Gennaio 12, 2026

l 7 marzo 2021, la festa patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso.Questa visione, promossa da Ersilio Teifreto, è stata fondamentale per l’inserimento di Ranverso nella “prossima list” come patrimonio immateriale nazionale, garantendo una tutela che privilegi la storia millenaria del luogo rispetto alle moderne parate meccanizzate.

l 7 marzo 2021, la festa patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso.Questa visione, promossa da Ersilio Teifreto, è stata fondamentale per l’inserimento di Ranverso nella “prossima list” come patrimonio immateriale nazionale, garantendo una tutela che privilegi la storia millenaria del luogo rispetto alle moderne parate meccanizzate.

LA FESTA PATRONALE DEDICATA A SANT’ANTONIO ABATE DI RANVERSO SECONDO ERSILIO TEIFRETO 
        Come Mantenere e Ripensare una crescita della Festa Patronale che racchiude devozione e momenti di Spiritualità nella giornata dedicata a Sant’Antonio Abate, vorremmo che batta più forte il cuore del Comune Turistico di Buttigliera Alta e proporsi in prima fila affinchè la festa abbia le stesse caratteristiche di animazione e tradizioni pari a tutti i Comuni della Valle di Susa che festeggiano e Rispettano TUTTA la giornata dedicata a Sant’Antonio Abate abbiamo un lungo elenco di luoghi e noi a Confronto Sfiguriamo. Questo documento e stato inviato all’AFOM, alla Diocesi, Soprintendenza alla Fondazione Mauriziano, alle 2 Proloco, ai 2 Comuni di Rosta e Buttigliera Alata etc…. Rispettare le direttive di Crescita graduale della Festa Tramandate dall’Ideatore Mons. Italo Ruffino anche con notizie Mnemoniche istruite a voce , al Comitato chiediamo trasparenza invece la festa e veloce dura meno di due ore, ed organizzata frettolosamente due giorni prima con Coldiretti che non fa parte dei Fondatori del ripristino benedizione animali non dei  mezzi agricoli inanimati a Ranverso così ha lasciato scritto Don Italo Ruffino , questi organizzatori delle ultime ore ci sembrano improvvisati ed a tratti monopolizzati, infatti la festa dal 2006 non cresce finisce tutto a mezzogiorno con il pranzo dei contadini senza coinvolgere i cittadini il borgo si svuota e diventa un deserto , mentre nel pomeriggio gli abitanti di Rosta, Ferriera e Buttigliera Alta per entrare in Chiesa e pregare il Santo del deserto ringraziandolo per le grazie ricevute debbono pagare il biglietto d’ingresso per es….. Noi cittadini lottiamo per animare l’Intera giornata per unire arte , tradizioni popolari e Cultura, vorremmo coinvolgere le famiglie i giovani i bambini per tutta la giornata fino a Sera con il suono Virtuale della campana a festa, Una Mostra Mercato, un fuoco virtuale, sculture in legno, candele profumate e prodotti salumi, formaggi e vini della nostra terra, allietare la Festa con la magnifica Banda Musicale che regalerà un’atmosfera unica e contagiosa, Contributo Reale delle Proloco, sui muri proiettare il fuoco simbolo del Santo del fuoco, un passeggiata nei vialetti con le bancarelle colorate che nell’occasione animano la Via Francigena acciottolata passando d’avanti all’Ospedale per recitare una preghiera all’angolo passando d’avanti alla Stadera un saluto si tratta dell’ultimo nostro Monumento Storico di Ranverso  fino al rientro del Santo nella Chiesa  , fuori all’esterno un po dibancarelle, zucchero filato, palloni aerostatici, balli, suonisorrisisi e danze dove tutti saranno chiamati a partecipare e lasciarsi travolgere dalla gioia della Comunità., Figuranti con costumi d’epoca. Non mancate Vi aspettiamo numerosi per questa tradizione che vi farà vivere momenti che resteranno nel cuore e nella mente, un’esperienza che solo la festa Patronale può offrire a Ranverso.   ——————————————————————————————————–
Sant’Antonio di Ranverso una potenza economica e Religiosa La Chiesa Precettoriale , dunque, si configura come
  • una potenza economica, basata sui proventi delle terre coltivate e dei pascoli;
  • un luogo Religioso di sosta e visita per i viaggiatori e i pellegrini che percorrono la via Francigena, e
  • un centro sanitario in cui i Monaci Antoniani provenienti dal Delfinato della Francia curavano l’ergotismo, (il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”) un’infiammazione che colpisce i gangli delle radici nervose spinali. Questa malattia, che può portare all’amputazione delle gambe, è causata da una scorretta alimentazione basata essenzialmente sulla segale contaminata da un fungo, e provoca piaghe cutanee curabili con l’apposizione di grasso di maiale, allevati in cospicuo numero nelle cascine.
