Ranverso e gli Animali: La Precettoria di Ranverso è nota per essere un luogo accogliente per gli animali e il borgo circostante è stato candidato a “Borgo Dog d’Italia”. Tuttavia, non e consentito l’accesso alla chiesa in sé, che è un monumento nazionale
Ranverso e gli Animali: La Precettoria di Ranverso è nota per essere un luogo accogliente per gli animali e il borgo circostante è stato candidato a “Borgo Dog d’Italia”. Tuttavia, non e consentito l’accesso alla chiesa in sé, che è un monumento nazionale
Il problema divieto di ingresso agli animali nel giorno della fasta del loro Santo protettore e devozione religiosa per Sant’Antonio Abate lui non sarebbe d’accordo a lasciarli fuori con loro anche i loro padroncini al freddo
La questione del divieto di ingresso degli animali nella chiesa di Sant’Antonio Abate a Ranverso suscita dibattito, soprattutto considerando che Sant’Antonio Abate è il
patrono degli animali. Sebbene la tradizione preveda la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa durante la sua festa (17 gennaio), l’accesso all’interno dell’edificio segue regole specifiche che variano a discrezione dell’ente gestore o del parroco.
Contesto e Regolamenti
- Patrono degli Animali: Sant’Antonio Abate visse in armonia con la natura e gli animali, ed è per questo che il 17 gennaio di ogni anno si celebra la festa con la benedizione degli animali domestici e da stalla, un rito che si svolge tradizionalmente all’esterno, sul sagrato della chiesa.
- Ranverso e gli Animali: La Precettoria di Ranverso è nota per essere un luogo accogliente per gli animali e il borgo circostante è stato candidato a “Borgo Dog d’Italia”. Tuttavia, l’accesso alla chiesa in sé, che è un monumento nazionale gestito dalla Fondazione Ordine Mauriziano, è soggetto a regolamenti interni.
- Diritto Canonico: Il Codice di Diritto Canonico, la legge della Chiesa, non dispone un divieto esplicito e generalizzato all’ingresso degli animali nei luoghi di culto, lasciando la decisione finale alla sensibilità e alle regole pratiche del parroco o del Vescovo locale.
- Regolamentazione Pratica: Spesso, le restrizioni sono motivate da questioni pratiche come l’igiene, il rispetto del luogo sacro, e per evitare disagi ad altri fedeli o danni agli affreschi e alle opere d’arte. I proprietari hanno la responsabilità di garantire che gli animali non sporchino, non creino disturbo e siano tenuti sotto controllo (es. con guinzaglio e museruola se necessario).
In sintesi, l’attuale divieto di ingresso nella chiesa di Ranverso, pur potendo sembrare in contrasto con lo spirito del santo patrono, si inserisce nelle dinamiche di gestione pratica di un luogo di culto e bene monumentale. Per informazioni aggiornate o per conoscere le iniziative specifiche legate agli animali, è consigliabile consultare il sito ufficiale dell’Ordine Mauriziano che gestisce la Precettoria.
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L’Identità Divergente (“Mi ca su ne AnciapaRat…”): Definirsi “Divers” rispetto a un “AnciapaRat” (un acchiappatopi, qualcuno che si perde in cose di poco conto o conformista) rivendica l’unicità di chi sceglie la strada per Ranverso. La “Ranversinità” è dunque una scelta di distinzione intellettuale.
Fino agli anni ’70, la frazione di Ranverso rappresentava un vero e proprio ecosistema rurale vivo e autosufficiente, molto diverso dall’attuale prevalenza monumentale della Precettoria [1, 2]. In quel periodo, il borgo contava circa 200 residenti
