Gennaio 12, 2026

Il ripristino della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, ufficializzato nel 2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino 

Il ripristino della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, ufficializzato nel 2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino 


Il ripristino della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, ufficializzato nel

2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino e dell’associazione ADA (Amici di Sant’Antonio Abate), ha riportato in vita una tradizione medievale che oggi rappresenta uno dei momenti più significativi della regione. 

La Tradizione Ripristinata
L’evento celebra il legame storico tra la Precettoria e il mondo rurale attraverso riti specifici:
  • Benedizione degli Animali e degli Attrezzi: Si svolge tradizionalmente sul sagrato; vengono benedetti animali di cascina (cavalli, mucche, caprette) e mezzi agricoli come i trattori.
  • Processione e Celebrazione: La statua del Santo viene portata a spalla durante una processione che precede la Santa Messa, officiata dal parroco di Buttigliera Alta e Rosta.
  • Elementi Simbolici: La festa include la benedizione del pane e l’accensione del falò, simbolo del “fuoco di Sant’Antonio”. 
L’accordo del 2006 e il ruolo di AFOM
Durante una riunione del Consiglio Direttivo dell’AFOM (Amici della Fondazione Ordine Mauriziano) nel 2006, i soci sottoscrissero i documenti per garantire lo sviluppo costante della festa. L’obiettivo era farla crescere “con calma ma senza discontinuità”, affidando ad ADA il compito di gestire la raccolta fondi tramite le donazioni dei devoti. 
Appuntamento 2026
Per l’anno in corso, la celebrazione è programmata per domenica 18 gennaio 2026 presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso: 
  • Ore 11:00: Santa Messa e benedizione dei pani all’interno della Chiesa.
  • Ore 12:00: Benedizione degli animali e degli attrezzi agricoli sul piazzale esterno.
  • Visite Tematiche: Sono previste visite guidate alle ore 9:45 e 15:00 focalizzate sull’iconografia del Santo. 
È caldamente raccomandata la prenotazione per le attività collaterali contattando la Fondazione Ordine Mauriziano. 
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La percezione della locandina per la festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso di

domenica 18 gennaio 2026 come “fredda” riflette un dibattito attuale sulla gestione dell’evento. Alcune critiche locali evidenziano come la comunicazione e l’organizzazione sembrino aver perso l’anima calda e popolare che Mons. Italo Ruffino e l’AFOM avevano cercato di preservare fin dal 2006. 

Perché la locandina e l’evento sono definiti “freddi”?
Secondo recenti analisi e opinioni della comunità dei devoti:
  • Perdita di Spontaneità: La festa appare oggi più come un evento istituzionale e burocratico della Fondazione Ordine Mauriziano, piuttosto che una celebrazione sentita del borgo.
  • Eccessivo Focus sui Mezzi Meccanici: Si lamenta un “monopolio dei trattori” che mette in ombra i simboli spirituali del Santo e la partecipazione delle altre categorie rurali.
  • Spostamento del Pranzo: La decisione di non tenere più il pranzo conviviale all’interno del sito storico di Ranverso è vista come un elemento che “snatura l’anima della celebrazione”, rendendo l’atmosfera meno accogliente.
  • Mancanza di Coinvolgimento: Viene segnalata una scarsa apertura a nuove idee e un limitato coinvolgimento delle comunità vicine, rendendo l’invito grafico e organizzativo percepito come distante. 
Dettagli della Festa (18 Gennaio 2026)
Nonostante queste critiche, il programma ufficiale per domenica 18 gennaio prevede:
  • Ore 11:00: Santa Messa celebrata da don Franco Gonella con benedizione dei pani.
  • Ore 12:00: Benedizione degli animali e dei mezzi agricoli sul piazzale della Precettoria di Ranverso.
  • Visite Guidate: Due turni (9:45 e 15:00) dal titolo “Sant’Antonio, il fuoco sacro e gli animali”. 
Per chi desidera partecipare o richiedere informazioni sulla locandina ufficiale, è possibile consultare il sito della Fondazione Ordine Mauriziano o contattare il numero 011 9367450. 
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La situazione relativa alla festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso di

domenica 18 gennaio 2026 evidenzia una profonda spaccatura tra la gestione istituzionale e la tradizione difesa dallo storico Ersilio Teifreto. 

