Settembre 16, 2026

Il Sagrato di Ranverso: Stratificazione Antropica, Prove d’Archivio e Vulnerabilità Idraulica Nota metodologica e attribuzione: Il presente saggio accademico, l’impianto critico e l’apparato documentale qui esposto nascono interamente dalle ricerche storiche, d’archivio e dai rilievi topografici condotti sul campo dal Tracciologo Ersilio Teifreto (Classe ’47).

Il Sagrato di Ranverso: Stratificazione Antropica, Prove d’Archivio e Vulnerabilità Idraulica Nota metodologica e attribuzione: Il presente saggio accademico, l’impianto critico e l’apparato documentale qui esposto nascono interamente dalle ricerche storiche, d’archivio e dai rilievi topografici condotti sul campo dal Tracciologo Ersilio Teifreto (Classe ’47).

Il Sagrato di Ranverso: Stratificazione Antropica, Prove d’Archivio e Vulnerabilità Idraulica
Nota metodologica e attribuzione: Il presente saggio accademico, l’impianto critico e l’apparato documentale qui esposto nascono interamente dalle ricerche storiche, d’archivio e dai rilievi topografici condotti sul campo dal Tracciologo Ersilio Teifreto (Classe ’47). La ricostruzione delle variazioni altimetriche del sagrato e il fondamentale ritrovamento dell’atto notarile del 1867 costituiscono il nucleo scientifico originale di questa indagine, messo a disposizione delle nuove generazioni come traccia metodologica e filologica per le loro tesi di laurea.
1. Il Masso Erratico di Ranverso: Origine Glaciale e Ipotesi di Movimentazione Antropica
Il monumento situato davanti alla facciata della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso si trova sulla collina che costituisce la morena laterale destra dell’Anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana. Dal punto di vista petrografico, si tratta di un masso erratico di serpentinite, alto oggi circa 2 metri all’esterno, originatosi per l’azione di trasporto dei ghiacci della Valle di Susa durante il Pleistocene. Come sintetizzato nelle schede territoriali dell’esperto cartografo Giovanni Visetti, il manufatto viene catalogato con la dicitura ufficiale di “Masso di S. Antonio di Ranverso”, misurato geometricamente con la quota “? x 2”, identificandone la precisa natura geologica.
Tuttavia, come evidenziato dagli studi accademici sulla valutazione d’impatto e il valore ambientale dei massi erratici, la posizione millimetrica del blocco rispetto all’ingresso della basilica ha da sempre alimentato un acceso dibattito scientifico. Sebbene la genesi geologica della roccia sia naturale, le indagini condotte sul campo dal Tracciologo Ersilio Teifreto supportano l’ipotesi di alcuni studiosi secondo cui l’intero masso sia stato portato sul luogo o ricollocato dall’uomo, e non semplicemente abbandonato in quel punto esatto dal ghiacciaio. L’intenzionalità della sua disposizione ne sottolinea il valore di manufatto simbolico, oggetto di antichissimi culti precristiani legati alla pietra. Sopra questo blocco, in epoca tardo-rinascimentale (intorno al 1500), l’uomo innestò il piliere ottagonale (la stele) con il simbolo del Tau (τ). Questa struttura fungeva da monumentale segnale viario e spirituale lungo la Via Francigena, sormontato da una successiva croce bianca in marmo (ripristinata dopo le devastazioni del generale Catinat del 1693).
2. La Prova Documentale: Le Pertinenze Legali del Comune di Avigliana e il Vol. 34
La tesi del legame indissolubile tra l’azione umana, la gestione del territorio e il Comune di Avigliana trova un riscontro giuridico e notarile di straordinaria importanza grazie al ritrovamento d’archivio effettuato dal Tracciologo Ersilio Teifreto nei documenti ottocenteschi conservati negli archivi storici, relativi alla soppressione dei Padri Antoniani e al passaggio dei beni all’Ordine Mauriziano.
Come attesta l’inventario ufficiale del fondo S. Antonio – Titoli e Carte, la transazione legata ai terreni storici di Ranverso è registrata nel seguente strumento notarile:
  • Segnatura d’Archivio: Instrumenti – Vol. 34 – carta 193 (rif. posizionale 33/18/*).
  • Atto: Regesto del 26 Maggio 1867, che sancisce l’istrumento di vendita fatta dall’Ordine Mauriziano a favore dei fratelli Vincenzo e Lodovico Blando.
  • Oggetto: Un appezzamento di terreno della superficie di are 93, formante parte integrante del tenimento di S. Antonio di Ranverso, ma situato nel territorio del Comune di Avigliana, specificamente nella storica Regione S. Claudio.
  • Modalità di pagamento: La cessione avvenne mediante una cartella del Debito Pubblico consolidato al 5% con rendita annua di lire 50.
La documentazione scritta dimostra che il masso erratico, pur trovandosi oggi davanti al sagrato della chiesa nel comune di Buttigliera Alta, è storicamente e legalmente legato alle pertinenze territoriali e agli scambi fondiari con Avigliana. Questo dato, emerso dall’indagine filologica di Teifreto, avalla la memoria storica che vede il blocco al centro di complesse transazioni e accordi di confine tra l’Ordine, la municipalità e i privati del territorio.
3. L’Evoluzione del Sagrato, le Variazioni del Manto Stradale e il Conflitto Idraulico
L’analisi delle quote altimetriche permette di ridefinire con precisione la topografia del sito e l’anatomia dei suoi anfratti. La prova fotografica schiacciante è costituita dallo scatto d’archivio del 1886, nel quale lo zio di Secondo Pia, Orazio Mussi, è ritratto in piedi sul vecchio sagrato sterrato mentre riesce a poggiare comodamente il braccio sulla sommità piatta del masso erratico. Ciò dimostra che a fine Ottocento la roccia sporgeva dal suolo per appena 100–110 centimetri, poiché la sua base naturale affondava ancora nei sedimenti originari del terreno. Nel chiarire l’innalzamento storico del suolo delle campagne circostanti, va escluso categoricamente il bradisismo, trattandosi di una dinamica vulcanica endogena del tutto estranea alla Val di Susa; il terreno è cresciuto nei secoli unicamente per un processo sedimentario superficiale di aggradazione naturale dovuto ai depositi alluvionali del vicino Rio Invers (Rivus Inversus).
Nel corso del Novecento, massicci interventi di livellamento e di scavo archeologico hanno invertito questa tendenza. L’area adiacente alla chiesa è stata scavata e abbassata per liberare la prospettiva architettonica gotica: questo svasamento ha messo interamente a nudo la porzione inferiore del masso (portandolo ai 2 metri attuali all’esterno e obbligando le maestranze a sorreggerlo con un piedistallo artificiale e una cordonatura in mattoni e cemento per impedirne il crollo). Lo stesso scavo ha creato un dislivello all’ingresso del nartece, originariamente a filo con il suolo, imponendo la realizzazione dei due gradini in discesa oggi presenti.
Al contrario, la vicina strada di scorrimento ha vissuto un processo inverso di innalzamento della quota viaria per riporto antropico. Massicciate, ciottolati e asfalto sovrapposti strato dopo strato nel corso dei decenni hanno generato un’aggradazione artificiale della carreggiata, trasformandola in una vera e propria diga. Questa forbice altimetrica ha isolato il sagrato e il masso in una profonda depressione topografica a “catino”. Come rilevato nelle osservazioni idrauliche di Ersilio Teifreto, durante le forti precipitazioni l’acqua piovana scende per gravità dalla strada rialzata e converge nel piazzale. Non trovando sbocchi o pendenze di sgrondo verso la campagna aperta, l’acqua ristagna inevitabilmente, provocando costanti fenomeni di allagamento proprio ai piedi del masso erratico e dei gradini del nartece. Questa vulnerabilità dimostra il limite parziale dei sistemi storici di drenaggio (come lo scannafosso in mattoni progettato da Alfredo d’Andrade nel 1914), efficaci nell’isolare le mura laterali della manica dell’ospedale ma strutturalmente impossibilitati a smaltire l’acqua nella conca del masso.

