Luglio 29, 2025

“Museo della Bilancia”non si trova a Ranverso ,ma a Campogalliano Modena,la Curatrice tutela la nostra Stadera di Ranverso

“Museo della Bilancia”non si trova a Ranverso ,ma a Campogalliano Modena,la Curatrice tutela la nostra Stadera di Ranverso

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Il “Museo della Bilancia” non si trova a Savona, ma a Campogalliano, in provincia di Modena, ed è dedicato alla storia degli strumenti di misurazione del peso, tra cui la stadera, uno strumento di origine etrusca. Sebbene il museo non sia a Savona, esistono riferimenti a pesi pubblici e stadere che potevano essere ammirati anche in quella zona o nelle vicinanze, come la bilancia collocata nei pressi del “Museo c’era una volta di Riofreddo” a Murialdo (SV). 

La Stadera e i suoi primordi:
  • Origine e Etimologia:

    La stadera, conosciuta anche come bilancia romana, ha origini etrusche e il suo nome deriva dal greco “statere”, che indicava sia una moneta che un peso, legati alle valute greche. 

  • Funzionamento:

    La stadera è uno strumento che permette di pesare oggetti agganciandoli a un gancio e variando la posizione di un contrappeso (chiamato “romano”) lungo un braccio. Quando l’equilibrio viene raggiunto e il braccio è orizzontale, si legge il peso indicato dal contrappeso scorrevole. 

  • Pesi Pubblici:

    Le pese pubbliche, con la loro struttura caratteristica per pesare carri e carichi pesanti, hanno assunto la forma attuale agli inizi dell’Ottocento, anche se la stadera era lo strumento prediletto per pesare merci in entrata e uscita dalle città, spesso per il pagamento di dazi. 

  • Esempi storici:

    Si possono trovare riferimenti a cartoline del 1909 raffiguranti pesi pubblici, come quello di Bollengo, e si menziona una bilancia pubblica a Savuit sur Lutry (Svizzera) ancora esistente. Nel museo di Campogalliano, oltre alle cartoline, si può ammirare una tavola acquerellata del 1841 che raffigura una di queste grandi stadere pubbliche. 

Il Museo della Bilancia di Campogalliano è stato fondato grazie alla passione e alla collezione di Velio Ortolani, che ha raccolto centinaia di esemplari, tra cui un peso del Quattrocento, considerato il pezzo più antico della collezione. 

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