Le due locandine in collisione
Sono emerse due diverse comunicazioni che riflettono visioni opposte dell’evento:
  • Locandina Coldiretti (Esterna): Affissa nei paesi di Rosta e Buttigliera Alta, viene criticata per essere “anonima” e priva dell’immagine del Santo.
    • Focus sul Pranzo: Circa metà dello spazio è dedicato ai dettagli del menu (primo, secondo, vini e dolce) al costo di 40,00 Euro.
    • Contenuto Religioso: Appare sintetico, ridotto alla Messa e alla benedizione di animali e trattori (questi ultimi contestati come elemento estraneo alla tradizione originaria).
  • Locandina della Fondazione Ordine Mauriziano (Interna): Affissa presso la biglietteria della Precettoria, ignora il pranzo e si concentra sull’offerta culturale.
    • Visite Guidate: Promuove percorsi tematici sull’iconografia di Sant’Antonio e gli affreschi.
    • Assenza di Prezzo Comunitario: Non menziona il momento conviviale, creando una separazione netta tra l’aspetto museale e quello popolare. 
Le Critiche di Ersilio Teifreto e dei Devoti
Secondo le recenti analisi di Ersilio Teifreto e dei sostenitori del gruppo ADA (Amici degli Antoniani):
  • Snaturamento della Festa: Lo spostamento del pranzo fuori dal sito storico e l’enfasi sui mezzi meccanici (“monopolio dei trattori”) hanno “snaturato l’anima” di una celebrazione nata per la cura della comunità rurale e dei suoi animali.
  • Perdita di Spiritualità: L’assenza dell’immagine del Santo sulla locandina principale è vista come un segnale di una festa che sta diventando un “evento gastronomico-meccanico” piuttosto che una devozione religiosa.
  • Fretta Organizzativa: La struttura dell’evento suggerisce che i contadini debbano “far presto” per recarsi al pranzo a prezzo non popolare, sacrificando la dimensione spirituale e folkloristica. 
Per informazioni ufficiali e prenotazioni (visite guidate): Fondazione Ordine Mauriziano – Ranverso. 
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Le critiche sollevate evidenziano come

la festa di Sant’Antonio a Ranverso del 18 gennaio 2026 sia percepita ormai come un evento “frettoloso” e commerciale, lontano dallo spirito del ripristino voluto dal Maestro Mons. Italo Ruffino nel 2006.

I punti della contestazione
  • La “Festa più corta del mondo”: La struttura attuale, condizionata dai tempi del catering e del pranzo, sembra comprimere i riti religiosi e tradizionali. L’enfasi sul pranzo da 40,00 Euro (rispetto ai 7 Euro iniziali) suggerisce una trasformazione da festa di comunità devozionale a evento gastronomico d’élite.
  • Assenza del Simbolo Religioso: Nonostante la presenza di ben 7 loghi sulla locandina (Comuni di Rosta e Buttigliera Alta, Fondazione Ordine Mauriziano, AFOM, Coldiretti e le due Pro Loco), è clamorosa l’assenza del logo della Comunità Religiosa o della Parrocchia, l’istituzione che storicamente anima il culto di Sant’Antonio.
  • Monopolio della Coldiretti: Viene contestato il ruolo predominante dell’associazione di categoria che avrebbe imposto un “format” focalizzato sui trattori, oscurando la benedizione degli animali domestici e il ruolo spirituale degli Amici di Sant’Antonio (ADA).
  • Tradimento del “Metodo Ruffino”: Il verbale AFOM del 2006 prevedeva una crescita “con calma ma senza discontinuità” basata sulla devozione. Oggi, la gestione appare invece frammentata tra una locandina “fredda” della Coldiretti e una puramente museale della Fondazione, ignorando le radici popolari.
Verso un Cambio di Format?
La richiesta della comunità locale e dei devoti guidati dalle riflessioni di Ersilio Teifreto è chiara:
  1. Restituire centralità al Santo: Reintrodurre l’immagine sacra e i simboli della tradizione antoniana nella comunicazione.
  2. Includere la Chiesa: Riportare l’istituzione religiosa al centro dell’organizzazione, non solo come comparsa per la Messa.
  3. Rendere la festa accessibile: Tornare a momenti conviviali più semplici e comunitari, meno legati a logiche di catering costoso.
Per chi volesse comunque partecipare ai riti religiosi o alle visite guidate istituzionali, il riferimento rimane il sito della Fondazione Ordine Mauriziano.
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L’idea progettuale che proponi per l’

Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) restituisce alla Festa di Sant’Antonio di Ranverso la dignità di un vero patrimonio culturale vivente, superando le attuali criticità gestionali.

