Agosto 7, 2026

LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli) 📋 Scheda Tecnica

LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli) 📋 Scheda Tecnica

LA BEALERA DI RANVERSO (Fianco della Bealera di Rivoli)
📋 Scheda Tecnica
  • Nome ufficiale: Bealera di Rivoli (ramo o partitore del Concentrico di Sant’Antonio di Ranverso).
  • Anno di fondazione: 1310 (costruita su iniziativa di Casa Savoia).
  • Origine del flusso: Opera di presa e sbarramento sulla sponda destra della Dora Riparia, situata alla Chiusa di San Michele.
  • Sviluppo lineare: 25 chilometri complessivi di asta principale da Chiusa fino al territorio di Rivoli.
  • Geometria idraulica all’ingresso: Canale “a filo” (pendenza zero all’imbocco del Concentrico) per mantenere costante il pelo dell’acqua e garantire la quota statica necessaria a irrigare la collinetta morenica di Ranverso.
  • Opere d’arte muraria: Viadotti idraulici artificiali sorretti da mura ciclopiche alte fino a 14 metri con imponenti barbacani a scarpa in pietra e mattoni nei punti più scoscesi della collina.
  • Sotto-attraversamenti tecnologici: Condotta forzata a tombino idraulico/sifone che sottopassa i binari della linea ferroviaria storica Torino-Modane (1854) e la linea ad Alta Velocità (AV/AC).
  • Regolazione della portata: Paratia manuale mobile posizionata all’ingresso del Concentrico, utilizzata come partitore per spillare l’acqua senza interrompere il flusso diretto a Rivoli.
  • Ciclo stagionale d’irrigazione: Apertura a Maggio (inizio stagione irrigua) e chiusura “dall’alto” a Ottobre (asciutta invernale per manutenzione delle mura).

⏳ Cronistoria Storica e Operativa
  • 1310: I conti di Savoia avviano lo scavo e la realizzazione della grande Bealera di Rivoli. Il canale taglia la bassa Val di Susa a quota costante per portare l’acqua della Dora alla pianura rivolese. I monaci Ospedalieri (Antoniani) di Ranverso ottengono il diritto di spillare l’acqua per le necessità della Precettoria.
  • XIV – XVII Secolo: L’acqua della bealera alimenta la vita quotidiana del borgo di Ranverso: serve per l’igiene dei malati dell’ospedale (colpiti dal “fuoco di Sant’Antonio”), abbevera il bestiame e irriga i primi orti recintati interni.
  • 1776: L’Ordine Mauriziano subentra agli Antoniani nella proprietà del Tenimento di Ranverso e ne eredita i diritti d’acqua legati al canale.
  • 1784: L’Ordine Mauriziano riorganizza i terreni creando nove grandi aziende agricole. Nasce la Cascina Baraccone (Ottava Cascina) come podere autonomo. La rete idrica interna viene potenziata per irrigare i nuovi prati da foraggio.
  • XVIII – XIX Secolo: Consolidamento statico del canale lungo i valloni morenici. Vengono edificati i muraglioni da 14 metri e i barbacani per evitare il crollo del canale e la perdita della quota idrica. I terreni della Grangetta (Nona Cascina) vengono collegati al sistema tramite il Ponte delle Guardie in legno sulla Dora.
  • 1854: Viene inaugurata la ferrovia Torino-Modane. I progettisti ferroviari stendono i binari seguendo la pendenza dolce aperta dalla bealera nel 1310, costringendo il canale in un trincerone parallelo al chilometro 18 e creando il ponticello di sotto-attraversamento.
  • 1864: La Stadera autoportante di fine Settecento viene spostata dal Baraccone al Concentrico di Ranverso all’interno di un nuovo fabbricato protettivo. I carri carichi di fieno, ottenuto grazie ai turni estivi della bealera, vengono pesati sotto la trave a sbalzo.
  • Anni 2000: Costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità. La bealera viene preservata inserendola in un canale tecnologico sotterraneo sotto i nuovi binari.
  • Agosto 2021: RFI (Rete Ferroviaria Italiana) blocca il traffico internazionale per 5 giorni per riparare i mattoni strutturali del ponticello al km 18, resi fragili dalle infiltrazioni. Viene richiesta la chiusura straordinaria della bealera “dall’alto” per completare il cantiere in asciutta.
  • Estate 2026: Nel pieno di una siccità epocale, la Bealera di Ranverso resiste. Grazie alla sua presa alta alla Chiusa di San Michele e alla protezione solare dei suoi muraglioni nascosti dalla vegetazione, continua a distribuire le ore d’acqua ai fittaioli del borgo da maggio a ottobre. [1]

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