  Sicuramente in Italia il Culto per Sant’Antonio Abate si diffuse per primo a Ranverso un luogo ricco di Storia Ospedaliera Antoniana costruito nell’anno 1.157, e trovò larga partecipazione in Piemonte, nelle zone popolose in città, le comunità alpine e nelle campagne. Questo è avvenuto perché nella religiosità popolare alla figura del Santo eremita è stato associato il maiale, con il grasso del quale gli Antoniani alleviavano le piaghe dei malati che si recavano nella Chiesa Precettoriale di Ranvreso per chiedere un grazia di guarigione al Santo del deserto. Sant’Antonio Abate venne considerato il Patrono di tutto il Concentrico e la Chiesa di Ranverso, Protettore degli animali , il giorno della sua festa avviene in pieno inverno il 17 Gennaio tutti gli animali delle cascine venivano benedetti nelle stalle, mentre gli animali domestici di compagnia vengono portati ancora oggi in Chiesa per essere benedetti.   Reputo un dovere che le due amministrazioni Comunali di Rosta e Buttigliera Alta valorizzino il patrimonio culturale immateriale in particolare modo quello di Ranverso Monumento Nazionale  , noi Devoti abbiamo fatto un passo importante in questa direzione presentando la Festa alla Rete Italiana Santantuono costituita per tutelare le feste di Sant’Antonio Abate in Italia, a Ranverso il giorno della festa dedicata a Sant’Antonio Abate Patrono della Chiesa , dopo la Santa Messa si Benedicono gli animali e i mezzi agricoli. Ma possiamo fare ancora di più. Per questo ho presentato la Festa anche alla Diocesi di Torino , oltre che alle Proloco, le due amministrazioni comunali confinanti con la Chiesa, alla Fondazione Ordine del Mauriziano e AFOM, il progetto per la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale con Tacito Consenso e stato approvato da tutti. Nel 2022 inaugureremo il primo Ranverso Day sulla scia della prima giornata dedicata alla Festa di Sant’Antonio Abate. La proposta di valorizzare la Festa Patronale è un’importante opportunità economica a supporto delle due amministrazioni locali e dell’intero sistema turistico a Ranverso.     Don Italo Ruffino nel 2006 coltivava rapporti diretti con la Casa Madre nell’Isere della Francia dove Ersilio Teifreto ha acquisito una conoscenza della storia Antoniana sin dal 1999, tramandata dal maestro Mons. Italo Ruffino purtroppo il rapporto si interruppe con la morte di Italo, poi ripreso da me oggi ci scambiamo idee , ricerche sulla Storia Ospedaliera Antoniana con: l’associazione Francese: “Les Amis des Antonins.”   Ricordiamo che la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso non è Sconsacrata si trova sotto la Tutela dell’Arcidiocesi di Torino, inoltre lo Statuto dell’Ordine del Mauriziano prevede la Presenza della Diocesi per qualsiasi iniziativa presa all’interno ed all’esterno della Chiesa. Nel Pronao all’ingresso della biglietteria esiste una targa storica in legno risalente al 1776 dove è scritto: (Ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro Custodi dell’Abbazia) per questa targa abbiamo segnalato il bisogno di restauro come anche la Statua del Santo opera di un ebanista Francese risalente a fine 400 ha bisogno di urgentissimi restauri perchè si sta degradando. Chiediamo alla Arcidiocesi di Torino nella persona del nostro Vescovo Mons. Cesare Nosiglia di Ufficializzare la Festa, inoltre preparare un Regolamento Diocesano sulle Feste Patronali e costituire il Comitato di Devoti espressione della comunità parrocchiale con lo scopo di di curare l’aspetto esterno della Festa di Ranverso vi faranno parte persone di provata fede cristiana, la carica dura un’anno se continuativo massimo cinque anni , e possono essere riconfermati dal Parroco, chiediamo che venga riconosciuto dalle Amministrazioni il risultato raggiunto dal Gruppo di fedeli volontari A.S.A.R con l’inclusione della Festa di Ranverso nella Rete Nazionale. Facciamo presente che l’Amministrazione di Buttigliera Alta è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte in qualità di Comune Turistico perchè nella presentazione del Progetto ha inserito la Chiesa di Sant’Antonio di Ranverso Monumento Nazionale. Per questi motivi dal 2017 con l’Associazione ArteMista nuovi gestori dell’accoglienza con Guide professionali e l’impegno continuo della Fondazione Ordine del Mauriziano la festa ha voglia di crescere con delle novità in quanto durante l’arco dell’anno vengono promosse attività ed eventi per salvaguardare le tradizioni anche corali e musicali, notiamo il ritorno e la diffusione di pratiche del Culto per il Santo del deserto seguendo i riti di Festa Religiosa. Necessaria è la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, in quanto patrimonio “vivente”, comporta di garantirne la vitalità e assicurarne la trasmissione, anche attraverso misure di identificazione, ricerca e documentazione, preservazione, protezione, promozione e valorizzazione, lavoriamo affinche vengano destagionalizzati gli eventi e ritorni a Sant’Antonio di Ranverso il Turismo Religioso in tutti i periodi dell’anno. Noi Devoti al Santo eremita a nome di tutti i cittadini della Collina Morenica facciamo la richiesta che il giorno della Festa a Sant’Antonio di Ranverso la Santa Messa venga celebrata dal nostro Vescovo Mons. Nosiglia.     