Ecco come potrebbe trasformarsi la festa nel 2026 seguendo la tua visione e gli insegnamenti di Don Ruffino:
1. Superamento del limite sugli animali
L’obiezione secondo cui “la legge non permette animali da lavoro” è facilmente superabile guardando ai modelli nazionali. Come avviene in Piazza San Pietro con l’Associazione Italiana Allevatori (AIA), è possibile allestire aree protette e certificate sotto il controllo veterinario. Questo permetterebbe di riportare mucche e cavalli a Ranverso, simboli della tradizione, invece di limitarsi a cani e gatti o, come nel tuo provocatorio esempio del 2023, a riproduzioni in vetroresina.
2. Una Festa Multimediale e Sensoriale
Per allungare la durata dell’evento e renderlo coinvolgente, si potrebbero utilizzare le tecnologie moderne:
  • Il Suono: Diffusione del suono delle campane storiche e musiche delle Bande Comunali di Rosta e Buttigliera Alta.
  • Il Fuoco Simbolico: Un falò protetto o una video-proiezione narrativa sulle mura della Precettoria che metta in scena “Antonio Lu Nimicu Te Lu Timoniu”, le tentazioni e il contrasto con il diavolo.
  • Via Francigena: Una stazione di preghiera e riflessione di fronte all’antico Ospedale degli Antoniani, oggi spesso ignorato, per onorare la vocazione di accoglienza del sito.
3. Didattica dell’Immagine (Focus Fondazione)
Invece di visite generiche, la Fondazione Ordine Mauriziano dovrebbe focalizzarsi esclusivamente sul ciclo antoniano:
  • La Statua Lignea del ‘400: Valorizzazione di questo pezzo unico, simbolo del legame tra il Santo e il borgo.
  • Il Polittico di Defendente Ferrari: Spiegazione dettagliata della predella con le 7 scene della vita di Sant’Antonio.
  • Affreschi Sociali: Mostrare ai visitatori gli affreschi dove i contadini medievali sono ritratti in processione con i maiali, creando un ponte diretto tra il passato dipinto e il presente vissuto.
4. Folklore e Partecipazione
L’inserimento di figuranti in abiti storici e il coinvolgimento attivo delle comunità locali (non solo come spettatori del pranzo) trasformerebbe la “festa corta” in una giornata di rievocazione e fede.
Questa proposta non solo rispetta il volere originale di Mons. Italo Ruffino, ma qualifica la festa per una candidatura ufficiale presso l’ICPI come esempio di bene immateriale da tutelare, sottraendola al solo “monopolio dei trattori” e restituendola alla storia millenaria di Ranverso.
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Inviarla o meno è una scelta politica e culturale delicata, ma se il tuo obiettivo è

salvare l’anima della festa, la risposta è: sì, inviala, ma come “documento di denuncia”.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) non si occupa solo di catalogare belle tradizioni, ma anche di monitorare lo stato di salute dei riti popolari. Ecco come dovresti impostare l’invio per ottenere un risultato concreto:
1. Il valore della segnalazione
Non inviare la locandina come se fosse un esempio di successo. Inviala come prova di un patrimonio a rischio di “musealizzazione” e “commercializzazione”. Spiega all’ICPI che, mentre a Roma la Coldiretti riesce a portare gli animali in piazza rispettando le norme, a Ranverso la tradizione viene ridotta a un pranzo costoso e a una sfilata di soli mezzi meccanici, oscurando i simboli religiosi e storici (come la statua del ‘400 e la Via Francigena).
2. Allegare la tua “Contro-Proposta”
Insieme alla locandina “fredda” del 2026, invia il tuo progetto basato sulla visione di Don Italo Ruffino. Questo dimostra all’Istituto che esiste una comunità viva che vorrebbe:
  • Il ritorno della statua del Santo e del logo religioso sulla comunicazione.
  • L’uso di figuranti storici e delle bande locali.
  • La valorizzazione didattica degli affreschi degli Antoniani che ritraggono proprio quella vita rurale oggi negata.
3. Perchè è importante farlo ora?
Se l’ICPI riceve solo la locandina ufficiale della Fondazione Ordine Mauriziano, penserà che tutto va bene. Se riceve la tua analisi, documenterà che il “bene immateriale” di Ranverso sta perdendo i suoi tratti distintivi (il folklore, la gratuità, la devozione popolare) a favore di un evento di catering.
In sintesi: Invia la locandina per testimoniare la deriva della festa, ma accompagnala con le foto dei “veri” animali e con il tuo manifesto per il ripristino della tradizione autentica. Solo così l’Istituto potrà capire che Ranverso ha bisogno di essere tutelata dal “monopolio” che ne sta accorciando la storia.
Buona giornata a te e complimenti per la tua battaglia per la memoria di Ranverso!
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Prego, è stato un piacere approfondire questo tema così importante per l’identità del territorio.

 

La Sua battaglia per la Precettoria di Ranverso non è solo una questione di folklore, ma di difesa della memoria storica e spirituale contro la standardizzazione degli eventi. Documentare questa deriva all’ICPI è un atto di responsabilità: le tradizioni restano vive solo se mantengono il loro legame autentico con la comunità e con il Santo che le ha generate.
Speriamo che la Sua visione, ispirata dal lascito di Mons. Italo Ruffino, possa scuotere le istituzioni e riportare, nelle prossime edizioni, la statua del Santo, il suono delle campane e il calore della devozione popolare al centro della scena.
Se dovesse aver bisogno di ulteriore supporto per la stesura della relazione o per altre ricerche storiche sulla Precettoria di Sant’Antonio, non esiti a chiedere.
Buona fortuna per la Sua iniziativa e buona festa (nonostante tutto) per il 18 gennaio 2026!

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