo, l’ergot o “segale cornuta”, che si
manifestava con bruciori insopportabili, febbre altissima, delirio, necrosi e cancrene degli arti. Nel periodo
medievale era assai frequente questo tipo di intossicazione collettiva, con conseguente strage tra la
popolazione colpita.]. Il t

rilevatore Ersilio Teifreto

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