Ottobre 17, 2017

La Grotta Achille Gentilotti (Comune di Lecce nei Marsi)

La Grotta Achille Gentilotti (Comune di Lecce nei Marsi)

Carsoli sorge ai margini orientali della Piana del Cavaliere, una valle che abbraccia comuni appartenenti a tre province (L’Aquila, Roma e Rieti). Il comune si trova a 7 km dal confine col Lazio. Il paese è posto tra i 600 m s.

La Grotta Achille Gentilotti (Comune di Lecce nei Marsi)

La Grotta Achille Gentilotti (già Grotta degli Scheletri)

La grotta è di particolare interesse geologico, perché attraversa la successione stratigrafica dei terreni depositatisi dal Miocene al Cretacico inferiore, permettendo di osservare il passaggio fra le diverse formazioni calcaree, e la giacitura della lente di bauxite.

Situata in zona Valle delle Vacche, l’ingresso è un pozzo con sezione di imbocco quasi rettangolare (8×4 m), divisa in due parti da un diaframma di roccia largo circa 1 m. Il pozzo d’ingresso, profondo 25 m, è impostato su una frattura orientata. Nel primo tratto, scavato nel calcare miocenico, il pozzo ha la forma di una spaccatura; verso metà altezza la sezione diviene più stretta e quasi circolare. Questo secondo tratto è scavato nel calcare del Cretacico superiore e sbuca in una grande sala. Si atterra alla sommità di un pendio detritico-terroso sul bordo della caverna. La grande sala è a pianta ellittica con asse maggiore di 30 m, coincidente con la frattura che ha generato il pozzo d’ingresso. Il soffitto è costituito da una superficie di strato a debole pendenza, si tratta del primo strato depositato nel Cretacico superiore, a diretto contatto con una sottostante grande lente di bauxite. Il pavimento costituisce una depressione con la geometria di una dolina, interamente scavata nella bauxite, che ne impermeabilizza il fondo. La bauxite si presenta terrosa, di colore da giallastro a rossastro, anche se quasi ovunque è ricoperta da una patina di deposito calcitico biancastro. Nella stagione piovosa un grande lago, profondo 4-5 m e con diametro di oltre 10 m, occupa l’avvallamento centrale della “dolina” interna, mentre in estate essa è generalmente asciutta. Dal fondo della “dolina” il soffitto della sala si trova ad oltre 10 m di altezza.  Tronchi d’albero impregnati d’acqua e in disfacimento sono sparsi sul fondo. Dal punto di atterraggio del pozzo d’ingresso si può accedere direttamente ad un breve tratto di galleria situata a monte del lago (verso SW), oppure si può costeggiare il lago e proseguire verso il fondo della grotta.

La galleria a monte, in leggera salita, è impostata sempre al contatto calcare-bauxite lungo le stesse fratture, si sviluppa per una trentina di metri e ha una larghezza di una decina di metri. Dopo le piogge si attiva un rigagnolo d’acqua (che entra dal detrito che pavimenta la galleria, per terminare immettendosi nel lago). Il soffitto è tappezzato da belle concrezioni calcitiche bianche. Il lago-”dolina” può essere agevolmente costeggiato, raggiungendo all’estremità della grande sala una “sella” che lo mette in comunicazione con un altro ambiente con caratteristiche simili.

Si tratta di una galleria che quasi subito diventa un grande imbuto (quasi 15 m di diametro) nelle bauxiti, che però qui (punto 5) è sfondato alla base da un grande pozzo che si addentra nei calcari del Cretacico inferiore.

Tenendosi presso la volta, costeggiando a sinistra l’imbuto, si raggiunge un diaframma costituito da bauxiti e, tramite una finestra larga 5 m e alta 1 m, ci si affaccia in un’altra sala, nella quale si scende con un ripido e infido scivolo. La sala, di una decina di metri di diametro, ha le stesse caratteristiche delle precedenti (strato calcareo al soffitto, pavimento di bauxite, a imbuto) e termina ad un’estremità con un piccolo salto. Tornati al secondo pozzo (punto 5), la sua bocca d’ingresso è divisa in due parti da un grande masso. Traversando oltre il masso si scavalca il pozzo e si può raggiungere la parete opposta della sala, dove parte una breve diramazione che porta poi con un salto di 3 m ad un piccolo vano. Questo vano può essere raggiunto anche dal punto 13, tramite una stretta fessura profonda 5 m. Tornati ancora al 2° pozzo, se ne inizia discesa nelle bauxiti, che rendono incerto l’attacco; scesi sotto il grande masso, si può finalmente osservare il bel pozzo nei calcari, profondo 20 m (dall’attacco)  e con sezione ellittica di 13×11 m.

Il condotto è percorribile per una trentina di metri, che approfondiscono la grotta di 14 m, fino ad un restringimento insuperabile (“fondo”, -68).

Oltre a questa grotta il territorio ospita numerose altre cavità, dalla Nevera di Val Mugone, maestosa “grotta a neve” che deve la propria particolarità alla continua presenza di neve all’interno grazie alla temperatura costante, l’Abisso del Tratturello, la Grotta dei Mandrilli. Il Pozzo D’Amino.

Per informazioni: Comune di Lecce nei Marsi – Via Corso Italia  67050 Lecce nei Marsi (AQ)  – Tel. 0863.88129 – Fax 0863.88186 – info@comunelecceneimarsi.it – comune.lecceneimarsi.aq@pec.comnet-ra.it

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