Ottobre 17, 2017

Storia del borgo dei Ranversani: Il nome Ranverso deriva dalla fusione di due parole, “rio inverso” (ruscello all’inverso, cioè a nord, all’ombra, contrapposto a indritto, a sud, al sole).

Storia del borgo dei Ranversani: Il nome Ranverso deriva dalla fusione di due parole, “rio inverso” (ruscello all’inverso, cioè a nord, all’ombra, contrapposto a indritto, a sud, al sole).

                                                                                                    Nadia Teifreto e Piero Sinazzola Sposi a Ranversop

 

I cavalli di Mimmo Paladino sulla Fòcara di Novoli dedicata a Sant'Antonio Abate del fuoco, questa tradizione di Voto al Santo Araconeta accomuna Ranverso con Novoli in un gemellaggio di amicizia virtuale messo in atto nel 2013.

Storia del borgo dei Ranversani:
Il nome Ranverso deriva dalla fusione di due parole, “rio inverso” (ruscello all’inverso, cioè a nord, all’ombra, contrapposto a indritto, a sud, al sole).
Il complesso di Sant’Antonio di Ranverso come si presenta attualmente si è venuto formando nel corso dei secoli; esso comprende, oltre alla Chiesa Abbaziale , anche l’ospedale, il convento, alcuni mulini e le cascine in cui risiedevano 8 famiglie di fittavoli, le circa 100 persone che abitavano il borgo speciale di Ranverso chiamati Ranversani  erano autosufficienti e coltivavano i terreni appartenenti al comprensorio della Precettoria. La sua economia si fondava sui proventi delle terre coltivate, dei pascoli, dall’allevamento dei maiali alla pastorizia, i possedimenti, la cui origine sta in una donazione agli Antoniani da parte del beato Umberto III conte di Savoia, andarono ampliandosi con gli anni grazie ad acquisti, lasciti testamentari e donazioni, tanto che S. Antonio di Ranverso divenne una potenza economica, anche se non paragonabile alla vicina Sacra di San Michele, che vantava dipendenze, oltre che in Italia, anche in Francia e in Spagna.
La chiesa su un ‘antico pilone votivo e venne fondata in prossimità della via Francigena che,  partendo da Canterbury e passando per la Francia attraverso, va la valle di Susa, arrivati ad Avigliana i pellegrini  proseguivano  per Ranverso passando sotto le mura del complesso religioso per poi dirigersi verso Roma e seguendo la via Francigena del Sud passando nei pressi di Novoli la città della Fòcara   arrivavano a Otranto per imbarcarsi verso la terra Santa Gerusalemme. La scelta di costruire una Precettoria nella località dedicata a Sant’Antonio Abate del fuoco è stata determinata dagli scopi che il complesso religioso si prefiggeva: l’accoglienza ai viaggiatori e ai pellegrini che percorrevano la via Francigena, e in particolare la cura dei malati, testimoniata dalla presenza dell’ospedale,  i Cavalieri Templari proteggevano i pellegrini dai pericoli durante questi percorsi.

Autore Ersilio Teifreto i Ranversani di Ranverso Buttigliera Alta e Rosta 

 

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