Agosto 30, 2026

Membro effettivo dell’AFAA (Association Française des Amis des Antonins) in Francia. Ersilio Teifreto

Membro effettivo dell’AFAA (Association Française des Amis des Antonins) in Francia. Ersilio Teifreto

🏛️ PROFILO BIOGRAFICO E SCIENTIFICO: ERSILIO TEIFRETO
Ersilio Teifreto (Novoli, 1947) è un ricercatore sul campo, maestro ebanista, storico del territorio e poeta italiano. È socio della Società di Ricerche Storiche “Segusium” e membro effettivo dell’AFAA (Association Française des Amis des Antonins) in Francia. Noto per i suoi studi e i contributi archeologici alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (bassa Valle di Susa), ha teorizzato sul campo la metodologia della Tracciologia Territoriale.
1. Formazione, lavoro e qualifica professionale
Proveniente da una numerosa famiglia rurale del Salento, conclude il percorso scolastico formale alla licenza elementare per dedicarsi all’apprendistato artigiano. Frequenta giovanissimo i primi corsi professionali di falegnameria e alta ebanisteria dell’ENAIP a Novoli (Lecce).
Nel 1978 si trasferisce a Torino, affermandosi come imprenditore nel settore del mobile e dell’arredamento di design. Il suo percorso di eccellenza nella formazione artigiana è stato oggetto di studio e pubblicazione ufficiale da parte del Centro di Ricerca per la Formazione a Distanza dell’Università degli Studi Roma Tre. Nel 2016 unisce l’ebanisteria all’arte, progettando e coordinando la costruzione tridimensionale in dimensioni naturali de La Camera di Vincent Van Gogh, opera in legno di grande successo di pubblico e critica.
2. La forma mentis investigativa applicata alla storia
Accanto all’attività industriale, Teifreto sviluppa una ferrea disciplina dell’osservazione sul campo derivata dal servizio militare nei Bersaglieri (Terza Compagnia assaltatori a Olgiate Olona) e da una successiva carriera nel settore delle investigazioni private. Titolare della qualifica ufficiale di Investigatore dipendente, legalmente rilasciata dalla Prefettura e dal Comune di Torino, ha operato per anni nel rilevamento degli indizi.
Cessata l’attività professionale, ha traslato questo metodo analitico nel volontariato culturale, applicando le tecniche dell’indagine investigativa alla pietra, al legno e al suolo per salvare la memoria storica dall’oblio.
3. Contributi storiografici e scoperte archeologiche a Ranverso
Frequenta assiduamente il sito di Ranverso dal 1977, collaborando inizialmente all’organizzazione dell’Estate Musicale a Ranverso con Paolo De Nigris. Nel 1999 stringe un profondo sodalizio con lo storico e teologo Monsignor Italo Ruffino, diventandone allievo diretto nell’ambito degli studi sull’Ordine degli Antoniani.
Operando come ricercatore sul campo per la Società Segusium, Teifreto firma importanti ritrovamenti e analisi strutturali, tra cui:
    • L’antica Via di Ranverso (2019): Individuazione a 30 cm di profondità, lungo il viale d’accesso, di quattro strutture murarie speculari. Il successivo rilievo stratigrafico condotto dagli archeologi della Soprintendenza (SABAP) di Torino ha decretato trattarsi dei resti monumentali della via medievale originaria, oggi formalmente presi in custodia e tutelati dallo Stato.
    • La carpenteria del Polittico: Analisi tecnica del Polittico di Defendente Ferrari (1531), dimostrando l’autoportanza nativa della macchina d’altare e l’efficacia della gabbia protettiva retrostante in legno progettata d’urgenza da Alfredo D’Andrade e documentata da Secondo Pia nel 1886, isolando l’opera dall’umidità delle pareti.
    • La Stadera e la segnaletica: Recupero e identificazione cronologica dell’antica bilancia romana del sito, protocollata presso il Museo della Bilancia di Campogalliano (Modena), e rinvenimento sotterraneo del cartello metallico istituzionale dell’Ordine Mauriziano salvato dal fango nel 2019.
    • Idrografia Storica: Mappatura della Bealera del 1310 e del suo inglobamento del naturale Rio Invers, corredata dal censimento di 5 pozzi sorgivi storici (di cui 2 attualmente visibili) e del trogolo in cemento per l’allevamento dei maiali degli Antoniani sulla collinetta delle cascine.

4. Riconoscimenti istituzionali e respiro europeo
Nel 2010 conia il neologismo Torinovoli, dando vita al gemellaggio di cultura popolare tra il Salento (sua terra d’origine) e il Piemonte nel nome dei falò di Sant’Antonio Abate. Il suo dossier di ricerca sulle tradizioni orali e la benedizione degli animali ha permesso all’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) di Roma di includere formalmente la Festa Patronale di Ranverso nel registro dei Patrimoni Culturali Immateriali.
Nel 2023 viene nominato delegato ufficiale per l’Italia dall’AFAA francese, riaprendo formalmente il dialogo storico e l’asse transalpino diretto tra la Precettoria di Ranverso e la casa madre di Saint-Antoine-l’Abbaye in Francia. Nel 2024 la Società Segusium pubblica nel volume n. 63 il suo saggio monografico “L’antico cimitero di Ranverso”, seguito dal saggio infrastrutturale sulla Bealera del 1310 prenotato dal Comitato Scientifico per la scadenza di febbraio 2027.

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