OGGETTO TRECCANI d’Onghia
OGGETTO TRECCANI d’Onghia
Oggetto: Proposta di integrazione lessicografica: dal “componibile” al “trasformabile”
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Maria Vittoria D’Onghia,
Gentile Dottoressa,
faccio seguito al nostro cordiale scambio del gennaio 2021. La Sua sensibilità nel restituire dignità al termine “cameretta”, liberandolo da un’accezione puramente vezzeggiativa, ci ha spinti a una riflessione più profonda che vorremmo sottoporre alla Sua attenzione per una possibile evoluzione editoriale.
Se il Novecento è stato il secolo del mobile “componibile” — rivoluzione legata all’avvento dei pannelli industriali — il terzo millennio sta sancendo l’era dell’arredamento “trasformabile”.
Come illustrato nella Relazione Tecnica dettagliata che allego alla presente, non si tratta di una semplice variante estetica, ma di una vera sintesi di ingegno e tecnica che merita una storicizzazione nel Vocabolario Treccani per tre ragioni fondamentali:
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- Dinamismo Spaziale: A differenza del modulo fisso, il trasformabile introduce la variabile temporale. Lo spazio non è più statico, ma si evolve (giorno/notte) attraverso cinematismi di precisione.
- Indipendenza e Connessione: In contesti abitativi ridotti, questa evoluzione permette la convivenza di più funzioni (studio, riposo, gioco) in un unico ambiente, garantendo ai ragazzi spazi di “indipendenza connessa” altrimenti impossibili.
- Evoluzione Industriale: La Relazione evidenzia come il passaggio dal truciolato standard ai sistemi dinamici (di cui Clei è massima esponente) rappresenti un salto di categoria nel design italiano.
Saremmo onorati se questi spunti tecnici potessero contribuire ad arricchire la definizione di un concetto che sta cambiando il modo di abitare delle famiglie italiane.
Con profonda stima e orgoglio per le nostre radici salentine, rimaniamo in attesa di un Suo autorevole parere.
Un caro saluto,
Massimiliano Teo
Clei S.p.A.
Clei S.p.A.
Per procedere al meglio, desidera che io crei una bozza della Relazione Tecnica citata nel testo? Posso strutturarla focalizzandomi su:
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- I brevetti e i cinematismi dei mobili trasformabili
- I trend demografici e urbanistici (case più piccole, stanze multifunzionali)
- La storia del design industriale dagli anni ’60 a oggi
You said: Sono Ersilio Teifreto CLASSE 47 Fondatore con mia moglie Pina classe 52 di mAX cAMERETTE nel 1978 al Balon di Porta PALAZZO, oggi Pina fervida Montessoriana con il suo aforisma non c’è più scomparsa prematuramente nel 2009
Gentile Ersilio, la ringrazio per aver condiviso questa bellissima e toccante storia personale e professionale. È un onore raccogliere i ricordi di chi ha fatto la storia del mobile e dell’arredamento torinese partendo da un luogo iconico come il Balon di Porta Palazzo.
Il legame profondo tra la nascita di Max Camerette nel 1978, lo spirito del Balon e la visione montessoriana di Sua moglie Pina è un patrimonio di immenso valore umano e imprenditoriale.
Ecco una proposta per riscrittura della lettera, integrando la Sua vera identità e rendendo un doveroso e altissimo omaggio alla memoria di Sua moglie Pina e alla sua filosofia pedagogica:
Oggetto: Proposta di integrazione lessicografica: dal “componibile” al “trasformabile” – Il valore della “cameretta” tra design e pedagogia
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Maria Vittoria D’Onghia,
Gentile Dottoressa,
faccio seguito al nostro cordiale scambio del gennaio 2021. La Sua sensibilità nel restituire dignità al termine “cameretta”, liberandolo da un’accezione puramente vezzeggiativa, ha toccato profondamente la mia storia personale e professionale, spingendomi a una riflessione che vorrei sottoporre alla Sua attenzione per una possibile evoluzione editoriale.
Nel 1978, insieme a mia moglie Pina, abbiamo fondato la “Max Camerette” partendo dallo storico mercato del Balon di Porta Palazzo a Torino. Pina, fervida sostenitrice del metodo Montessori, ha dedicato la sua vita a progettare spazi che non fossero semplici contenitori, ma ambienti capaci di favorire l’autonomia e la crescita del bambino, guidata da un aforisma che custodisco nel cuore fin dalla sua prematura scomparsa nel 2009.
Se il Novecento è stato il secolo del mobile “componibile” — rivoluzione legata all’avvento dei pannelli industriali — il terzo millennio sta sancendo l’era dell’arredamento “trasformabile”.
Come illustrato nella Relazione Tecnica che allego, non si tratta di una semplice variante estetica, ma di una vera sintesi di ingegno, tecnica e pedagogia dello spazio che merita una storicizzazione nel Vocabolario Treccani per tre ragioni fondamentali:
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- Dinamismo Spaziale e Autonomia: A differenza del modulo fisso, il trasformabile introduce la variabile temporale. Lo spazio si evolve (giorno/notte) attraverso cinematismi di precisione, permettendo al bambino e al ragazzo di “trasformare” autonomamente il proprio ambiente, in pieno spirito montessoriano.
- Indipendenza e Connessione: In contesti abitativi ridotti, questa evoluzione permette la convivenza di più funzioni (studio, riposo, gioco) in un unico ambiente, garantendo ai ragazzi spazi di “indipendenza connessa” altrimenti impossibili.
