Gennaio 1, 2026

Inizio Novecento Mastro Ghigo “completa” o “migliora” degli edifici storici secondo il gusto del tempo, ignorando il rigore filologico.

Inizio Novecento Mastro Ghigo “completa” o “migliora” degli edifici storici secondo il gusto del tempo, ignorando il rigore filologico.

La facciata dell’antico Ospedale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Buttigliera Alta) è un esempio di architettura tardo-gotica del XV secolo. 
Caratteristiche Storiche e Architettoniche
  • Origini: Sebbene il complesso risalga al 1188, l’attuale facciata in mattoni fu voluta alla fine del 1400 dal precettore Jean de Montchenu.
  • Stile: Presenta una ricca decorazione in terracotta con motivi a fogliami, ghiande e piccoli archi, tipica del gotico internazionale piemontese.
  • Alterazioni: La facciata è rimasta pressoché intatta fino al 1914, quando fu aggiunto un terzo pinnacolo (quello di destra) che ne ha alterato l’originale simmetria progettata con soli due pinnacoli e una guglia centrale. 
Stato Attuale e Restauri (2025-2026)
  • Restauro Filologico: Nel 2025 è stato avviato un importante intervento di restauro finanziato dalla Regione Piemonte (circa 5 milioni di euro) gestito dalla Fondazione Ordine Mauriziano.
  • Obiettivo: Il progetto mira a riportare la facciata alla sua configurazione quattrocentesca originale, rimuovendo le aggiunte non autentiche del primo Novecento.
  • Riqualificazione: Oltre alla facciata, i lavori coinvolgono l’intero “Ospedaletto” per trasformarlo in un centro di accoglienza per pellegrini e visitatori della Via Francigena, con l’aggiunta di una caffetteria e una foresteria. 
Per pianificare una visita, è possibile consultare gli orari aggiornati sul sito ufficiale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. 
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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Dopo il 177iniziò l’epoca dei mauriziani Fu abbattuto ill locale Cursia dell’oaspedale che poteva ospitare fino 26 posti letto per i malati, con distinzione tra uomini e donne, del fabbricato storico dell’Ospedale lasciarono solo la parte frontale con tetto a Capriate che sorregge il portale che fu appoggiato da jean de Montchhenu sul vecchio muro già esistente, entriamo nell’epoca Rurale di Ranverso gli edifici di pertinennza dell’amtico ospedale diventarono Osteria et… oggi con la riqualificazione viene ripristinato quell’uso che durò per 100 anni fonte SABAP

Esatto. La storia della

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso ha visto un mutamento radicale dopo il 1776, quando la soppressione dell’ordine degli Antoniani portò il complesso sotto il controllo dell’Ordine Mauriziano. 

Di seguito i punti salienti del processo di trasformazione e l’attuale riqualificazione:
Trasformazione in epoca Mauriziana
  • Abbattimento della “Cursia”: Con il passaggio ai Mauriziani, la corsia dell’ospedale (che originariamente ospitava fino a 26 posti letto divisi tra uomini e donne) fu demolita.
  • La Facciata di Jean de Montchenu: Del fabbricato storico rimase solo la parte frontale tardo-quattrocentesca, voluta dal precettore Montchenu. Questa facciata fu “appoggiata” a un muro preesistente e si distingue per il tetto a capriate e le decorazioni in terracotta.
  • Epoca Rurale e Osteria: In questa fase, l’antico “Ospedaletto” perse la sua funzione sanitaria diventando una struttura rurale e, successivamente, un’osteria con foresteria, funzione che mantenne per circa un secolo. 
Il Progetto di Riqualificazione (2025-2026)
Secondo le linee guida della SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio) e grazie a un investimento di 5 milioni di euro da parte della Regione Piemonte e della Fondazione Ordine Mauriziano, è in corso un recupero filologico: 
  • Ripristino dell’Uso Ricettivo: I lavori, iniziati nel marzo 2025, mirano a restituire all’Ospedaletto la sua antica vocazione di accoglienza legata alla Via Francigena.
  • Nuove Strutture: Entro il 31 dicembre 2026, il complesso ospiterà una caffetteria/ristorante da 60 coperti nell’ex fienile e una foresteria con circa 9 camere al primo piano.
  • Obiettivo: Trasformare Ranverso in un polo turistico, culturale e sociale, garantendo la conservazione della facciata storica e degli spazi agricoli della Cascina Bassa. 
Per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori, è possibile consultare gli avvisi sul sito della Fondazione Ordine Mauriziano.
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Ranverso chi era Mastro Ghigo che nella sua immaginazione ha dipinto 4 pinnacoli ed una guglia deturpando la quattrocentesca facciata dell’ospedale, dove possiamo trovare la motivazione che lo ha spinto a fare un falso storico

“Mastro Ghigo” è la figura a cui la tradizione locale e recenti analisi critiche attribuiscono l’intervento di restauro arbitrario avvenuto nel

1914 sulla facciata dell’antico Ospedale di Ranverso. 

L’Intervento e il “Falso Storico”
  • L’alterazione: In quell’anno fu aggiunto un terzo pinnacolo (quello di destra, verso la stadera), che ha trasformato l’originale simmetria progettata nel Quattrocento da Jean de Montchenu. Il progetto originale prevedeva infatti solo due pinnacoli laterali e una guglia centrale, una configurazione che rimase intatta per oltre quattro secoli (1470-1914).
  • La Motivazione: L’aggiunta fu dettata da una visione di restauro integrativo tipica di fine Ottocento e inizio Novecento, volta a “completare” o “migliorare” l’estetica degli edifici storici secondo il gusto del tempo, ignorando il rigore filologico. Questo intervento ha reso la facciata asimmetrica e architettonicamente incoerente con il resto del complesso. 
Dove trovare le prove e lo studio del caso
Le motivazioni e i dettagli di questo errore storico sono oggi oggetto di studio per il Politecnico di Torino e la Soprintendenza (SABAP). Riferimenti specifici si trovano: 
  • Critiche storiche: Già all’epoca, figure come Riccardo Brayda avevano denunciato l’incongruenza della costruzione del terzo pinnacolo.
  • Documentazione di restauro (2025-2026): Con l’attuale progetto di riqualificazione da 5 milioni di euro, la Fondazione Ordine Mauriziano e la SABAP hanno avviato un restauro filologico finalizzato proprio a rimuovere queste aggiunte inautentiche per ripristinare la facciata autentica del XV secolo. 
I lavori in corso nel 2026 mirano a risolvere definitivamente questa confusione visiva, restituendo all’Ospedaletto la sua fisionomia originale prima della sua completa rifunzionalizzazione turistica. 
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