Agosto 8, 2022

PRECETTORIA, CHIESA PRECETTORIALE Titolo attribuito alla chiesa dal nome precettore attribuito all’abate superiore del convento di frati. Sant’Antonio Abate è stata precettoria dal 1404 alla sua secolarizzazione.

PRECETTORIA, CHIESA PRECETTORIALE Titolo attribuito alla chiesa dal nome precettore attribuito all’abate superiore del convento di frati. Sant’Antonio Abate è stata precettoria dal 1404 alla sua secolarizzazione.

Un’abbazia è eretta o tenuta in commendam, si distingue da quella tenuta in titulum, che è un
beneficio permanente.
A Parma si trova Sant’Antonio Abate, convertita nel 1493 e retta da un precettore ecclesiastico
secolare dopo la scomparsa dei religiosi viennesi a cui era stata affidata alla sua ricostruzione
nel 1404.
CONVENTO
Per convento si intende l’edificio in cui convive una famiglia di religiosi di un ordine monacale
non regolare, di religiosi cioè non vincolati da voti solenni da stretta clausura papale. In
particolare è proprio delle residenze collettive degli ordini mendicanti. Per estensione il
termine indica anche l’insieme di religiosi, suore o frati soggetti alla medesima regola e viventi
nello stesso edificio.
L’origine del termine Conventus si fa risalire al sec.II. ed indicava dapprima l’adunanza
religiosa ed in seguito l’insieme dei locali in cui abitavano i religiosi, contigui alla sala delle
riunioni liturgiche. La tipologia architettonica si delinea dal Duecento, alla nascita degli ordini
mendicanti Francescani e Domenicani.
Il convento è una realtà che sorge in centri abitati ed è aperta alla città, alla quale si relaziona
attraverso la grande piazza sulla quale si apre la chiesa, che diventa l’interfaccia tra lo spazio
privato dei frati (il chiostro) e quello pubblico del sagrato. Nell’impianto conventuale non è
evidente la presenza di edifici specialistici dedicati alle attività lavorative. La chiesa, aperta
al pubblico, assume dimensioni rilevanti e si trova sul margine della proprietà. I conventi si
inseriscono quasi sempre in isolati di dimensioni più contenute rispetto ai monasteri, saturi
lungo il perimetro, con edifici organizzati intorno ad un solo chiostro e a uno o più cortili
secondari. Essi si insediavano in posizioni urbane marginali e numerosi sono quelli situati in
prossimità del greto del torrente – come il Convento del Carmine, il Convento di Santa Teresa,
il Convento dei Cappuccini e Santa Maria degli Angeli – o delle mura trecentesche, come
San Francesco, San Salvatore e San Domenico. Diversi erano anche quelli fuori le mura,
abbattuti alla metà del XVI Secolo per fare spazio alla tagliata voluta da Alessandro Farnese,
e rilocalizzati all’interno, come il convento francescano della Santissima Annunziata.
L’esempio più importante dal punto di vista dimensionale e più significativo come impianto
tipologico è il convento di San Francesco del Prato, che è l’unico caso parmigiano nel quale
si osserva la presenza di una piazza di grandi dimensioni di fronte alla chiesa, elemento
caratteristico dei modelli architettonici di riferimento dell’ordine mendicante.
PRECETTORIA, CHIESA PRECETTORIALE
Titolo attribuito alla chiesa dal nome precettore attribuito all’abate superiore del convento di
frati. Sant’Antonio Abate è stata precettoria dal 1404 alla sua secolarizzazione.
CERTOSA
Una certosa è un monastero di monaci certosini, di norma situato in zone solitarie. Il nome
deriva dalla montagna Chartreuse sulle Alpi francesi dove si trova la Grande Chartreuse,
monastero principale in cui fu costituito l’Ordine Certosino. Nei dintorni di Parma ci sono due
certose, escluse dalla ricerca e dalla mappatura per la loro posizione periferica: si tratta di
San Girolamo fondata nel 1285 lungo via Mantova a 3 km dalla città, e il complesso che è
conosciuto con diversi nomi: Monastero cistercense di San Martino dei Bocci o Abbazia di
Valserena/Valle Serena o Certosa di Paradig

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