Luglio 25, 2021

Ranverso La storia del nome fuoco di Sant’Antonio inizia proprio in questa località perché  qui che cominciarono ad affluire i pazienti affetti da Ignis sacer.

Ranverso La storia del nome fuoco di Sant’Antonio inizia proprio in questa località perché  qui che cominciarono ad affluire i pazienti affetti da Ignis sacer.

Morì il 17 gennaio del 357 all’ età di 105 anni e venne sepolto dai suoi discepoli in un luogo segreto. Nel 561 fu scoperto il suo sepolcro e le sue reliquie, dopo aver viaggiato in Africa (Alessandria) ed Europa (Costantinopoli),  arrivarono, nell’ XI secolo, in Francia, a Motte Saint Didier, dove venne costruita una chiesa in suo onore ed, in tempi successivi, fu cambiato persino il nome del paese che divenne Saint Antoine Viennois. La storia del nome fuoco di Sant’Antonio inizia proprio in questa località perché  qui che cominciarono ad affluire i pazienti affetti da Ignis sacer.

L’importanza attribuita a Sant’Antonio nella guarigione di questa malattia fu talmente importante che favorì la nascita di  una confraternita di religiosi: l’ Ordine Ospedaliero degli Antoniani. La confraternita si assunse l’onere di curare  tutti i malati ed i pellegrini ma si dedicò con particolare attenzione  all’assistenza dei malati affetti dal Fuoco Sacro.  Quando era ritenuto necessario i “protomedici” della confraternita  eseguivano persino interventi chirurgici di amputazione di arti che andavano in cancrena a causa dell’ingestione, da parte di coloro che contraevano la malattia, di segale cornuta parassitata dal fungo Claviceps purpurea.  L’Ordine venne approvato dal Papa Urbano II nel 1.095 al Concilio di Clermont e confermato con bolla papale di Onorio III nel 1218.

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