Settembre 3, 2023

Lascio soddisfatta la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso percorrendo L’OMBROSO VIALE DI PLATANI che TI ACCOGLIE A RANVERSO.

Lascio soddisfatta la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso percorrendo L’OMBROSO VIALE DI PLATANI che TI ACCOGLIE A RANVERSO.

e alla fine del XII secolo (1188), quando il conte Umberto III di Savoia, poi beatificato, donò agli Antoniani, religiosi ospedalieri di S. Antonio eremita, provenienti dal Delfinato in Francia,un terreno per costruire il complesso costituito da chiesa, convento e ospedaletto. La vista del campanile era quindi motivo di sollievo per i pellegrini lungo la Via Francigena nel tratto fra Rivoli e Avigliana. Questi conventuali, in parte laici, vestivano un saio nero sul quale era cucita in panno azzurro una croce a forma di stampella, il TAU, segno mistico e taumaturgico e curavano le malattie che più infierivano nel Medioevo, assistendo i lebbrosi e i colpiti dal “fuoco sacro” o “fuoco di Sant’Antonio”.

Fuoco di sant’Antonio : corrisponde a tre diverse malattie: l’ergotismo, causato da un fungo parassita delle graminacee in generale e della SEGALE in particolare; l’ Herpes zoster, causato dal virus varicella-zoster ; l’ erisipela , originato per scarsa igiene dallo streptococco.

Sant’Antonio abate : grande taumaturgo capace di guarire malattie terribili. Rappresentato spesso con un bastone da pellegrino che termina con una croce a forma di tau che gli Antoniani portavano cucita sul loro abito (thauma in greco antico significa stupore, meraviglia di fronte al prodigio). 

Ai piedi un maiale, simbolo del demonio; sul libro delle sacre scritture o ai piedi il fuoco, vittoria sugli inferi. Il “fuoco di sant’Antonio” veniva curato col grasso di maiale. In certi casi era necessario ricorrere all’amputazione degli arti inferiori…

Sant’Antonio fu presto invocato in Occidente come patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo. La tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) nasce nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant’Antonio.

Successivamente iniziò un periodo di decadenza della precettoria di Ranverso che ebbe il culmine con la soppressione dell’ Ordine Ospedaliero dei Padri Antoniani nel 1776 con Bolla Pontificia di Papa Pio VI. I monaci superstiti passarono all’ Ordine dei Cavalieri di Malta e la proprietà di tutto il complesso venne trasferita all’ Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano) che ne ha curato e cura tuttora la conservazione ed il restauro.

L’antico ospedale sorgeva staccato dal monastero. Ne resta soltanto la bella facciata in laterizio con ghimberga centrale impreziosita da formelle in cotto ad altorilievo con ghiande (rif. al maiale) e fichi, coronata da pinnacoli cuspidi sormontate dal simbolo del TAU.

Il TAU è segno di salute e “Signum potentiae”.
L’ ordine dei monaci Antoniani, fondato da Gastone di Vienne ed approvato da Papa Urbano II con bolla del 1095, era composto da fratelli laici (il Gran Maestro o Abate era sacerdote). Indossavano un abito nero su cui risaltava in azzurro una T (tau), la quale richiamava contemporaneamente i simboli della Croce di Cristo e della stampella degli ammalati e l’arcano significato della lettera greca sinonimo di prodigio. La T (tau) compare negli stemmi degli Abati, sui capitelli, sulle volte della chiesa, sul campanile; la T (tau) inoltre veniva cucita sul vestito degli ammalati e addirittura impressa sulla groppa dei maiali.

La facciata della chiesa è di forme gotiche-lombarde; essa guarda a ponente, come avveniva per tradizione in tutte le Chiese cristiane antiche, in modo che l’officiante, durante la celebrazione della Santa Messa, fosse rivolto a Gerusalemme. Su di essa si apre un portico a tre luci sormontate da ghimberghe ornate a foglie giganti, fiori, frutta e ricca vegetazione in cotto e terminanti con pinnacoli. Lateralmente interessanti pilastri a colonnina, con capitelli in pietra verde, intagliati secondo lo stile lombardo. Notevole è la loro somiglianza con quelli della Sacra di S.Michele…. rappresentano teste di monaci, diavoli o animali, tutti elementi tipici del primo MedioevoTeste mostruose – IL PECCATO ; Teste umane – LA MISERICORDIAIl Padre Guardiano sorveglia l’ingresso…. Nelle volte a crociera affrescate del portico, l’immagine del veliero che riportò le spoglie di Sant’Antonio Abate da Costantinopoli alla costa francese…

All’ interno della chiesa  pilastri laterizi a fascio che reggono le crociere costolonate della navata centrale. Gli affreschi del torinese Giacomo JAQUERIO (XV secolo) : “Storie di S. Antonio abate” con i contadini che offrono al santo maiali, cinte senesi, capre e prosciutti… un uomo dal viso rosso e rubicondo seguito da una donna pallida e malata….le “Storie di S. Biagio” nell’omonima cappella;“I quattro evangelisti” e “Salita al Calvario” nella sagrestia.

IL FUOCO A 7 PUNTE ovunque!!!

Sull’altare il polittico dono della città di Moncalieri scampata dalla peste di Defendente FERRARI (1531) . Tra le molte anche l’immagine di San Rocco. Nella bocca del fedele cane il tozzo di pane che l’animale sottraeva ogni giorno alla mensa di Gottardo Pallastrelli a SARMATO nei pressi di PIACENZA per nutrire il santo, di ritorno dal pellegrinaggio a ROMA, durante la malattia …. E ancora i SS. Pietro e Paolo col corvo e la pagnotta di pane…

Lascio soddisfatta la precettoria di Sant’Antonio di Ranverso percorrendo l’ombroso viale di platani – attraverso la strada statale del MONCENISIO – subito di fronte lo sterrato per La Soldanella” –fiore alpino- ROSTA (TO).

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