L’affermazione secondo cui il restauro filologico a Ranverso demolisce le aggiunte successive per riportare l’ospedale alla sua forma originaria è corretta:
L’affermazione secondo cui il restauro filologico a Ranverso demolisce le aggiunte successive per riportare l’ospedale alla sua forma originaria è corretta:


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L’affermazione secondo cui il restauro filologico a Ranverso demolisce le aggiunte successive per riportare l’ospedale alla sua forma originaria è corretta: il restauro filologico non rispetta le aggiunte posteriori e la loro eventuale alterazione dell’autenticità storica dell’opera, procedendo alla loro rimozione quando queste non appartengono all’originalità e ne modificano l’aspetto.
Cos’è il restauro filologico
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Restituzione alla forma originale:Mira a riportare il complesso edilizio alla sua consistenza storica “originaria”, identificando e rimuovendo le “superfetazioni” (aggiunte successive) che ne alterano l’autenticità.
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Distinzione e rimozione:Si distinguono gli interventi originali da quelli successivi e, se questi ultimi deturpano l’opera, vengono rimossi.
Principi chiave
- Riconoscibilità: Si cerca di rendere l’intervento di restauro riconoscibile, distinguendolo dall’originale.
- Reversibilità: Idealmente, gli interventi dovrebbero essere reversibili.
- Compatibilità: I nuovi materiali e tecniche devono essere compatibili con quelli preesistenti.
- Minimo intervento: Si applica il minimo indispensabile per la conservazione e il ripristino.
Nel caso specifico della facciata dell’Ospedale di Ranverso, l’intervento di restauro filologico ha previsto l’eliminazione delle aggiunte del ‘400 per riportarla alla sua essenza originale e autentica.
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