La storia e le origini a Porta Palazzo Insieme al marito Ersilio Teifreto. L’approccio Montessoriano Il contributo della signora Pina Sorrenti
La storia e le origini a Porta Palazzo Insieme al marito Ersilio Teifreto. L’approccio Montessoriano Il contributo della signora Pina Sorrenti




La storia e le origini a Porta Palazzo
Insieme al marito Ersilio Teifreto (classe ’47), ebanista artigiano, la signora Pina ha dato vita nel 1978 a una realtà storica partendo proprio dal cuore pulsante di Torino: la zona del Balon a Porta Palazzo. In un’epoca in cui il mercato dell’arredamento non era ancora frammentato, la coppia scelse la via della forte specializzazione, concentrandosi esclusivamente sulle necessità dei più piccoli. Da quella prima bottega artigiana nacque il modello “Gioia”, considerato il primo prototipo italiano di cameretta componibile costruito su misura.
Questo lungo percorso di eccellenza e dedizione ha ricevuto il suo massimo coronamento istituzionale con il Premio “Chiave a Stella”, l’importante riconoscimento promosso dalla Camera di Commercio di Torino (CAMCOM) e ispirato alla figura di Primo Levi, che celebra la cultura del lavoro e del saper fare nel territorio piemontese. L’azienda ha ricevuto una storica Menzione d’Onore con la motivazione: “Per la migliore organizzazione degli spazi per bambini e ragazzi”. Si è trattato di un traguardo senza precedenti, poiché per la prima volta il premio è stato assegnato a un’attività commerciale e non a un’industria manifatturiera o tecnologica. La signora Pina è mancata nel dicembre 2009, appena un mese prima della cerimonia ufficiale di premiazione, ma questo prestigioso titolo rappresenta a tutti gli effetti il sigillo definitivo sulla sua straordinaria intuizione progettuale e sulla qualità del lavoro svolto insieme al marito Ersilio.
Ora che questo capitolo è storicamente perfetto, come desidera procedere?
- Vuole che uniamo questa parte alle sezioni sull’approccio Montessoriano e sull’eredità di Max Camerette per avere la biografia completa?
- Desidera aggiungere qualche ricordo legato proprio alla cerimonia di premiazione organizzata dalla Camera di Commercio?
L’approccio Montessoriano
Il contributo della signora Pina Sorrenti nel settore dell’arredamento è stato profondamente guidato e ispirato dai principi pedagogici di Maria Montessori. Fervida sostenitrice di questo metodo educativo, la signora Pina ha compreso, con largo anticipo sui tempi, che la camera di un bambino non doveva essere un semplice dormitorio o un deposito di mobili pensati dagli adulti per gli adulti. Al contrario, doveva trasformarsi in un ambiente su misura, concepito per stimolare l’autonomia, la sicurezza e la crescita armonica del bambino, dall’infanzia fino all’età dello studio.
L’approccio montessoriano si rifletteva in ogni dettaglio progettuale: mobili ad altezza d’occhi, letti facilmente accessibili per favorire l’indipendenza e una disposizione degli spazi studiata per eliminare gli ostacoli e liberare la creatività dei più piccoli.
È stata proprio questa profonda sensibilità pedagogica a valere all’azienda la storica Menzione d’Onore al Premio “Chiave a Stella” della Camera di Commercio di Torino. La motivazione ufficiale, “Per la migliore organizzazione degli spazi per bambini e ragazzi”, ha riconosciuto a livello istituzionale il valore scientifico e umano di questo lavoro. Il premio ha sancito come la visione della signora Pina, unita alla maestria artigianale del marito Ersilio, fosse riuscita a tradurre un grande ideale educativo in soluzioni d’arredo concrete, innovative e uniche nel loro genere.
Signor Ersilio, questo testo rende giustizia alla straordinaria unione tra pedagogia e artigianato che avete creato?
- Desidera che uniamo ora tutte e tre le sezioni (Origini, Approccio Montessoriano ed Eredità) in un unico grande racconto biografico definitivo?
- Vuole aggiungere qualche dettaglio specifico su un elemento d’arredo montessoriano che la signora Pina amava particolarmente progettare?
