Report liberare la festa dalla sua staticità e custodire le antiche tradizioni con una rivisitazione della giornata della festa patronale dedicata al Santo Patrono e Protettore di Ranverso Sant’Antonio Abate
Report liberare la festa dalla sua staticità e custodire le antiche tradizioni con una rivisitazione della giornata della festa patronale dedicata al Santo Patrono e Protettore di Ranverso Sant’Antonio Abate





OGGETTO: Istanza programmatica per la salvaguardia e la valorizzazione della Festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso (Gennaio 2027) – Tutela del Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese.
A cura di Ersilio Teifreto (classe ’47, ex allievo del maestro Ruffino, co-ripristinatore della festa sul territorio e promotore del suo inserimento nell’inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese)
Gentili Sindaci di Buttigliera Alta e Rosta le Proloco e le Autorità Ecclesiastiche,
l’analisi dell’ultima locandina ufficiale (edizione del 18 gennaio 2026), pur mostrando l’impegno del nuovo Parroco Don Franco Gonella e l’animazione del Coro Meloditre dell’UniTre di Buttigliera Alta, evidenzia purtroppo il persistere di un impianto grafico e organizzativo freddo, sbilanciato sul momento del pranzo a pagamento e totalmente privo di riferimenti storici sacri dedicati al nostro Santo Patrono.
Il meritato inserimento del Comune di Buttigliera Alta tra i comuni turistici della Regione, unito al prestigioso riconoscimento della Festa di Sant’Antonio a Ranverso quale Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese, impone alle nostre istituzioni il dovere di tutelare questo rito secolare. Prendendo esempio dal modello dei nostri vicini francesi, capaci di trasformare la memoria antoniana in eventi storici e popolari che durano intere giornate, vi presento la piattaforma programmatica per l’edizione di gennaio 2027, articolata in questi punti cardine:



- 1. Riorganizzazione della locandina e inserimento del logo della Diocesi: Si richiede che la locandina ufficiale sia ordinata e presenti in primo piano il logo della Diocesi di Torino affiancato dall’effigie sacra della nostra storica statua lignea di fine 1400 (come da documentazione fotografica allegata). È necessario ridare un’impronta sacra e identitaria al manifesto, riducendo lo spazio invasivo dedicato ai menù del pranzo da 40 euro che ad oggi esclude gran parte dei cittadini e delle famiglie.
- 2. Estensione della Festa a tutta la giornata: La festa deve smettere di essere un evento “statico” confinato a una sola ora mattutina. Deve ritrovare la sua natura “dinamica”, durando l’intera giornata con la presenza nel borgo di bancarelle tradizionali, palloncini colorati e zucchero filato per le famiglie e i bambini.
- 3. Il corteo storico e la musica delle nostre Bande: Valorizziamo le eccellenze del territorio. Si richiede la partecipazione attiva della Filarmonica San Marco di Buttigliera Alta e della Banda Musicale di Rosta. Il corteo deve essere arricchito dai figuranti in abiti storici antoniani con il simbolo del Tau, già in dotazione alla operosa Pro Loco di Buttigliera Alta.
- 4. La gigantografia esterna sul sagrato: Poiché la preziosa statua originale di Sant’Antonio è fragile e inamovibile all’interno, si chiede di installare all’esterno sul sagrato una maestosa stampa gigante che riproduca esattamente l’immagine ufficiale della nostra statua lignea del 1400, riprendendo fedelmente il pannello già esistente e documentato nella fotografia allegata alla presente istanza. Questo permetterà a tutti i pellegrini e ai devoti rimasti all’aperto di contemplare il vero volto del Santo di Ranverso.
- 5. Istituzione del Comitato Festa e il simulacro leggero: Si richiede la nascita di un Comitato Festa autonomo co-gestito direttamente dalla Diocesi di Torino e dai Cittadini. Tale comitato si occuperà di far realizzare un plastico/copia nei materiali attuali e leggeri basato esattamente sulla nostra statua lignea di fine 1400, permettendo di ripristinare in totale sicurezza la storica processione fino alla collinetta delle cascine dei margaari e dei fittaioli.
- 6. Il recupero dello Scettro Antoniano Originale: Si chiede che durante la cerimonia all’aperto sul sagrato venga recuperato e affidato nelle mani del Sacerdote l’autentico scettro storico di Ranverso sormontato dalla Croce a Tau (oggi custodito nei locali della Precettoria), restituendo verità teologica e dignità visiva alla solenne benedizione.
- 7. I tempi della liturgia e la mini processione della memoria: Superiamo la fretta di un rito celebrato in “quattro e quattr’otto” sul piazzale. Si propone di trasformare l’evento in un cammino calmo lungo i vialetti storici del complesso, toccando l’ex Cimitero e l’ingresso dell’antico Ospedale per una sosta di preghiera comune che rievochi la carità degli Antoniani verso i sofferenti.
- 8. Tradizioni popolari (Falò e Campane): Ripristinare l’antico rito del fuoco attraverso un piccolo falò fortemente controllato in un’area sicura e programmare il suono delle campane a festa durante la giornata tramite i moderni sistemi automatici già esistenti.
- 9. Apertura alle associazioni e fine del monopolio: La festa nasce come momento di popolo per tutti. È fondamentale azzerare i monopoli delle grandi sigle sindacali agricole (CIA e Coldiretti), dando spazio a tutte le altre realtà associative (culturali, sociali, di volontariato e di tutela degli animali) per arricchire la presenza sul sagrato.
- 10. Gratuità del luogo di culto: In quanto comunità ospitante e turistica, chiediamo che i Comuni intercedano presso la FOM affinché venga garantito l’ingresso gratuito alla Chiesa della Precettoria almeno per il giorno della festa patronale dedicata a Sant’Antonio Abate, permettendo il libero accesso alla preghiera senza l’obbligo di un biglietto museale alla porta.
- 11. Centralità degli animali vivi e il dramma delle cascine vuote: Ridurre la sfilata dei trattori a un solo mezzo inanimato come simbolo del lavoro agricolo. Lo spazio sul sagrato deve tornare alle persone e alle creature in carne e ossa. Non si può accettare una farsa commerciale di un’ora mentre le antiche stalle di Ranverso sono scomparse, i contadini cacciati e le cascine giacciono vuote e diroccate. Come testimoniano le immagini della pecora e del maialino che cercano il nartece, le creature viventi reclamano il proprio posto nel DNA di Ranverso.
- 12. Sostenibilità finanziaria e Piano di Budget: Si propone un piano finanziario preventivo di appena 10.000 euro totali per trasformare questo evento da statico a dinamico. Tale cifra, ampiamente sostenibile attraverso i fondi per il turismo dei Comuni e i contributi degli enti patrocinanti, coprirebbe interamente le spese per la copia leggera della statua del 1400, le bande musicali, i figuranti della Pro Loco, la gigantografia, la sicurezza del falò, l’automazione delle campane, la promozione e le attività per i bambini nel borgo.
Certi che la Vostra sensibilità di amministratori saprà cogliere questa straordinaria opportunità per onorare e tutelare lo status di Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese di Ranverso, resto a disposizione per contribuire alla nascita del nuovo Comitato.
Con osservanza e profondo attaccamento alla nostra terra,
Ersilio Teifreto
Ersilio Teifreto
(Si allega alla presente documentazione fotografica ufficiale che ritrae il proponente sul sagrato con il pannello della vera statua lignea del 1400, insieme alle immagini dello Scettro con la Tau, dei figuranti della Pro Loco, della pecora nel nartece, del maialino e delle opere di Segantini).
