Agosto 9, 2021

Patrimonio documentario Antoniano 25 MISCHLEWSKI, Un ordre hospitalier, op. cit., p. 6. 26 ASTo – Sez. Corte, Materie Ecclesiastiche, Abbazie – Sant’Antonio di Ranverso (1774-1777), c

Patrimonio documentario Antoniano 25 MISCHLEWSKI, Un ordre hospitalier, op. cit., p. 6. 26 ASTo – Sez. Corte, Materie Ecclesiastiche, Abbazie – Sant’Antonio di Ranverso (1774-1777), c

3 I. RUFFINO, Storia ospedaliera antoniana, studi e ricerche sugli antichi ospedali di sant’Antonio
abate, Cantalupa 2006, passim. Nato nel 1912, laureato all’Università Cattolica di Milano, mons. Italo
Ruffino, decano degli studi antoniani in Italia, ha ricoperto, tra i diversi incarichi, quello di Archivista
del Capitolo Metropolitano di Torino.
24 Torino, Archivio di Stato, Sez. Corte (da qui ASTo – Sez. Corte), Materie Ecclesiastiche, Abbazie –
Sant’Antonio di Ranverso (1774-1777), c. 358: «pel notorio trasporto nello scaduto secolo delle
scritture esistenti negli Archivi della Casa di S. Antonio di Ranverso a quella di Vienna non sianosi
potute rinvenire le principali carte di fondazione della casa».
25 MISCHLEWSKI, Un ordre hospitalier, op. cit., p. 6. 26 ASTo – Sez. Corte, Materie Ecclesiastiche, Abbazie – Sant’Antonio di Ranverso (1774-1777), c.
18: «[Les abbés antonins] furent temoin[s] […] des maux que le Calvinisme occasiona à la France, ils
s’opposerent de toutes leurs forces aux progrès de l’eresie en Dauphiné: les Calvinistes s’en vengerent
par les ravages qu’ils firent à Saint-Antoine. Ils s’emparerent de la ville, brulerent l’Abbaye,
massacrerent des religieux à l’autel et pillerent l’Eglise, les superieurs de l’ordre furent dispersés, la
dissipation du temporel fut la suite de ces desastres». Cfr. anche MISCHLEWSKI, Un ordre hospitalier,
op. cit., p. 6 ; V. ADVIELLE, Histoire de l’ordre hospitalier de Saint-Antoine de Viennois, Guitton
Talamel, Paris-Aix 1883, p. 48-51; p. 192-196. Membro e corrispondente della Société des Beaux
Arts, nel corso del XIX secolo Advielle si impegnò a raccogliere documenti e notizie di varia
provenienza sull’ordine, oggi conservati presso gli Archives Départementales de l’Isère (da qui ADI),
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casa madre che quelli delle precettorie generali, infine, hanno subito smembramenti e
trasferimenti a seguito della soppressione dell’ordine avvenuta per Breve di Pio VI
del 17 dicembre 177627. Qualsiasi tentativo di ricostruzione della storia antoniana,
dunque, deve tenere conto di questi fattori.

  1. Le origini: da fraternità laica a ordine canonicale
    Le spoglie del santo, secondo la tradizione, trovarono collocazione in una
    chiesa di proprietà dello stesso Jocelin, e divennero presto un’attrattiva per i
    pellegrini28. Secondo l’Inventaire, Jocelin avrebbe per lungo tempo ritardato la
    costruzione di una nuova chiesa che accogliesse le reliquie del santo, e sarebbe stato
    il suo discendente Guigo Desiderio a collocare le spoglie di Antonio in una chiesa
    ritenuta idonea29.
    Le lacune documentali non consentono di avere un quadro completo sui primi
    tempi di attività della fraternità antoniana, la cui fondazione si attribuisce ai nobili
    Gaston e Guérin de la Valloire, padre e figlio, che insieme ad alcuni compagni si
    impegnarono per assistere i pellegrini che si presentavano alla chiesa Saint-Antoine.
    Secondo il Falco, verso il 1095 Gaston avrebbe fondato la comunità ex voto, a
    seguito della guarigione di Guérin da una malattia al tempo molto diffusa nella
    Francia meridionale e detta, nelle cronache, ignis sacer30. Numerosi pellegrini si

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