Ottobre 17, 2017

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IL RAPPORTO  DI NOVOLI PER IL SUO SANTO PROTETTORE.

Il culto per Sant'Antonio Abate risale dopo la sua morte nel 356, prima di diffondersi in tutto il mondo toccò  gli abitanti di Novoli, infatti non si è mai capito perché"li paesani te Noule" venivano ngiurati "scuri te facce".
C'erano forse dei riferimenti con popolazioni Egiziane dove nacque il Santo?
Di certo sappiamo che i fedeli a Novoli arrivano anche a piedi nudi per pregare Sant'Antonio Abate del fuoco per ottenere una grazia, o per grazia ricevuta, proclamando il Santo del fuoco "primo cittadino Novolese"
Allora perchè non pensare che Novoli d'altronde geograficamente molto vicina all'Impero d'Oriente, è storicamente provato possa avere accettato il culto per il Santo del fuoco fin dal primo momento? Sul punto più alto della Fòcara dove il vento non lo puoi fermare, viene fissata con una  Bardatura l'opera  in legno del Santo araconeta scolpita a mano  in puro artigianato artistico dal Maestro Salamc, anche la Fòcara al passaggio del Santo in processione si Inchina mentre i fedeli pregano, e lanciano palloni aerostatici nel cielo scintillante. 

La devozione iniziò prima a diffondersi tra i contadini, poi nei paesi e nelle campagne. La religiosità popolare ha associato alla figura del Santo del fuoco il maiale, il campanello, il bastone a forma di Tau, un libro in mano con il fuoco.E addirittura la chiesa associò il maialino a uno dei suoi santi più popolari. Cioè Antonio Abate, il vecchio dalla barba bianca la cui ricorrenza, che cade proprio il 17 Gennaio apre i battenti del carnevale.

Molti autorevoli commentatori della Divina Commedia fanno esplicito riferimento al verso 124 del Canto XXIX del Paradiso:
"Di questo ingrassa il porco Sant'Antonio"
Quasi ad alludere al fatto che i religiosi approfittavano della credulità popolare per far "ingrassare" i porcellini. Peraltro, per devozione a S. Antonio, rappresentato accompagnato da un porco (che è il simbolo del demonio che lo aveva tentato ripetutamente in tutte le forme), nei paesi cristiani, nel medioevo, si andava in cerca di elemosine   (La questua)per costruire la Fòcara di Novoli, oppure un ospedale nel luogo di Ranverso (TO) nel nome dell'eremita egiziano, fondatore della vita monastica.
Inoltre, come ricordato, l'ordine monastico degli Antoniani introdusse la tradizione di incassare i maiali col frutto delle elemosine del popolo, ed il popolo, considerandoli benedetti, si guardava dal maltrattarli, anzi contribuiva ad allevarli, cioè a dirla con Dante Alighieri: "pagando di moneta senza conio.

 
autore Ersilio Teifreto Blog ToriNovoli

 

 

 

 

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