PILASTRO V: IL SILENZIO DELLA FORTEZZA E L’OMISSIONE DELLE GUIDE
PILASTRO V: IL SILENZIO DELLA FORTEZZA E L’OMISSIONE DELLE GUIDE
PILASTRO V: IL SILENZIO DELLA FORTEZZA E L’OMISSIONE DELLE GUIDE
L’indagine storiografica mette a nudo un’ulteriore ingiustizia: le guide ufficiali e i testi enciclopedici contemporanei celebrano la Fortezza da Basso di Firenze (edificata nel 1534 dal duca Alessandro de’ Medici) esaltandone la pianta pentagonale e il recupero delle mura del 1300 e della Porta a Faenza. Questa narrazione compie una sistematica omissione (damnatio memoriae): tace il fatto che per innalzare quei bastioni, nel 1534 venne completamente raso al suolo e interrato il primo storico Ospedale degli Antoniani di via Faenza (nato nel 1318). Le fonti odierne celebrano i laboratori di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure ospitati nella fortezza — dove oggi si curano i dipinti e la materia danneggiata — ma seppelliscono la memoria della clinica medica che curava i corpi dei fiorentini e che ne costituiva le reali fondamenta storiche.
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Come il Santo protettore Sant’Antonio Abate — uomo “disacculturato” ed eremita, eppure capace di confondere i dotti del suo tempo con la sapienza dello Spirito —, così oggi questa rettifica viene mossa dall’animo di un fedele autodidatta della classe 1947, che ha meritato sul campo la stima e l’affetto dello storico Monsignor Italo Ruffino.
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