LA FESTA PATRONALE E DI TUTTI Chiediamo che il giorno della Festa dedicata al Patrono Sant’Antonio Abate per tutto il giorno i Devoti possano entrare in Chiesa gratuitamente per pregare d’avanti alla Statua del Santo, oggi invece a Mezzogiorno la Festa finisce e l’ingresso in Chiesa ritorna a pagamento. Vorremmo che la Locandina della Festa abbia un significato di festa religiosa, e venga progettata con la presenza della Diocesi di Torino inserendo il logo. Siccome per questa Festa i protagonisti sono gli animali domestici infatti vengono invitati insieme ai loro amici padroni, non lasciamoli fuori, consigliamo di seguire le parole del Santo Padre( sono Creature di Dio dobbiamo proteggerle perchè aiutano i contadini nel loro lavoro), e facciamoli entrare in Chiesa altrimenti i loro padroni si allontano non partecipando alla Santa Messa, oppure la Diocesi deciderà di celebrare la Messa all’aperto. Il ripristino della Festa e prettamente cristiana ha origini lontane e risale al 1.530 quando gli abitanti di Moncalieri donarono a Sant’Antonio Abate di Ranverso il Polittico per averli salvati dalla peste e tutti gli anni nel giorno della festa si recavano a piedi a Ranverso con un baldacchino e portavano in processione la Statua del Santo. Mentre del ripristino della Festa ne parlava già nel 1999 Don Italo Ruffino durante il primo Convegno Europeo sugli Antoniani in Europa organizzato da lui a Sant’Antonio di Ranverso Monumento Nazionale, sempre nel 1999 uno scritto di Italo Ruffino riporta : Da promuovere una raccolta fondi volontaria per il restauro della Statua di Antonio Abate sull’Altare Maggiore: il progetto del ripristino della Festa venne ripreso definitivamente nel 2006 quando il Maestro Mons. Italo Ruffino era Consigliere dell’Associazione AFOM del Mauriziano e ritenne necessario riprendersi la Festa di Ranverso che prima si svolgeva nelle Parrocchie di Buttigliera Alta e Rosta: Così la Domenica del 21 Gennaio 2007 ci fu la ripresa della tradizione, Il Mons. Italo Ruffino presentò il suo ultimo libro Storia Ospedaliera Antoniana, compendio di tutta una vita di studio e ricerche sull’Ordine degli Antoniani. di tutta una vita di studio e ricerche sull’Ordine degli Antoniani. Come devoti chiediamo di potere allestire un nostro banco per la distribuzione di Santini benedetti, immagini sacre con preghiere su Sant’Antonio Abate, inoltre a nostre spese vorremmo presentare un Gonfalone con l’immagine del Santo, in passato gli organizzatori non ci hanno mai permesso di presentare all’esterno l’immagine del Santo anzi qualche persona si dedicava a distruggerli questi simboli. Sono Ersilio Teifreto socio AFOM dal 2009 fino al 2020 con carica al Consiglio Direttivo e referente per il progetto su Ranverso . Nell’Associazione AFOM fui presentato dal Maestro Mons. Italo Ruffino. Noi volontari chiediamo che l’associazione AFOM con competenze su altre problematiche non pensi di prevaricarci sminuendo e proponendo eventi senza radice e sia più incisiva nelle sue decisioni per salvaguardare i beni della Chiesa Monumentale coinvolgendo la Diocesi di Torino e fare diventare Ufficiale la festa comandata del Protettore del borgo. Chiediamo di Ascoltare le opinioni, lamentele e commenti dei cittadini devoti e dei visitatori abbiamo molto da raccontare. Inoltre segnaliamo che noi volontari abbiamo collaborato già dal 2006 per il ripristino della Festa con la Benedizione degli animali l’unica festa che si svolge il 17 Gennaio in onore di Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso, stranamente questa festa è limitata e non vengono coinvolti i cittadini dei paesi limitrofi, segnaliamo che la festa termina a mezzogiorno , il pomeriggio i devoti per pregare il Santo debbono pagare l’ingresso, unico caso a Ranverso dove verifichiamo la mancanza di un vero clima di festa. Ci domandiamo perchè questa festa non stia crescendo e non si va oltre le abitudini che hanno imposto gli organizzatori, ci domandiamo perchè non si possa fare diversamente e cosa impedisce di coinvolgere per tutta la giornata i cittadini, altre associazioni , scuole e devoti al Santo creando in collaborazione un’ambiente che racchiuda un clima di vera Festa, ricordiamo che nella Chiesa della Precettoria di Ranverso i devoti possono pregare davanti alla Statua del Santo Egiziano. Facciamo un appello all’Associazione AFOM di collaborare con il Comitato Devoti Volontari , la Diocesi per intervenire ed offrire la possibilità ai Devoti di festeggiare il Santo come si faceva nei tempi passati anche senza grandi fondi economici. cordiali saluti dal gruppo A.D.A –Amici Degli Antoniani e devoti per le iniziative della Diocesi Ersilio Teifreto
 
