Ottobre 17, 2017

Salento tutto l’anno.

Salento tutto l’anno.

 

 

E vero ci siamo inventati la Cultura contadina, il caso festa della Fòcara e la  Taranta sono patrimoni immateriali conosciute al livello planetario si uniscono creando una Sinergia di sicuro successo il Salento aperto tutto l'anno. Ai voglia a dire che al Nord si stà meglio che per es… a Novoli. Se la terra Salentina fosse ipoteticamente spostata in un'altra parte del mondo sembrebbe un'improbabile  fantasia solo sul posto vivendola diventa realtà. 

La città di Novoli è diventato un faro per le  feste,si conferma laboratorio per l’industria turistica che valorizza le tradizioni popolari profonde, millenarie capace di attirare d'urante l'anno oltre 500.000 visitatori tra tutte le feste, eventi, sport, teatro ecc… . L’antropologo Ernesto de Martino aveva descritto molti decenni fa con pagine bellissime il vissuto profondo della provincia di Lecce e del Salento intero. Cultura contadina, poliglotta, dove popoli e culti si mescolano nello spazio e nel tempo. Isoglosse sfuggenti. Competenze polimorfe. Insomma, il terreno di coltura ideale per uno spazio metafisico che oggi l’industria dei grandi eventi turistici riempie e rilancia. È stato così con la Notte della Taranta, un evento da centinaia di migliaia di partecipanti in quello che è il più grande rave popolare d’Europa. Anziani e giovani che danzano al ritmo della pizzica, salentina e grecanica insieme, in una condivisione continua e democratica di mieru e pucce, ovvero di vino e focacce. Il Salento guarda dentro se stesso ed ora rilancia sulla Fòcara di Novoli, tradizione antichissima del fuoco d’inverno che si intreccia con Sant’Antonio Abate. E così dopo la Taranta, che si è guadagnata il palcoscenico mondiale, è l’ora della Fòcara, un evento più localizzato ma che dà l’occasione per festeggiare e per venire nel Salento per condividere una tradizione. L’Università Bocconi di Milano ha “acceso” i riflettori: ed ha scoperto che la Fòcara vale già 1,5 milioni di ricadute economiche per la provincia di Lecce. L’Italia è piena di tradizioni, il modello di valorizzzione messo in campo da Lecce dovrebbe far riflettere. I primi dovrebbero essere i baresi, che potrebbero costruire sul culto di San Nicola, ad esempio, un evento di spessore globale, vista la diffusione e lo spessore del culto del santo nel mondo.

News ToriNovoli: La Puglia turistica trova sotto l’albero di Natale quest’anno gli ottimi numeri del rapporto dell’Osservatorio del Turismo della Regione. Nei primi dieci mesi del 2016 i risultati sono al di sopra delle aspettative: 3.3 milioni di turisti, al di sopra del dato definitivo dei 12 mesi del 2015, con un +6,4% di arrivi totali e un +3,2% di presenze. La ripresa del turismo nazionale (gli italiani in Puglia) si consolida per il terzo anno consecutivo: +4,5% e +2% per arrivi e presenze. Ma straordinaria è la crescita dell’incoming dall’estero che si attesta sul +13% (negli anni precedenti l’incremento è stato dell’8-10%) mentre i pernottamenti crescono dell’8,4% rispetto al 2015 (10 mesi). Il tasso di internazionalizzazione, quindi, sale dal 21,8% del 2015 al 23,2%. Il 2016 è caratterizzato anche da un andamento positivo dei mesi invernali di Gennaio per l'evento  della Fòcara a Novoli e di Agosto per la notte della Taranta. Gargano e Salento continuano a essere le aree turistiche dominanti, accolgono assieme il 57% dell’incoming regionale e il 68% dei pernottamenti dei primi dieci mesi del 2016, sebbene anche gli altri territori registrino crescite significative.  Complici dell’ottima performance sicuramente l’incremento dei consumi turistici nazionali, gli allert sulla sicurezza che hanno interessato altre destinazioni d’Europa e del Mediterraneo, una straordinaria crescita del turismo internazionale e dieci anni di promozione del brand Puglia.

E così dopo la Taranta, che si è guadagnata il palcoscenico mondiale, è l’ora della Fòcara, un evento più localizzato ma che dà l’occasione per festeggiare e per venire nel Salento per condividere una tradizione. L’Università Bocconi di Milano ha “acceso” i riflettori: ed ha scoperto che la Fòcara vale già 1,5 milioni di ricadute economiche per la provincia di Lecce. L’Italia è piena di tradizioni, il modello di valorizzzione messo in campo da Lecce dovrebbe far riflettere. I primi dovrebbero essere i baresi, che potrebbero costruire sul culto di San Nicola, ad esempio, un evento di spessore globale, vista la diffusione e lo spessore del culto del santo nel mondo.Il Salento si conferma laboratorio per l’industria turistica che valorizza le tradizioni popolari profonde, millenarie. L’antropologo Ernesto de Martino aveva descritto molti decenni fa con pagine bellissime il vissuto profondo della provincia di Lecce e del Salento intero. Cultura contadina, poliglotta, dove popoli e culti si mescolano nello spazio e nel tempo. Isoglosse sfuggenti. Competenze polimorfe. Insomma, il terreno di coltura ideale per uno spazio metafisico che oggi l’industria dei grandi eventi turistici riempie e rilancia. È stato così con la Notte della Taranta, un evento da centinaia di migliaia di partecipanti in quello che è il più grande rave popolare d’Europa. Anziani e giovani che danzano al ritmo della pizzica, salentina e grecanica insieme, in una condivisione continua e democratica di mieru e pucce, ovvero di vino e focacce. Il Salento guarda dentro se stesso ed ora rilancia sulla Fòcara di Novoli, tradizione antichissima del fuoco d’inverno che si intreccia con Sant’Antonio Abate. E così dopo la Taranta, che si è guadagnata il palcoscenico mondiale, è l’ora della Fòcara, un evento più localizzato ma che dà l’occasione per festeggiare e per venire nel Salento per condividere una tradizione. L’Università Bocconi di Milano ha “acceso” i riflettori: ed ha scoperto che la Fòcara vale già 1,5 milioni di ricadute economiche per la provincia di Lecce. L’Italia è piena di tradizioni, il modello di valorizzzione messo in campo da Lecce dovrebbe far riflettere. I primi dovrebbero essere i baresi, che potrebbero costruire sul culto di San Nicola, ad esempio, un evento di spessore globale, vista la diffusione e lo spessore del culto del santo e della madre di tutti falò nel mondo la Fòcara.

 

Altri articoli

  • Luglio 13, 2024
    Restauri e tutela dei beni che fanno la storia dei monaci Antoniani di Ranverso
  • Luglio 11, 2024
    Il campanello di Sant’Antonio Abate inciso sulla stele in granito di Ranverso.

Eventi e Feste

Eventi e Feste

Schede

Schede