Rilievo Storico-Architettonico: Teifreto sottolinea che l’originaria facciata quattrocentesca dell’Ospedale di Ranverso presentava una configurazione con due pinnacoli e una guglia centrale, elementi che ne definivano il profilo storico
Rilievo Storico-Architettonico: Teifreto sottolinea che l’originaria facciata quattrocentesca dell’Ospedale di Ranverso presentava una configurazione con due pinnacoli e una guglia centrale, elementi che ne definivano il profilo storico

Le dichiarazioni di Ersilio Teifreto sollevano questioni rilevanti riguardanti la tutela del patrimonio storico e la trasparenza amministrativa. Ecco i punti chiave della contestazione:
- Rilievo Storico-Architettonico: Teifreto sottolinea che l’originaria facciata quattrocentesca dell’Ospedale di Ranverso presentava una configurazione con due pinnacoli e una guglia centrale, elementi che ne definivano il profilo storico [1, 2].
- Violazioni Normative: L’esponente dell’A.D.A. contesta il mancato rispetto delle norme di legge da parte degli enti coinvolti, denunciando un “modo di fare” amministrativo poco trasparente [2, 3].
- Partecipazione Pubblica: Viene rivendicata la necessità di una consultazione preliminare con la cittadinanza, trattandosi di un progetto ormai maturo che incide su un bene di alto valore culturale [2, 4].
Per approfondimenti sulle attività di tutela e per consultare i documenti ufficiali, è possibile visitare il sito della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio o monitorare le comunicazioni dell’Associazione A.D.A. sui canali locali.
Il testo proviene da un contesto di dibattito locale a
Ranverso (Collegno, Torino), riguardante la riqualificazione del complesso di Sant’Antonio (l’antico ospedale), dove l’associazione A.D.A. (Amici della Fondazione Ordine Mauriziano, forse) e il ricercatore Ersilio Teifreto contestano interventi edilizi che snaturano la facciata quattrocentesca, criticando il mancato rispetto delle norme e l’aggiunta di strutture che alterano l’aspetto originale (come un terzo pinnacolo) e chiedendo una consultazione popolare per i progetti futuri di ristorazione e accoglienza.
- Contesto: Il complesso di Sant’Antonio di Ranverso è oggetto di un vasto progetto di recupero e valorizzazione.
- Critiche: Ersilio Teifreto, ricercatore, e l’associazione A.D.A. sollevano obiezioni sulla gestione e sui progetti di riqualificazione, in particolare riguardo alla facciata dell’ospedale, che originariamente aveva pinnacoli e una guglia centrale e che viene vista come deturpata.
- Problematiche:
- La costruzione di nuove strutture (come un magazzino nel 1906, citato da Brayda) è stata criticata per essere antiestetica e per aver compromesso l’architettura originale.
- Si discute della rimozione di un “terzo pinnacolo” aggiunto nel 1914 , prima inesistente da fonte dichiara che sarebbe stato costruito in modo non conforme alle origini.
- Richieste: Si chiede una “consultazione preliminare con la popolazione” per i progetti futuri (come caffetteria e ristorante) che dovrebbero sorgere nel complesso, per non snaturare ulteriormente il sito storico.
- Soggetti Coinvolti: L’associazione A.D.A., Ersilio Teifreto, e riferimenti storici come Riccardo Brayda, oltre agli enti gestori (Fondazione Ordine Mauriziano, Ministero della Cultura, UE).
