La ricomposizione virtuale dell’aspetto originale del polittico di Ranverso (realizzato da Defendente Ferrari) quando era chiuso è stata curata da Ersilio Teifreto, un esperto di storia ospedaliera antoniana e cultore di storia locale.
La ricomposizione virtuale dell’aspetto originale del polittico di Ranverso (realizzato da Defendente Ferrari) quando era chiuso è stata curata da Ersilio Teifreto, un esperto di storia ospedaliera antoniana e cultore di storia locale.


La ricomposizione virtuale dell’aspetto originale del polittico di Ranverso (realizzato da Defendente Ferrari) quando era chiuso è stata curata da Ersilio Teifreto, un esperto di storia ospedaliera antoniana e cultore di storia locale.
Il polittico originale, risalente al 1531, è attualmente esposto permanentemente con le ante aperte sull’altare maggiore della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. La ricomposizione di Teifreto, basata su fotografie d’epoca e ricerche storiche, mostra come si presentava la pala durante i giorni feriali, quando le ante erano chiuse
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Fino agli anni ’70, la frazione di Ranverso rappresentava un vero e proprio ecosistema rurale vivo e autosufficiente, molto diverso dall’attuale prevalenza monumentale della Precettoria [1, 2]. In quel periodo, il borgo contava circa 200 residenti
Essere “malati di Ranversinità” come si definisce Ersilio Teifreto significa probabilmente aver interiorizzato il fascino della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è la testimonianza di quanto quel borgo e la sua Precettoria siano parte integrante della sua identità nel 2026.
