Settembre 15, 2022

I Festival di Musica Celtica a Ranverso dal 2001,ottavo anno di fila si ripete la magia di una musica antica eppure moderna.

I Festival di Musica Celtica a Ranverso dal 2001,ottavo anno di fila si ripete la magia di una musica antica eppure moderna.

29/07/2009

PRIMO FESTIVAL DI MUSICA CELTICA NELLA PRECETTORIA DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO 2001

di Guido Ruffinatto   
Al via l’ottavo festival Internazionale di Musica Celtica BUTTIGLIERA ALTA – Sotto il filare di cipressi che collega la statale 25 alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, una fila di automobili ordinatamente si incolonna. Ne scendono persone di ogni età che ben presto si radunano nella millenaria chiesetta per assistere alla prima serata del Festival Internazionale di Musica Celtica.Gli artisti che si esibiscono sono Arianna Savall e Petter Johansen, quanto di meglio la musica colta possa offrire contaminandosi al celtico. Arianna, figlia d’arte del grande violoncellista Jordi Savall e della cantante Montserrat Figueras, conosciuta in tutto il mondo per il suo lavoro nell’ambito della musica barocca e contemporanea, offre in questo concerto il suo personale lavoro di composizione contaminato dal mondo della musica celtica.Arianna é accompagnata dal violinista svedese Petter Johansen. Nella piccola cripta affrescata dallo Jaquerio e di fronte al prespiterio del Defendente Ferrari, incontriamo brevemente gli artisti prima del concerto: «L’acustica di questa costruzione è perfetta, ci consente di suonare senza amplificazione, spiega il violinista Petter Johansen». Arianna gorgheggia e scalda la voce e ci anticipa qualcosa del repertorio: «Suoneremo e canteremo pezzi classici del repertorio celtico, ma anche jotas spagnole e composizioni nostre».Alla luce fioca delle candele ha inizio lo spettacolo. Il pubblico compatto ed attento non si perde una nota. Per l’ottavo anno di fila si ripete la magia di una musica antica eppure moderna, popolare ed anche colta, che riempie gli spalti e le piccole panche in legno di Sant’Antonio.Il Festival di musica Celtica di Buttigliera è nato 8 anni fa grazie all’incontro tra la Pro Loco di Buttigliera Alta e i Musici Vagantes, duo di musica celtica composto da Enzo e Martino Vacca.Da subito si è caratterizzato per le scelte originali nella programmazione artistica e nella concezione delle esibizioni.La scelta degli artisti, sempre di alto livello sia nazionale che internazionale, si è sempre accompagnata ad un clima conviviale e informale per permettere, da parte del pubblico, la piena fruizione del rapporto diretto con l’artista. Volutamente non si sono scelti grandi palchi, situazioni di massa, ma nel contempo il pubblico è cresciuto costantemente.Da questa scelta artistica e logistica è nata un’altra idea che si è rivelata vincente: accompagnare il pubblico verso l’ascolto di quella musica celtica anche più difficile e meno frequentata.La musica celtica è la musica tradizionale delle nazioni considerate storicamente tali, vale a dire Bretagna, Irlanda, Scozia, Galles, Isola di Man, Galizia e Asturie.Tra gli ospiti più importanti di questi anni, ricordiamo il duo Anne Auffret (canto) e Dominig Bouchaud (arpa celtica), il duo Musici Vagantes, conosciuto in Italia ed all’estero, in particolare in Bretagna, composto da Enzo Vacca (arpa celtica) e Martino Vacca (uilleann pipes e flauti).I Deskomp, gruppo di musica bretone attivissimo nella regione parigina e in tutta Europa; il trio Kermabon, molto conosciuto nell’ambito del Festival Interceltique de Lorient, composto da Stephane (cornamuse e biniou), Yan (bombarda e clarinetto) e Soazig Kermabon (arpa celtica).L’edizione 2008 ha visto all’interno della Precettoria il concerto di Doming Bouchaud, Anne Auffret e Yann Honoré.L’edizione 2009, dal 17 al 19 luglio, ha offerto gli spettacoli dei già citati Arianna Savall e Petter Johansen; del Quintetto di Enzo Vacca che presenta Evoa!, il primo disco di musica tradizionale piemontese con la contaminazione delle tradizioni musicali bretoni.La kermesse si è chiusa con l’esibizione energica e trascinante della Massimo Giuntini Band che presenta il suo ultimo lavoro in una chiave pop-rock, con rimandi continui alla tradizione celtica e con suoni etnici.

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