Sant’Antonio di Ranverso, un saluto dal Medioevo
Sant’Antonio di Ranverso, un saluto dal Medioevo
Un saluto a te!
La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è davvero un portale temporale che ci riporta nel cuore del Medioevo piemontese.
Situato lungo l’antica via Francigena, a pochi chilometri da Torino (tra Buttigliera Alta e Rosta), questo complesso non era solo un luogo di preghiera, ma un vero centro di assistenza gestito dall’Ordine degli Antoniani.
Ecco perché Ranverso è una tappa imperdibile per chi ama la storia:
- La cura del “Fuoco di Sant’Antonio”: Nel Medioevo, la Precettoria era celebre per il suo ospedale (lazzaretto), dove i frati curavano i malati affetti da ergotismo (il cosiddetto “fuoco sacro”) usando il grasso di maiale, animale simbolo del Santo ancora oggi visibile in molti affreschi.
- Il capolavoro di Giacomo Jaquerio: All’interno della chiesa si trova uno dei cicli di affreschi più importanti del gotico internazionale. Le opere di Jaquerio, come la Salita al Calvario, colpiscono per il loro realismo quasi brutale e la modernità dei volti.
- Architettura Gotica d’Oltralpe: La facciata, con le sue ghimberghe slanciate e le decorazioni in terracotta, richiama lo stile del gotico francese, rendendola una rarità nel panorama architettonico italiano.
- Gestione attuale: Oggi il sito è gestito dalla Fondazione Ordine Mauriziano, che ne cura la conservazione e le aperture al pubblico.
