Settembre 30, 2021

Nel Trentino Sant’Antonio Abate, il giorno della benedizione degli animali (e del sale)

Nel Trentino Sant’Antonio Abate, il giorno della benedizione degli animali (e del sale)

Sant’Antonio abate, il giorno della benedizione degli animali (e del sale)

Riti e tradizione della cultura contadina riproposti oggi in occasione della festa dell’eremita egiziano patrono degli animalidi Giorgio Lunelli, montaggio Alessandro RavagniCredits © Tgr Trentobambini e animali per la festa di Sant'Antonio abatebambini e animali per la festa di Sant’Antonio abateE’una pratica antica, quella della benedizione degli animali. 

E pure della benedizione del sale, che aggiunto alla normale alimentazione, ha il compito di tener le malattie lontane dai greggi e dalle stalle. 

Un rito semplice che si ripete ogni 17 gennaio in molte località del Trentino  – qui siamo a Ronchi Valsugana – e che quest’anno – anno di pandemia – assume significati diversi: più intensi.

Riti e tradizioni della cultura contadina. Quando gli animali erano fonte di sopravvivenza, patrimonio della famiglia: per il lavoro e per l’alimentazione. Non solo animali da compagnia.

Anche oggi il settore dell’allevamento (e quello caseario) sono riferimenti importanti per l’intera economia trentina. Le stalle, gli allevamenti di montagna, gli alpeggi: la cura degli animali che è anche cura del territorio,  per preservare il paesaggio in quota. 

Oggi è la festa di Sant’antonio abate, eremita egiziano, considerato il patrono degli animali.

 Una devozione molto diffusa. Religiosità popolare,certo, ma non per questo meno significativa.

Solo in Trentino sono censite una trentina tra chiese e cappelle dedicate all’eremita: da Dambel a Borzago, da Quadra nel Bleggjo a Pergine, da Commezzadura a Noriglio, da Stravino a Sant’Antonio di Mavignola dove la festa del santo è sagra del paese che ne porta il nome.

Così come Alba di Canazei dove, nella tradizione ladina, la festa di Sant’Antonio segna l’inizio del carnevale.

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