Luglio 30, 2026

SEGNALAZIONE CULTURALE E IDENTITARIA Premessa di Ascolto e Umiltà Da anni, noi devoti, cittadini e studiosi stiamo ascoltando Ranverso in silenzio e con umiltà. Il nostro intento è capire cosa questo luogo desideri profondamente

SEGNALAZIONE CULTURALE E IDENTITARIA Premessa di Ascolto e Umiltà Da anni, noi devoti, cittadini e studiosi stiamo ascoltando Ranverso in silenzio e con umiltà. Il nostro intento è capire cosa questo luogo desideri profondamente

SEGNALAZIONE CULTURALE E IDENTITARIA
Premessa di Ascolto e Umiltà
Da anni, noi devoti, cittadini e studiosi stiamo ascoltando Ranverso in silenzio e con umiltà. Il nostro intento è capire cosa questo luogo desideri profondamente e a quali voci sia necessario ridare ascolto. Vogliamo rimetterci in ascolto delle voci dei frati, dei contadini e dei nativi che hanno abitato e amato Ranverso nei secoli. Non intendiamo seguire le voci degli architetti o degli accademici, ma dare voce al territorio e valore alle sue tradizioni più autentiche. Il nostro obiettivo supremo è far sì che questo rimanga un luogo vivo, e non il freddo museo di una Precettoria. [1]
Il Cuore di Ranverso: La Chiesa Abbaziale
Il vero cuore pulsante di tutto il complesso è la Chiesa. Essa custodisce l’anima profonda, la storia e la devozione dell’intera comunità. È per questo motivo che desideriamo fortemente che torni a essere chiamata con il suo nome più completo e spirituale: la Chiesa Abbaziale di Sant’Antonio Abate di Ranverso. [1]
I segni visibili della sua evoluzione e della sua dignità monumentale sono impressi in ogni pietra e in ogni capolavoro che i secoli ci hanno tramandato:
    • Le radici e la vita comunitaria: Il Cimitero, il Battistero, il Chiostro e il Convento, nati fin dal 1240 sotto l’impulso di Falco Mathion, testimoniano la nascita di una comunità unita dalla fede e dal lavoro della terra.
    • La grandezza dello spirito: Il Presbiterio poligonale, le navate, i due Portali d’ingresso, il Campanile, le stele ottagonali, i pinnacoli e le guglie elevano lo sguardo verso il cielo, dimostrando che questo luogo ha superato da sempre la dimensione di una piccola e periferica dipendenza medievale.
    • La bellezza della devozione: Gli straordinari affreschi di Giacomo Jaquerio, il maestoso Polittico di Defendente Ferrari, il Pulpito, la Via Crucis e la storica statua in legno di Sant’Antonio di fine ‘400 sono la testimonianza tangibile di un amore e di una cura che vanno ben oltre la semplice gestione ospedaliera. Il simbolo Tau, impresso ovunque, unisce indissolubilmente l’arte alla fede quotidiana.

Conclusione
L’utilizzo esclusivo del termine “Precettoria”, basato sulla nomenclatura duecentesca di quando la casa era ancora piccola e dipendente, rischia di mettere in secondo piano la vera natura monumentale e la successiva evoluzione del sito. La struttura architettonica, i decreti papali successivi e la secolare custodia sabauda dimostrano che Ranverso ha superato da secoli quella fase iniziale, trasformandosi a pieno titolo in una Chiesa Abbaziale. Custodire questo luogo significa rispettarne l’architettura, ma soprattutto restituirgli l’anima devozionale e la dignità che la comunità locale continua a difendere con immutato rispetto.
Chiediamo che la Chiesa e il suo altare tornino a essere il centro vivo del territorio, e che il complesso intero riappropriandosi del nome di Chiesa Abbaziale di Sant’Antonio Abate di Ranverso possa continuare a parlare al cuore dei fedeli e dei pellegrini, proprio come faceva un tempo.
Ersilio Teifreto
Presidente ADA

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