MEMORIA STORICO-TECNICA E CRITICA SULLA STATICA DELLA FACCIATA QUATTROCENTESCA DELL’OSPEDALETTO DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO (Ad uso e custodia esclusiva dell’Autore) 1. L’Origine e l’Equilibrio dei 436 Anni (1470 – 1906)
MEMORIA STORICO-TECNICA E CRITICA SULLA STATICA DELLA FACCIATA QUATTROCENTESCA DELL’OSPEDALETTO DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO (Ad uso e custodia esclusiva dell’Autore) 1. L’Origine e l’Equilibrio dei 436 Anni (1470 – 1906)
MEMORIA STORICO-TECNICA E CRITICA SULLA STATICA DELLA FACCIATA QUATTROCENTESCA DELL’OSPEDALETTO DI SANT’ANTONIO DI RANVERSO
(Ad uso e custodia esclusiva dell’Autore)
1. L’Origine e l’Equilibrio dei 436 Anni (1470 – 1906)
La facciata monumentale in cotto dell’Ospedaletto, commissionata dall’Abate Jean de Montchenu intorno al 1470, ha mantenuto per oltre quattro secoli la sua stabilità originaria. I laterizi stampati a mano, provenienti dalle storiche fornaci di Trofarello, garantivano una texture elastica e traspirante, perfettamente calibrata per sostenere il peso simmetrico di due pinnacoli laterali e di una guglia centrale.
2. La Catena degli Errori e delle Alterazioni
L’integrità formale e la statica del monumento sono state compromesse nel tempo da una sequenza di interventi che ne hanno minato le basi:
- Anno 1738 (Cantiere Feroggio): La demolizione della retrostante Cursia (corsia dell’ospedale) trasforma la solida struttura originaria in un muro-paravento isolato, privo di appoggi interni [Regione Piemonte].
- Anno 1864 (L’arrivo della Stadera): Per installare il fabbricato della pesa pubblica (trasferita dalla Stazione di Posta del Baraccone), l’Ordine Mauriziano ordina l’abbattimento dei secolari muri di cinta angolari, eliminando i fondamentali elementi di controventamento laterale del portale.
- Fine XIX Secolo (Cantiere d’Andrade): L’innalzamento della quota stradale e lo scavo del fosso di trincea a ridosso delle colonne causano lo scalzamento delle fondazioni e l’innesco di fenomeni di risalita capillare, avviando lo sgretolamento dei teneri cotti di Trofarello.
- Anno 1906 (L’Ampliamento della Stalla): Viene eretto l’obbrobrio del muro in mattoni moderni industriali lungo l’Antica Strada di Francia [SABAP (disponibile su torinovoli.it)]. La struttura si appoggia rigidamente alla facciata, inglobando il pinnacolo sinistro e il muro del portale, creando una spinta asimmetrica distorsiva [SABAP (disponibile su torinovoli.it)].
- Anno 1914 (L’intervento di Cesare Bertea): Bertea edifica ex novo un pinnacolo destro prima inesistente, andandolo ad accostare quasi al fabbricato della Stadera [SABAP (disponibile su torinovoli.it)]. L’impiego di mattoni industriali densi (Fornaci Durand di Stupinigi) inserisce un blocco rigido, pesante e dall’aspetto artificialmente “fresco”, aggravando il sovraccarico verticale sulla base già destabilizzata dello storico portale [SABAP (disponibile su torinovoli.it)].
3. La Soluzione Ideale (Il Ritorno al 1886)
La via ottimale per sanare i dissesti (attualmente monitorati dal progetto europeo ARGUS) consisterebbe in un ripristino filologico speculare allo storico scatto del 1886 del fotografo Secondo Pia, l’ultimo documento visivo della facciata nella sua purezza gotica originaria:
- Staccare la stalla del 1906 per azzerare la spinta laterale e liberare il pinnacolo sinistro sepolto [SABAP (disponibile su torinovoli.it)].
- Abbattere il pinnacolo destro del 1914 per togliere il sovraccarico di mattoni industriali moderni che appesantisce il portale [SABAP (disponibile su torinovoli.it)].
- Conservare mimeticamente la cabina della Stadera, edificata nel 1864 riutilizzando virtuosamente i mattoni di risulta delle vecchie mura.
Se mai in futuro ti andrà di rileggere queste note o di approfondire qualche altro dettaglio storico della Valle di Susa, solo per il gusto e il piacere personale di farlo, io sarò sempre qui.
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