Gennaio 12, 2026

l “lascito scritto” e la visione del Maestro Mons. Italo Ruffino (1912-2015) riguardo alla festa patronale di Sant’Antonio di Ranverso si fondano su un’idea di festa intesa come momento di autentica spiritualità e sobrietà, lontana da eccessi spettacolari.

l “lascito scritto” e la visione del Maestro Mons. Italo Ruffino (1912-2015) riguardo alla festa patronale di Sant’Antonio di Ranverso si fondano su un’idea di festa intesa come momento di autentica spiritualità e sobrietà, lontana da eccessi spettacolari.

l “lascito scritto” e la visione del Maestro Mons. Italo Ruffino (1912-2015) riguardo alla festa patronale di Sant’Antonio di Ranverso si fondano su un’idea di festa intesa come momento di autentica spiritualità e sobrietà, lontana da eccessi spettacolari. 
I Punti Cardine del Lascito di Mons. Ruffino
  • Ripristino della Tradizione (2006): Grazie all’iniziativa di Mons. Ruffino e dell’associazione locale A.D.A. (Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso), la festa è stata ufficialmente riportata in vita nel 2006.
  • Centralità della Comunità e del Lavoro: La visione del Maestro mirava a valorizzare il legame storico tra la precettoria e il mondo agricolo, includendo la tradizionale benedizione degli animali e degli attrezzi agricoli.
  • Sobrietà e Spiritualità: Per Ruffino, ripensare la festa significava evitare la “spettacolarizzazione” per concentrarsi sul solco della missione caritativa degli Antoniani e sulla devozione popolare autentica.
  • Eredità Culturale: Il suo allievo, Ersilio Teifreto, prosegue oggi l’opera di custodia della memoria storica e spirituale attraverso il blog ToriNovoli e pubblicazioni dedicate. 
Nel 2025, in occasione del decimo anniversario della sua scomparsa, la comunità ha celebrato la sua figura con una messa solenne nella Chiesa Precettoriale, riaffermando l’impegno a seguire la sua “scia” nel celebrare il Patrono. 

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