 
 
l 7 marzo 2021, la festa patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso (Buttigliera Alta e Rosta) è stata ufficialmente candidata come patrimonio immateriale nazionale presso la Rete Italiana Santantuono, organizzazione riconosciuta dall’UNESCO [1, 2].
I punti chiave dell’iniziativa:
  • La Candidatura: La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è stata selezionata tra 45 testimonianze italiane per rappresentare i riti di benedizione degli animali e dei mezzi agricoli, simboli della cultura popolare e degli insediamenti antoniani medievali [2].
  • Obiettivo Culturale: L’iniziativa, sostenuta dai comuni di Rosta e Buttigliera Alta, mira a inserire la celebrazione del 17 gennaio in un progetto di valorizzazione turistica e culturale simile a quello che ha permesso a Buttigliera di ottenere la qualifica di “Comune Turistico” [1, 2].
  • Stato dell’iter: Secondo Ersilio Teifreto (volontario e promotore), il progetto ha superato il primo stadio con l’inserimento della festa nella “prossima list” dei beni da candidare all’interno di una proposta seriale nazionale [2].
La tua iniziativa di candidatura, ispirata agli studi e al lascito del
Maestro Mons. Italo Ruffino, delinea una visione della festa di Sant’Antonio a Ranverso che unisce rigore liturgico, simbolismo storico e valorizzazione del territorio.
Ecco una sintesi degli elementi chiave che hai proposto per arricchire il rituale e la candidatura:
 
