Gennaio 7, 2022

Le mura affiorate a Sant’Antonio di Ranverso. Allora a cosa servivano quelle mura?  Nel mese di maggio avvia un’attenta ricerca nell’Archivio dell’Ordine.

Le mura affiorate a Sant’Antonio di Ranverso. Allora a cosa servivano quelle mura?  Nel mese di maggio avvia un’attenta ricerca nell’Archivio dell’Ordine.

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BUTTIGLIERA ALTA – La scoperta è stata fatta dopo la potatura dei platani effettuata nel viale il mese di aprile. Mentre il volontario Ersilio Teifreto puliva dai rifiuti resti di carta e plastica, ha intravisto un mattone che affiorava e incuriosito ha scavato per 30 cm, mettendo alla luce un pezzo di mura. Ha subito escluso che si trattasse di mura fortificate perché ricordava che sul plastico dell’architetto Giancarlo Gritella, riprodotto al computer, le mura di tutto il Concentrico risultano più ridotte rispetto al ritrovo fatto nel viale. Allora a cosa servivano quelle mura?  Nel mese di maggio avvia un’attenta ricerca nell’Archivio dell’Ordine, cercando appunti del Monsignor Italo Ruffino archivista metropolitano suo maestro spirituale,  e scopre che in quel luogo era stato costruito dall’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro un ponte in legno. Si mette dunque a cercare dalla parte opposta frontale al primo ritrovo scoprendo altre due mura così viene consolidata l’idea che in quel luogo esisteva un ponte per fare passare i contadini, gli Antoniani, i mezzi di lavoro con gli animali.

UN PONTE DI PASSAGGIO

I terreni  tra Rosta e Buttigliera Alta  nella seconda metà del secolo XVIII risultavano da pascolo, complessivamente le proprietà di Ranverso erano di 1630 giornate Piemontesi. Nel 1776 con Bolla Pontificia di Papa Pio VI tutta la proprietà passò all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro che portarono nella zona molte migliorie, agevolando l’attraversamento tra le due sponde dove passava un fiumiciattolo con la costruzione di un ponte di legno con tiranti in metallo chiamato “Ponte delle Guardie”. Oggi per l’irrigamento dei terreni i contadini affittuari utilizzano le paratie per prelevare l’acqua dalla Bealera di Rivoli  metodo ancora funzionante. L’intera tenuta si estendeva dalle falde del Musinè fino alla Cascina Nuova in strada degli Abati recentemente restaurata e trasformata in un posto di eccellenza carico di storia Antoniana.

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