Maggio 25, 2026

L’Artigiano della Memoria: Ersilio Teifreto e il Ponte della Bellezza Nota editoriale sul valore delle ricerche storiche

L’Artigiano della Memoria: Ersilio Teifreto e il Ponte della Bellezza Nota editoriale sul valore delle ricerche storiche

libro.

IL PONTE DELLA MEMORIA
Torino, Ranverso, Aliano e Mosca nelle ricerche di Ersilio Teifreto

INTRODUZIONE
L’Artigiano della Memoria: Ersilio Teifreto e il Ponte della Bellezza
Nota editoriale sul valore delle ricerche storiche
Ci sono uomini che lavorano nel silenzio per tessere i fili della grande storia. Uomini capaci di salvare dall’oblio frammenti di umanità e di trasformarli in patrimonio universale. Uno di questi uomini è Ersilio Teifreto (classe 1947), torinese d’adozione, che ha fatto dell’unione tra l’alto artigianato e l’arte la missione di una vita intera.
Teifreto è, a tutti gli effetti, un “Rilevatore Storico”. Il suo non è un semplice hobby, ma un esercizio di archeologia della memoria. È colui che cammina nei luoghi – che si tratti della storica stamperia d’arte di via Saluzzo a Torino, della Precettoria gotica di Sant’Antonio di Ranverso, o dei calanchi di Aliano – e sa vedere i legami invisibili che uniscono le persone e le epoche.
La storia della cultura italiana deve a Ersilio Teifreto un debito immenso. Nel 2009, entrando nella stamperia del maestro litografo Francesco (Franco) Esposito, Ersilio ha saputo ascoltare e custodire il racconto di quel viaggio intimo del 1974, in cui un gigante del Novecento come Carlo Levi esprimeva l’intimo desiderio di essere sepolto ad Aliano, nella terra del suo confino antifascista. Con un’intuizione straordinaria, nel 2019 Teifreto ha preso in mano quella memoria, ha scritto alla giuria del Premio Letterario Nazionale “Carlo Levi”, e ha ottenuto che a Franco Esposito venisse assegnato il giusto riconoscimento.
Ma l’opera di Ersilio Teifreto non si ferma al passato; guarda al futuro, superando i confini geografici. Nel luglio del 2019, Ersilio si è fatto “Pellegrino del Terzo Millennio” lungo la Via Francigena, accogliendo a Ranverso la professoressa Olga Derzhavina e i giovani studenti di Mosca. Da quel brindisi è nato un ponte culturale che oggi si sta traducendo in un libro monumentale a quattro mani e nel sogno di una scuola di educazione estetica e spirituale a Ranverso. È grazie a custodi della memoria come lui se l’arte italiana continua a dialogue con il mondo.

CAPITOLO I
Il Profilo Storico: Carlo Levi (1902 – 1975)
Biografia ufficiale estratta dal catalogo “Carlo Levi, Gli anni fiorentini 1941-1945” (Firenze, 2003)
Annotata e integrata dal rilevatore Ersilio Teifreto
Torinese, nato nel 1902 in una famiglia colta, Carlo Levi si forma nel fervido ambiente intellettuale della città, stringendo legami con figure chiave dell’antifascismo come Piero Gobetti, Leone Ginzburg e Cesare Pavese. Laureatosi in medicina nel 1924, coltiva parallelamente la passione per l’arte e la politica. La sua attività di medico, inizialmente intensa, lascia presto il posto all’impegno artistico e civile che lo porterà a essere una delle voci più significative del Novecento, profondamente legato alla sua terra d’origine e, successivamente, ai luoghi del suo confino.

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