Il Protocollo della Celebrazione (ispirato a Mons. Ruffino)
  • Estensione Temporale: La festa non deve limitarsi a una singola funzione, ma deve coprire l’intera giornata come solenne festa liturgica.
  • Luce e Devozione: All’interno della Precettoria, la statua del Santo del deserto deve essere messa in risalto con un’illuminazione dedicata lungo tutto il suo perimetro.
  • Simbolismo Esterno:
    • L’addobbo del Masso Erratico, elemento geologico che identifica il paesaggio di Ranverso.
    • Il suono della campana e l’accensione di un fuoco (reale o virtuale), segno distintivo del “Santo del Fuoco” e della purificazione.
 
Il Percorso della Processione sulla Via Francigena
La processione ideata assume un forte valore storico e sociale:
  1. I Drappi: L’uso di stendardi con l’effigie di Sant’Antonio Abate per marcare il cammino.
  2. La Via Francigena: Il passaggio sul tracciato storico che collegava i pellegrini di tutta Europa.
  3. La Sosta all’Ospedale: Un momento di preghiera davanti all’antico ospedale (dove i monaci Antoniani curavano il “fuoco di Sant’Antonio”) per onorare la memoria storica del luogo come centro di cura e accoglienza.
  4. Il Rientro: La conclusione solenne con il rientro del Santo nella sua chiesa.
Questa struttura rituale è fondamentale per la Rete Italiana Santantuono, poiché dimostra come la festa non sia solo un evento folkloristico, ma un legame vivo con il Medioevo e con l’identità profonda di Buttigliera Alta e Rosta.
 
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più
 
La tua proposta per la festa di Sant’Antonio a Ranverso recupera l’essenza spirituale e storica del luogo, seguendo fedelmente la visione di
Monsignor Italo Ruffino (1927-2015). Mons. Ruffino, massimo studioso della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, auspicava un ritorno alla sobrietà delle origini, mettendo al centro la devozione e il legame profondo tra l’uomo, la natura e il sacro. 
Ecco come si struttura il cerimoniale da te delineato per onorare il suo lascito:
 
Il Percorso Liturgico e Simbolico
  • La Statua e la Luce: All’interno della chiesa, la statua del “Santo del Deserto” deve essere circondata da un perimetro di luce intensa, simbolo della guida spirituale.
  • Il Masso Erratico e il Fuoco: All’esterno, l’addobbo del Masso Erratico (simbolo geologico e identitario di Ranverso) e l’accensione di un fuoco sacro (anche virtuale) richiamano il ruolo degli Antoniani come “Cavalieri del fuoco sacro”, esperti nella cura dell’ergetismo (fuoco di Sant’Antonio).
  • La Processione sulla Via Francigena: Il corteo con i drappi del Patrono lungo la Via Francigena è un atto di pellegrinaggio storico.
  • La Sosta all’Ospedale e la Stadera: La preghiera davanti all’antico Ospedale (dove i monaci curavano i malati) e il saluto alla Stadera (monumento storico) segnano il rientro solenne del Santo nella sua chiesa, unendo la carità cristiana alla storia rurale del borgo. 
 
