Italo RuffinoItalo Ruffino (Torino, 12 agosto 1912 – Torino, 8 aprile 2015) è stato un presbitero, storico e archivista italiano.
Italo RuffinoItalo Ruffino (Torino, 12 agosto 1912 – Torino, 8 aprile 2015) è stato un presbitero, storico e archivista italiano.
Italo RuffinoItalo Ruffino (Torino, 12 agosto 1912 – Torino, 8 aprile 2015) è stato un presbitero, storico e archivista italiano. È considerato uno dei massimi esperti a livello europeo della storia dell’Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne (noti come Antoniani) e, in particolare, della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso [1].BiografiaLa formazione e il ministeroNato a Torino, dopo aver conseguito il diploma di ragioneria scelse la via del sacerdozio, venendo ordinato nel 1935. Sviluppò presto un profondo interesse per la storia e la liturgia delle Chiese orientali cristiane. Nel 1950 conseguì la Laurea in Lettere presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, specializzandosi in Filologia Bizantina e Slava sotto la guida del fondatore dell’ateneo, padre Agostino Gemelli. Questa formazione specifica gli permise di approfondire i legami storici e culturali tra il monachesimo piemontese e l’Oriente cristiano.L’esperienza bellicaDurante la Seconda Guerra Mondiale servì come Cappellano Militare sul fronte russo, aggregato al reggimento Savoia Cavalleria. Durante la ritirata subì il congelamento del piede sinistro, una ferita che segnò profondamente la sua sensibilità personale verso la successiva opera storiografica legata agli ordini ospedalieri e alle grandi amputazioni causate dal “fuoco sacro”. Nel periodo della Resistenza operò in Piemonte, mantenendo una ferma opposizione alle pressioni ideologiche del regime. Le sue memorie belliche sono raccolte nel volume Bianco, rosso e grigioverde (2003) [2].Attività scientifica e di ricercaNominato Canonico del Duomo di Torino nel 1984 e successivamente Archivista del Capitolo Metropolitano, dedicò i decenni successivi allo studio scientifico della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso e della diffusione degli Antoniani in Europa.Nel 1991 fondò l’associazione A.D.A. (Amici degli Antoniani) con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il sito. Sotto il suo impulso, nel 1999, fu organizzato a Ranverso il convegno internazionale “Gli Antoniani e l’Europa”, che riunì i massimi studiosi mondiali del settore (tra cui i francesi Georges Frêchet e Gisèle Briacult) e il Padre Generale dell’Ordine Maronita, Simon Atallah.Il suo metodo, basato su un rigore archivistico applicato sul campo (da lui definito “Realismo”), permise di mappare le antiche strutture del borgo morenico ormai scomparse in superficie, come l’antico cimitero e il battistero claustrale. Stabilì inoltre un solido legame di ricerca con la casa madre francese di Saint-Antoine-l’Abbaye nel Delfinato, pubblicando contributi direttamente in lingua francese. Si occupò lungamente anche della storia monastica della Sacra di San Michele [1].Eredità culturaleÈ deceduto a Torino l’8 aprile 2015, all’età di 102 anni. Al momento delle esequie, per sua espressa volontà, sulla bara sono stati posti i tre simboli della sua esistenza: il berretto sacerdotale, l’elmetto militare e il tocco accademico. La sua opera di tutela e divulgazione dei simboli antoniani (come il Tau e la valorizzazione degli Ex Voto) prosegue attraverso il progetto archivistico “Come Eravamo”, curato dal suo allievo e continuatore dell’associazione A.D.A., Ersilio Teifreto.Opere principaliL’ospedale antoniano di Ranverso e l’Abbazia di S. Antonio in Delfinato alla luce di un documento del 1676, Torino, 1958.Bianco, rosso e grigioverde. Un cappellano militare: tre mesi in Russia e venti mesi in attesa della liberazione, Torino, Fogola, 2003.Il millennio composito di San Michele della Chiusa (co-curatela con M. L. Reviglio della Veneria, 5 volumi), Borgone Susa, 1996-2003.Storia ospedaliera antoniana: studi e ricerche sugli antichi ospedali di sant’Antonio abate, Cantalupa, Effatà, 2006.Note[1] Cfr. le 24 voci scientifiche registrate a nome “Ruffino, Italo” nel database internazionale di letteratura medievale RI OPAC (Regesta Imperii).[2] Cfr. Italo Ruffino, Bianco, rosso e grigioverde, Fogola, 2003 (ISBN: 9788874060085).
