Agosto 30, 2026

La responsabilità della Regione: I giudici hanno stabilito che il dissesto del Mauriziano è stato causato dai limiti e dai mancati finanziamenti regionali

La responsabilità della Regione: I giudici hanno stabilito che il dissesto del Mauriziano è stato causato dai limiti e dai mancati finanziamenti regionali

Il testo che hai incollato è l’incipit di un articolo giornalistico di Alberto Gaino che analizza le sentenze (della Corte d’appello di Torino e della Consulta) sul dissesto finanziario dell’Ordine Mauriziano, attribuendone la causa principale alla mancata erogazione di fondi da parte della Regione Piemonte. [1]
Punti Chiave della Sentenza
  • La responsabilità della Regione: I giudici hanno stabilito che il dissesto del Mauriziano è stato causato dai limiti e dai mancati finanziamenti regionali (quantificati in circa 390 miliardi di lire non corrisposti nel biennio 2000-2002) a fronte dei servizi sanitari comunque erogati. [1]
  • La posizione di Unicredit: La banca, che agiva come tesoriera anticipando le spese e gli stipendi per gli ospedali, ha ottenuto il riconoscimento di quasi 58 milioni di euro che la Regione dovrà versare. Il tribunale ha però riconosciuto una corresponsabilità del 50% alla banca, riducendo parzialmente le pretese creditorie. [1]
  • L’assoluzione della FOM: La Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) è stata totalmente liberata da ogni addebito e responsabilità in merito al crac. [1]

Nessun risultato trovato per LESENTENZEDICORTED’APPELLOECASSAZIONE Unpiano di rientro “Il dissestodell’OrdineMauriziano èstatocausatodallaRegione” Svolgeva funzioni di tesoreria e ha sempreanticipato le spese ALBERTOGAINO Una raffica di sentenze- una della Corte d’appello torinese, due della Consulta- rivoluzionano lo scenario e i contenuti dei rapporti fra la Fondazione Ordine Mauriziano (Fom), da una parte, e Regione Piemonte eAziendasanitariaospedaliera (Aso) Ordine Mauriziano dall’altra. Con in mezzo Unicredit che pure in appello ha ottenuto il riconoscimento di quasi 58 milioni di euro che la Regione dovrà versare alla banca. Lasentenza È pur vero che il collegio presieduto da Paolo Prat ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado riconoscendo unacorresponsabilitàdellabanca nella misura del 50percento chehaavutocomericadutalariduzione,perunadecinadimilioni, dei crediti di Unicredit verso la Regione. Per Fom, invece, chiamataincausaancheinquesta sede dai legali della giunta Cota, c’è stata una totale liberazione da ogni addebito. Anzi. Scrivono i giudici: «E’ pacifico che l’entità dei finanziamenti previsti nel budget allegato alla convezione quadro approvata con delibera di giunta del 30 dicembre 1999, pari a 130 miliardi di lire per ogni anno da 1999 al 2003 (senza considerare le attività di ematologia, cardiochirurgia e della struttura di Candiolo), non è mai stata corrisposta. Ne è conseguito un minor introito per l’Ordine Mauriziano, quantificato in390milionidi euronelbiennio 2000-2002». Storiadariscrivere La sentenza precisa: «E’ innegabilecheilimitidifinanziamento regionale all’attività sanitaria dell’ordine, attività che ha continuato adessere effettuata con le stesse modalità antecedenti all’ottobre 1999, siano stati determinatiperilsuodissestoequindi per la sua impossibilità di far fronte alle posizioni debitorie verso i fornitori e la banca». L’istituto di credito svolgeva le funzioni ditesoreriaperl’Ordine ehacontinuatoadanticiparestipendi e altre spese vitali agli ospedalimauriziani. Igiudicihannostabilitocheci fu u.

Risultati per LESENTENZEDICORTED APPELLOECASSAZIONE Unpiano di rientro Il dissestodell OrdineMauriziano èstatocausatodallaRegione Svolgeva funzioni di tesoreria e ha sempreanticipato le spese ALBERTOGAINO Una raffica di sentenze- una della Corte d appello torinese, due della Consulta- rivoluzionano lo scenario e i contenuti dei rapporti fra la Fondazione Ordine Mauriziano (Fom), da una parte, e Regione Piemonte eAziendasanitariaospedaliera (Aso) Ordine Mauriziano dall altra. Con in mezzo Unicredit che pure in appello ha ottenuto il riconoscimento di quasi 58 milioni di euro che la Regione dovrà versare alla banca. Lasentenza È pur vero che il collegio presieduto da Paolo Prat ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado riconoscendo unacorresponsabilitàdellabanca nella misura del 50percento chehaavutocomericadutalariduzione,perunadecinadimilioni, dei crediti di Unicredit verso la Regione. Per Fom, invece, chiamataincausaancheinquesta sede dai legali della giunta Cota, c è stata una totale liberazione da ogni addebito. Anzi. Scrivono i giudici: E pacifico che l entità dei finanziamenti previsti nel budget allegato alla convezione quadro approvata con delibera di giunta del 30 dicembre 1999, pari a 130 miliardi di lire per ogni anno da 1999 al 2003 (senza considerare le attività di ematologia, cardiochirurgia e della struttura di Candiolo), non è mai stata corrisposta. Ne è conseguito un minor introito per l Ordine Mauriziano, quantificato in390milionidi euronelbiennio 2000-2002 . Storiadariscrivere La sentenza precisa: E innegabilecheilimitidifinanziamento regionale all attività sanitaria dell ordine, attività che ha continuato adessere effettuata con le stesse modalità antecedenti all ottobre 1999, siano stati determinatiperilsuodissestoequindi per la sua impossibilità di far fronte alle posizioni debitorie verso i fornitori e la banca . L istituto di credito svolgeva le funzioni ditesoreriaperl Ordine ehacontinuatoadanticiparestipendi e altre spese vitali agli ospedalimauriziani. Igiudicihannostabilitocheci fu u (senza virgolette):

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