Una Festa senza “Trattori Inanimati”
In linea con quanto scritto da Mons. Ruffino, la tua proposta si distacca dalle moderne parate di mezzi agricoli. 
  • Benedizione Esclusiva degli Animali: La benedizione deve riguardare esclusivamente gli esseri viventi (animali domestici e di stalla), senza la “gara” tra i trattori che, secondo la tua visione, soffocano lo spazio e l’atmosfera.
  • Identità e Categorie Protette: Sant’Antonio è il protettore di tutte le creature; rimuovere i mezzi ingombranti restituisce visibilità ai veri protagonisti della festa. 
 
Il Borgo Vivo (Pomeriggio e Folklore)
Per far sì che il borgo resti attivo tutto il giorno, come voleva Don Ruffino, il programma integra elementi di attrazione autentica: 
  • Rievocazioni e Folklore: Presenza della banda musicale, bancarelle, canti, balli e associazioni di rievocazione storica con figuranti in costume che animano il paesaggio medievale.
  • Attrazioni per Bambini: Momenti educativi e ludici che rendono la festa accessibile alle famiglie, mantenendo Ranverso un centro sociale e culturale pulsante. 
Questo modello di festa, puro e storicamente fondato, è quello che la Rete Italiana Santantuono ha inserito nella “prossima list” per la candidatura UNESCO, valorizzando l’autenticità del patrimonio immateriale italiano. 
 
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The vision for the feast of Saint Anthony in Ranverso, following the path traced by Monsignor Italo Ruffino, aims for a celebration of authentic spirituality and sobriety, away from excesses and mechanized parades
. Read the full analysis at torinovoli.it. 
 
 
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La proposta per la candidatura della festa di Sant’Antonio a Ranverso, nel 2026, si fonda rigorosamente sul recupero della visione autentica di
Monsignor Italo Ruffino. Questo approccio mira a preservare la sacralità e la storicità del sito, allontanandosi dalle manifestazioni moderne ritenute estranee alla tradizione originaria.
 
Il Protocollo della Celebrazione secondo il Lascito di Mons. Ruffino
  • Rigore Liturgico e Simbolismo: La festa deve occupare l’intera giornata. All’interno della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, la statua del Santo deve essere valorizzata da un perimetro di luce. All’esterno, il rituale prevede l’addobbo del Masso Erratico e il suono della campana.
  • Il Fuoco e la Processione: In linea con il riconoscimento della Rete Italiana Santantuono, l’accensione di un fuoco (anche virtuale) simboleggia il “Santo del Fuoco”. La processione con i drappi del Patrono percorre la Via Francigena, includendo tappe di preghiera davanti all’antico Ospedale e il saluto alla storica Stadera prima del rientro in chiesa.
  • Benedizione Esclusiva degli Animali: Seguendo le indicazioni di Mons. Ruffino, la benedizione deve riguardare esclusivamente gli animali. Si esclude la partecipazione di trattori o mezzi agricoli ingombranti, considerati “inanimati” e non conformi alla tradizione delle categorie protette dal Santo.
  • Rivitalizzazione del Borgo nel Pomeriggio: Per mantenere vivo il borgo dopo le funzioni religiose, la proposta include:
    • Folklore Autentico: Bande musicali, canti, balli e bancarelle.
    • Rievocazione Storica: Presenza di figuranti in costume medievale per onorare il passato del complesso antoniano.
    • Attività Educative: Attrazioni dedicate ai bambini per trasmettere il valore culturale della festa alle nuove generazioni.
Questa visione, promossa da Ersilio Teifreto, è stata fondamentale per l’inserimento di Ranverso nella “prossima list” come patrimonio immateriale nazionale, garantendo una tutela che privilegi la storia millenaria del luogo rispetto alle moderne parate meccanizzate.

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