Rivista La FEDELTÀ 22 luglio 2020 Un itinerario tra arte e fede in Piemonte tra le Abbazie di Staffarda e Sacra di San Michele
Rivista La FEDELTÀ 22 luglio 2020 Un itinerario tra arte e fede in Piemonte tra le Abbazie di Staffarda e Sacra di San Michele
173.364030
– 391.7617043.
L’Estatea due pasi
laFEDELTÀ 22 luglio 2020 32
Un itinerario tra arte
e fede in Piemonte
non può non prevedere una tappa in
alcune importanti abbazie e
luoghi sacri che hanno scritto
la storia del nostro territorio.
Ci spostiamo dalla provincia di
Cuneo verso il Torinese. Prima
di lasciare la provincia il nostro
viaggio incrocia il fascino antico
dell’abbazia di Staffarda.
Abbazia di Staffarda
Oltre 900 anni di storia per
questo complesso di proprietà
dell’Ordine Mauriziano dalla
metà del Settecento. Fu fondata
tra il 1122 ed il 1138 come abbazia benedettina cistercense e
in breve tempo divenne molto
importante per tutto il territorio, mentre i terreni della pianura circostante diventavano
agricoli grazie ad una estesa
opera di bonifica. Nel 1690 i
francesi, guidati dal generale Catinat invasero l’abbazia
distruggendo l’archivio, la biblioteca, parte del chiostro e del
refettorio; dal 1715 al 1734, con
l’aiuto finanziario di Vittorio
Amedeo II, vennero effettuati
lavori di restauro che in parte
alterarono le originali forme
gotiche dell’architettura.
Con Bolla Pontificia di Papa
Benedetto XIV, nel 1750, l’abazia ed i suoi patrimoni divennero proprietà dell’Ordine
dei Ss. Maurizio e Lazzaro, ed
eretti in Commenda.
Del complesso abbaziale
si apprezzano in particolare
la chiesa, con il polittico di
Pascale Oddone e il gruppo
ligneo cinquecentesco della
Crocifissione, il chiostro, il refettorio, con tracce di dipinto
raffigurante “L’ultima cena”,
la sala capitolare, la foresteria;
gli altri edifici costituiscono
il cosiddetto “concentrico” di
Staffarda, ossia il borgo, che
conserva tuttora le storiche
strutture architettoniche
funzionali all’attività agricola,
come il mercato coperto sulla
piazza antistante l’abbazia e
le cascine.
Per le visite: il numero dei
visitatori, che dovranno indossare la mascherina e tenersi a
2 m di distanza, è stato ridotto
e il personale della Fondazione
garantirà il distanziamento
sociale tra i visitatori ed eviterà
qualsiasi forma di assembramento.
L’abbazia di Staffarda è aperta dal martedì alla domenica
con orario 9-12,30 (ultimo ingresso 12) e 13,30-18 (ultimo ingresso 17,30). Chiuso il lunedì.
Precettoria
di Ranverso
Rientra tra i beni di proprietà dell’Ordine Mauriziano anche la precettoria di
Sant’Antonio di Ranverso, a
Buttigliera Alta in provincia
di Torino. Frutto di interventi
architettonici che si susseguono spaziando dalla fine del XII
al XV secolo, il complesso della
precettoria è costituito principalmente dalla chiesa, con
annessi sagrestia e chiostro.
Come nel caso di Staffarda,
gli edifici circostanti costituiscono il cosiddetto “concentrico”, ove la struttura più
rilevante è rappresentata
dall’unica testimonianza leggibile dell’insieme che dava
ragion d’essere all’intero complesso dell’Ordine ospedaliero
degli Antoniani, ossia l’antico
ospedale, caratterizzato nella
sua facciata dai tratti del gotico fiorito. Nell’interno i pilastri
laterizi a fascio reggono le crociere costolonate della navata
centrale, mentre gli affreschi
con “Storie di Sant’Antonio
Abate” che decorano la facciata
interna sono riconducibili alla
seconda metà del XIII secolo.
Il ciclo di affreschi “Imago
Pietatis” di Giacomo Jaquerio
decora abside, presbiterio e
sagrestia, mentre l’altare è
impreziosito dal polittico di
Defendente Ferrari, commissionato in data 29 aprile 1530.
Nel 1776, con Bolla Pontificia di Papa Pio VI l’Ordine
ospedaliero dei padri Antoniani viene soppresso e i beni di
Ranverso vengono trasferiti
all’Ordine dei Ss. Maurizio e
Lazzaro.
La precettoria è aperta e
visitabile dal mercoledì alla
domenica dalle 9,30 alle 13
(ultimo ingresso ore 12,30)
e dalle 14 alle 17,30 (ultimo
ingresso ore 17). Lunedì e
martedì chiuso.
Per saperne di più dell’abbazia di Staffarda e della precettoria di Ranverso visitare
il sito www.ordinemauriziano.
it dove è possibile trovare informazioni anche sugli altri
siti dell’Ordine,uno tra tutti la
splendida palazzina di caccia
di Stupinigi.
Sacra di San Michele
Visibile già dal Ranverso e
raggiungibile con un servizio
dei navetta, uno dei luoghi
simbolo del Piemonte, con un
fascino e che mette insieme
storia, leggenda, fede e arte:
la Sacra di San Michele.
Antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima
del monte Pirchiriano, a 40 km
da Torino è conosciuta, tra l’altro, per aver ispirato lo scrittore
Umberto Eco per il best-seller
Il nome della Rosa. Dall’alto dei
suoi torrioni si possono ammirare il capoluogo piemontese e
un panorama mozzafiato della
val di Susa. All’interno della
chiesa principale della Sacra,
risalente al XII secolo, sono
sepolti membri della famiglia
reale di Casa Savoia.
Prende il suo nome dall’Arcangelo Michele, difensore della
fede, cui è dedicata e si trova
lungo il percorso di un antico
pellegrinaggio lungo oltre 2000
km, la linea di San Michele,
che da Mont Saint-Michel, in
Francia, arriva fino a Monte
Sant’Angelo, in Puglia.
La storia, il valore spirituale
e il paesaggio che la circonda
rendono la Sacra una meta di
richiamo per visitatori da tutta Europa: pellegrini, fedeli,
turisti, ma anche sportivi che
vogliono mettersi alla prova
con percorsi di arrampicata o
dedicati alla mountain-bike.
I diversi luoghi di interesse
storico, architettonico e pittorico sono accessibili anche ai
disabili.
Per saperne di più sugli orari
di visita, sui percorsi e sulle attività della Sacra visitare il sito
www.sacradisanmichele.com
Mille anni di storia e fede
nelle abbazie del Piemonte
Da Staffarda alla Sacra di San Michele, passando per Ranverso
Primo appuntamento martedì 4 agosto con partenza da Neive
Notturni sulla Strada romantica
ascoltando.
Altri articoli
Facebook Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.Il 23 ottobre 2021 a Roma preso la sede dei Beni Culturali ci sarà la prima giornata Nazionale delle feste dedicate Sant’Antonio Abate presentate dalla Reteitalianasantantuono e ICPI. E ci siamo anche noi!
Buongiorno Dottoressa Lia Curatrice del Museo della bilancia di Campogalliano Modena Stadera di Ranverso (TO)Ersilio Teifreto