Appendice Bibliografica e Documentale per i Ragazzi
  • Fonti Archivistiche Primarie:
    • Archivio Storico Ordine Mauriziano, Fondo S. Antonio – Titoli e Carte concernenti la soppressione de’ Padri Antoniani, Originale del 26 Maggio 1867, Instrumenti, Vol. 34, carta 193 (segnatura posizionale 33/18/*). Istrumento di vendita a favore dei fratelli Vincenzo e Lodovico Blando. [Regesto d’archivio rintracciato e catalogato dal Tracciologo Ersilio Teifreto].

  • Fonti Letterarie e Saggistica:
    • ROTUNNO Edoardo, Ranverso e… oltre. Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, Mediares Editore, Torino, II Edizione 2022.
    • SACCHETTI Italo, Sant’Antonio di Ranverso. Storia, arte, religiosità

      , Tipolitografia Subalpina, 1980.

    • SACCO Federico, L’Anfiteatro morenico di Rivoli, Tipografia Nazionale, Torino, 1888.

  • Fonti Scientifiche e Cartografiche Digitali:
    • VISETTI Giovanni, Censimento dei Massi Erratici dell’Anfiteatro Morenico di Rivoli-Avigliana, Schedatura geografica e petrografica (giovis.com).
    • AA.VV., Valore ambientale dei massi erratici e valutazione d’impatto, relazioni e studi di geomorfologia piemontese (Academia.edu).


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