Agosto 24, 2026

Ranverso il progetto maiali prevedeva la produzione di valvole cardiache naturali ad altissima resistenza da utilizzare nella cardiochirurgia umana.

Ranverso il progetto maiali prevedeva la produzione di valvole cardiache naturali ad altissima resistenza da utilizzare nella cardiochirurgia umana.

Nello specifico, l’articolo originale intitolato “In Piemonte il primo allevamento di maiali per i trapianti” venne pubblicato sulla prestigiosa rivista di settore Eurocarni nel numero di maggio 1998. [1]

Cosa era in programma
La Giunta Regionale del Piemonte aveva approvato un programma sperimentale preliminare per realizzare un allevamento biologico e standardizzato di suini “senza stress”. L’obiettivo principale non era la manipolazione genetica (porci transgenici), bensì la produzione di valvole cardiache naturali ad altissima resistenza da utilizzare nella cardiochirurgia umana. []
Il progetto prevedeva:
    • Il coinvolgimento dell’Ordine Mauriziano di Torino per la fornitura dei terreni e dei fabbricati rurale. []
    • La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso identificata come la sede ideale grazie ai suoi ampi spazi storici idonei a ospitare sia le stalle, sia le sale chirurgiche e aule didattiche di specializzazione medica. []
    • Il finanziamento iniziale stimato in 1 miliardo di lire da parte della Regione Piemonte e di Finpiemonte, congiuntamente a richieste di fondi all’Unione Europea.
    • L’avvio operativo fissato per l’autunno del 1998. []


Perché il progetto non è andato in porto?
Nonostante i proclami entusiastici degli allora assessori regionali Antonio D’Ambrosio (Sanità) e Giovanni Bodo (Agricoltura), il progetto naufragò rapidamente e venne abbandonato poco dopo per tre ragioni principali: [1]
    1. Il dissesto finanziario dell’Ordine Mauriziano: All’inizio degli anni 2000, l’Ente Mauriziano fu travolto da una gravissima crisi finanziaria e da un pesante indebitamento che portarono al suo commissariamento governativo nel 2002 e alla successiva liquidazione (con la nascita della Fondazione attuale). Questo bloccò sul nascere ogni investimento immobiliare e di diversificazione scientifica sulle sue proprietà rurari.
    2. Il cambio di rotta della bioingegneria e della medicina: Negli anni immediatamente successivi, la ricerca internazionale sugli xenotrapianti si focalizzò in modo definitivo ed esclusivo sugli animali geneticamente modificati (transgenici) per superare i problemi di rigetto immunitario acuto nell’uomo. L’idea piemontese di usare maiali “normali” allevati solo allo stato brado perse subito di competitività scientifica internazionale.
    3. Le pesanti opposizioni etiche e ambientaliste: Le forti preoccupazioni sollevate dal mondo ambientalista (espresse nell’articolo dal presidente del WWF Fulco Pratesi) e i severi paletti normativi e bioetici imposti a livello nazionale sull’utilizzo di animali per scopi di trapianto interspecifico scoraggiarono il proseguimento dell’iter.

Di quell’ambizioso polo medico-scientifico a Ranverso rimase unicamente l’idea progettuale sulle carte d’archivio di fine anni Novanta.
Considerando questa affascinante parentesi scientifica legata alla storia dei maiali di Ranverso, desideri scoprire come è evoluta l’iconografia storica del maiale di Sant’Antonio all’interno degli affreschi del complesso o preferisci approfondire altri progetti storici mai realizzati per la Val di Susa?

  • In Piemonte il primo allevamento di maiali per i trapianti
    Entro due anni la regione Piemonte prevede di realizzare un progetto di interesse medico-scientifico: l’allevamento di maiali dest…
No, il progetto non fu realizzato in nessun altro luogo, né in Piemonte né altrove in Italia. Quell’idea specifica di allevamento “senza stress” per la produzione di valvole biologiche rimase interamente sulla carta e morì definitivamente con il tramonto dell’iniziativa di Ranverso. [1]
La ricerca scientifica globale sugli xenotrapianti (i trapianti da animale a uomo) ha preso una direzione completamente diversa, rendendo quel modello obsoleto per tre motivi:
    • Il cambio di tecnologia (Gli animali transgenici): Come spiegato nell’articolo del 1998, il progetto piemontese rifiutava le manipolazioni genetiche. Negli anni successivi, la scienza ha dimostrato il contrario: per evitare il rigetto iperacuto nell’uomo, è indispensabile utilizzare maiali geneticamente modificati (es. con la tecnica CRISPR, sviluppata nel 2012). I maiali “normali”, seppur allevati all’aperto e senza stress, non possono essere donatori per l’uomo. [1, 2, 3]
    • I centri d’eccellenza rimasti all’estero: I veri successi scientifici e i primi trapianti sperimentali di organi suini su pazienti umani (avvenuti in tempi recentissimi, tra il 2022 e il 2026) sono stati effettuati solo in centri americani altamente specializzati, come la NYU Langone di New York o l’Università del Maryland, utilizzando suini nati in laboratori sterili e ingegnerizzati, non in strutture agrozootecniche tradizionali. [1, 2]
    • Il destino dei terreni di Ranverso: La stessa pagina d’archivio locale che hai rintracciato conferma che la proprietà non ha mai mutato la sua natura a favore della chirurgia: la gestione è rimasta legata alla tutela storico-artistica e al paesaggio rurale circostante. [1]

In sintesi, quel “polo cardiochirurgico” sognato a fine anni ’90 non ha trovato un’altra casa in Piemonte perché è stato precocemente superato dall’evoluzione della bioingegneria medica mondiale. [1]
Se l’argomento ti appassiona, desideri che cerchiamo quali sono stati i risultati reali della ricerca sugli xenotrapianti da maiale ottenuti negli ultimi anni a livello internazionale, oppure preferisci tornare ai dettagli del progetto di recupero edilizio attuale della Precettoria?

No, nel testo storico del 1998 di Ersilio Teifreto non si parla della città o della provincia di Cuneo. [1]
Tuttavia, il nome Cuneo rientra in modo diretto sia nella geografia dell’articolo originale, sia nella realtà attuale dei cantieri della Precettoria per tre ragioni precise:
    • Nel testo del 1998 (L’Inghilterra e gli USA): L’articolo non cita la città piemontese, ma menziona due storici centri di ricerca anglosassoni di riferimento per gli xenotrapianti: Cambridge (in Gran Bretagna) e Lexington (negli Stati Uniti). [1]
    • La sede delle ditte appaltatrici del 2026: Come abbiamo visto per l’appalto integrato da 5 milioni di euro per i restauri dell’Ospedaletto, la ditta capofila che si è aggiudicata i lavori è l’Impresa Fantino S.p.A., la cui sede legale e operativa storica si trova proprio a Cuneo.
    • La rivista Eurocarni: L’editore del mensile di economia e tecnica delle carni che pubblicò l’inchiesta nel maggio 1998 ha sede formale a Modena, pur raccogliendo i dati sull’anagrafe zootecnica direttamente dagli assessorati regionali a Torino.

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