Giugno 18, 2022

Mariangela Rapetti l’Ordine dei Canoni Antoniani di Viennois era fortemente gerarchizzato.

Mariangela Rapetti l’Ordine dei Canoni Antoniani di Viennois era fortemente gerarchizzato.

  1. Un ordine fortemente gerarchizzato.
  2. I nuovi statuti, elaborati dal primo capitolo generale successivo all’erezione dell’ordine, tenutosi il 14 aprile 129859, ma promulgati solo nel 1312, stabilivano una tripartizione tra i componenti dell’ordine: i preti, i laici e i conversi; i primi si occupavano degli offici spirituali, i laici prestavano assistenza ai malati, e i conversi si occupavano degli incarichi più umili. L’abate era riconosciuto come il capo di

tutto l’ordine, ed era nominato direttamente dal papa; immediatamente dopo di lui stava il prior claustralis, superiore della casa del Delfinato, e a seguire il cellerario, responsabile dei beni temporali, della ripartizione degli alimenti e delle elemosine, ed entrambi erano nominati dall’abate. Quest’ultimo aveva anche il diritto di nominare i precettori generali e di concedere la creazione di nuove precettorie, la cessione e l’acquisizione di beni, ma prima di intraprendere una qualsiasi di queste decisioni doveva consultare i suoi quattro consiglieri, i diffinitores60. Gli antoniani ebbero modo di espandersi rapidamente in tutta Europa grazie all’appoggio pontificio, alla loro fama e alla diffusione del culto di sant’Antonio abate. Conosciuti per la loro attività assistenziale, essi venivano chiamati da vescovi e sovrani per gestire o fondare istituti di assistenza, ragione primaria della loro presenza61. Secondo quanto affermava il poeta e troviero francese Guiot de Provins (m. 1208) nella sua satira La Bible Guiot, i canonici si erano insediati rapidamente in una vasta area che andava dalla Scozia ad Antiochia62. L’ordine era organizzato in circoscrizioni dette Bailliviae, corrispondenti al territorio delle precettorie o commanderiae, distinte a loro volta in generali e semplici, le seconde poste sotto il controllo delle prime63; i precettori erano francesi, o dovevano necessariamente aver risieduto presso la casa madre almeno un anno64. La dispersione delle fonti rende complicata una ricostruzione in chiave cronologia della loro espansione, anche se gradualmente nuovi studi monografici stanno colmando le lacune65. Si legge su un manoscritto antoniano dei primi del Settecento66 che l’ordine

avrebbe contato oltre 1.300 precettorie sparse per il vecchio continente, e anche se è impossibile comprendere quale sia stato il numero complessivo, questa cifra sembra davvero troppo elevata 67. Quali siano state le prime fondazioni non è certo. Secondo una tradizione, sembra che la seconda casa fondata dai confratelli antoniani, ai primi del XII secolo, fosse quella di Chambéry68; le memorie custodite presso l’Archivio di Stato di Torino riportano che Ranverso fu tra le prime fondazioni69; e ancora una tradizione vorrebbe che gli antoniani si siano stabiliti a Gap nel 112370. Ciò che è certo, è che queste case godettero presto di alcuni privilegi che le elevarono notevolmente rispetto alle altre precettorie generali: il capitolo generale del 1312, infatti, stabilì i quattro reggenti che avrebbero dovuto governare l’abbazia in caso di sede vacante, secondo l’ordine: il precettore di Gap, il precettore di Chambéry, il prior claustralis e il cellerario dell’abbazia71. Successivamente, nel 1323, il capitolo generale univa la precettoria generale di Ranverso all’ufficio del cellerario dell’abbazia, allo scopo di supportare i costi della casa madre, come la riparazione, l’ingrandimento e l’abbellimento della chiesa e di altri edifici. Sempre per far fronte a questi costi, nel 1363 il capitolo generale chiedeva al papa il permesso di unire la precettoria generale di Gap all’opera dell’abbazia, permesso accordato da Urbano V il 6 agosto dello stesso anno. Nella bolla, il pontefice riconosceva l’ufficio dell’opera dell’abbazia, che veniva affidato al nuovo precettore di Gap e, constatando lo stato di degrado delle strutture abbaziali ordinava che, per dodici anni, si prendessero 2.400 fiorini d’oro di Firenze dalle tasse imposte all’ordine dal capitolo generale, suddivise in 800 fiorini per l’abate, 400 per il capitolo, 1.200 per le precettorie72. La lucida analisi di Adalbert Mischlewski ha messo in luce come, negli stessi anni, fosse in atto un processo di «sécularisation» dell’ordine. Lo storico tedesco spiega infatti come, al di là dell’appartenenza all’ordine, i precettori fossero indipendenti, e i loro ruoli venissero riconosciuti come benefici accordati a vita. Il capitolo generale del 1345, inoltre, prese la decisione unanime di autorizzare l’abate e i canonici ad accettare beni immobili in cambio della celebrazione di messe, anniversari e opere di bene: De façon logique, parallèlement à l’évolution que connurent d’autres ordres anciens, une tendence se fit jour à créer de nouvelles prébendes dans le monastère, y compris certaines qui ne correspondaient à aucune fonction claustrale. C’est ansi que de simples pères ‘claustraux’, attachés au seul service liturgique, eurent des appartements particuliers, voire

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