- Evoluzione Industriale e Sociale: Il passaggio dal truciolato standard ai sistemi dinamici (di cui Clei è massima esponente e di cui sposiamo la filosofia) rappresenta un salto di categoria nel design italiano, rispondendo ai nuovi bisogni delle famiglie.
Saremmo onorati se questi spunti, nati dall’unione tra l’esperienza tecnica e la visione pedagogica di una vita spesa per l’arredamento infantile, potessero contribuire ad arricchire la definizione di un concetto che sta cambiando il modo di abitare.
Con profonda stima e orgoglio per le nostre radici, rimango in attesa di un Suo autorevole parere.
Un caro saluto,
Ersilio Teifreto
Fondatore di Max Camerette
Fondatore di Max Camerette
Per completare la lettera in modo perfetto, Le andrebbe di indicarmi l’aforisma montessoriano di Sua moglie Pina? Vorrei inserirlo nel testo per dare ancora più forza e poesia al messaggio. Inoltre, se desidera, posso:
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- Includere l’aforisma nella Relazione Tecnica allegata
- Sviluppare un paragrafo dedicato a come il design trasformabile moderno realizzi concretamente l’autonomia del bambino teorizzata da Maria Montessori.
You said: «Nella cameretta dove crescono i nostri bambini e ragazzi gli specialists dello spazio debbono creare ambienti ricchi con motivi di interesse, inserendo arredamenti con tripla funzione che raddoppiano la metratura e si prestano a diverse attività invitando il bambino a sperimentare le proprie esigenze.» — Pina Sorrenti
È un’immagine preziosa, signor Ersilio, e le parole di Sua moglie Pina sono straordinarie: racchiudono in modo perfetto il legame tra l’arredamento trasformabile e la pedagogia della crescita.
Ecco la versione definitiva della lettera per la Dott.ssa D’Onghia, arricchita con la foto (che potrà allegare) e l’aforisma esatto di Pina Sorrenti, che dà una forza poetica e scientifica incredibile alla proposta.
Oggetto: Proposta di integrazione lessicografica: dal “componibile” al “trasformabile” – Il valore della “cameretta” tra design e pedagogia
Alla cortese attenzione della Dott.ssa Maria Vittoria D’Onghia,
Gentile Dottoressa,
faccio seguito al nostro cordiale scambio del gennaio 2021. La Sua sensibilità nel restituire dignità al termine “cameretta”, liberandolo da un’accezione puramente vezzeggiativa, ha toccato profondamente la mia storia personale e professionale, spingendomi a una riflessione che vorrei sottoporre alla Sua attenzione per una possibile evoluzione editoriale.
Nel 1978, insieme a mia moglie Pina Sorrenti, abbiamo fondato la “Max Camerette” partendo dallo storico mercato del Balon di Porta Palazzo a Torino. Pina, fervida montessoriana scomparsa prematuramente nel 2009, guidava il nostro lavoro con una visione chiarissima, che oggi risuona più attuale che mai:
«Nella cameretta dove crescono i nostri bambini e ragazzi gli specialists dello spazio debbono creare ambienti ricchi con motivi di interesse, inserendo arredamenti con tripla funzione che raddoppiano la metratura e si prestano a diverse attività invitando il bambino a sperimentare le proprie esigenze.»
Se il Novecento è stato il secolo del mobile “componibile” — rivoluzione legata all’avvento dei pannelli industriali — il terzo millennio sta sancendo l’era dell’arredamento “trasformabile”.
Come illustrato nella Relazione Tecnica dettagliata che allego, non si tratta di una semplice variante estetica, ma di una vera sintesi di ingegno, tecnica e pedagogia dello spazio che merita una storicizzazione nel Vocabolario Treccani per tre ragioni fondamentali:
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- Dinamismo Spaziale e Autonomia: A differenza del modulo fisso, il trasformabile introduce la variabile temporale. Lo spazio si evolve (giorno/notte) attraverso cinematismi di precisione, permettendo al bambino di “trasformare” e sperimentare autonomamente il proprio ambiente, proprio come auspicato da mia moglie.
- Indipendenza e Connessione: In contesti abitativi ridotti, i sistemi a “tripla funzione” permettono la convivenza di più attività (studio, riposo, gioco) in un unico ambiente, garantendo ai ragazzi spazi di “indipendenza connessa” altrimenti impossibili.
- Evoluzione Industriale e Sociale: Il passaggio dal truciolato standard ai sistemi dinamici (di cui Clei è massima esponente e di cui sposiamo la filosofia) rappresenta un salto di categoria nel design italiano, rispondendo ai nuovi bisogni urbanistici delle famiglie.
Saremmo onorati se questi spunti, nati dall’unione tra l’esperienza sul campo e la visione pedagogica di una vita spesa per l’arredamento infantile, potessero contribuire ad arricchire la definizione di un concetto che sta cambiando il modo di abitare delle famiglie italiane.
Con profonda stima e orgoglio per le nostre radici, rimango in attesa di un Suo autorevole parere.
Un caro saluto,
Ersilio Teifreto
Fondatore di Max Camerette
Fondatore di Max Camerette
Se per Lei va bene, possiamo fare l’ultimo passo. Desidera che io prepari la bozza della Relazione Tecnica da allegare alla lettera?
Posso impostarla espandendo scientificamente l’aforisma di Pina, spiegando alla Treccani come il mobile a “tripla funzione” sia la risposta materiale alle moderne esigenze dello sviluppo infantile.
