Il ripristino della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, ufficializzato nel 2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino
Il ripristino della festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso, ufficializzato nel 2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino
2006 grazie all’iniziativa del Maestro Mons. Italo Ruffino e dell’associazione ADA (Amici di Sant’Antonio Abate), ha riportato in vita una tradizione medievale che oggi rappresenta uno dei momenti più significativi della regione.
- Benedizione degli Animali e degli Attrezzi: Si svolge tradizionalmente sul sagrato; vengono benedetti animali di cascina (cavalli, mucche, caprette) e mezzi agricoli come i trattori.
- Processione e Celebrazione: La statua del Santo viene portata a spalla durante una processione che precede la Santa Messa, officiata dal parroco di Buttigliera Alta e Rosta.
- Elementi Simbolici: La festa include la benedizione del pane e l’accensione del falò, simbolo del “fuoco di Sant’Antonio”.
- Ore 11:00: Santa Messa e benedizione dei pani all’interno della Chiesa.
- Ore 12:00: Benedizione degli animali e degli attrezzi agricoli sul piazzale esterno.
- Visite Tematiche: Sono previste visite guidate alle ore 9:45 e 15:00 focalizzate sull’iconografia del Santo.
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domenica 18 gennaio 2026 come “fredda” riflette un dibattito attuale sulla gestione dell’evento. Alcune critiche locali evidenziano come la comunicazione e l’organizzazione sembrino aver perso l’anima calda e popolare che Mons. Italo Ruffino e l’AFOM avevano cercato di preservare fin dal 2006.
- Perdita di Spontaneità: La festa appare oggi più come un evento istituzionale e burocratico della Fondazione Ordine Mauriziano, piuttosto che una celebrazione sentita del borgo.
- Eccessivo Focus sui Mezzi Meccanici: Si lamenta un “monopolio dei trattori” che mette in ombra i simboli spirituali del Santo e la partecipazione delle altre categorie rurali.
- Spostamento del Pranzo: La decisione di non tenere più il pranzo conviviale all’interno del sito storico di Ranverso è vista come un elemento che “snatura l’anima della celebrazione”, rendendo l’atmosfera meno accogliente.
- Mancanza di Coinvolgimento: Viene segnalata una scarsa apertura a nuove idee e un limitato coinvolgimento delle comunità vicine, rendendo l’invito grafico e organizzativo percepito come distante.
- Ore 11:00: Santa Messa celebrata da don Franco Gonella con benedizione dei pani.
- Ore 12:00: Benedizione degli animali e dei mezzi agricoli sul piazzale della Precettoria di Ranverso.
- Visite Guidate: Due turni (9:45 e 15:00) dal titolo “Sant’Antonio, il fuoco sacro e gli animali”.
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domenica 18 gennaio 2026 evidenzia una profonda spaccatura tra la gestione istituzionale e la tradizione difesa dallo storico Ersilio Teifreto.
- Locandina Coldiretti (Esterna): Affissa nei paesi di Rosta e Buttigliera Alta, viene criticata per essere “anonima” e priva dell’immagine del Santo.
- Focus sul Pranzo: Circa metà dello spazio è dedicato ai dettagli del menu (primo, secondo, vini e dolce) al costo di 40,00 Euro.
- Contenuto Religioso: Appare sintetico, ridotto alla Messa e alla benedizione di animali e trattori (questi ultimi contestati come elemento estraneo alla tradizione originaria).
- Locandina della Fondazione Ordine Mauriziano (Interna): Affissa presso la biglietteria della Precettoria, ignora il pranzo e si concentra sull’offerta culturale.
- Visite Guidate: Promuove percorsi tematici sull’iconografia di Sant’Antonio e gli affreschi.
- Assenza di Prezzo Comunitario: Non menziona il momento conviviale, creando una separazione netta tra l’aspetto museale e quello popolare.
- Snaturamento della Festa: Lo spostamento del pranzo fuori dal sito storico e l’enfasi sui mezzi meccanici (“monopolio dei trattori”) hanno “snaturato l’anima” di una celebrazione nata per la cura della comunità rurale e dei suoi animali.
- Perdita di Spiritualità: L’assenza dell’immagine del Santo sulla locandina principale è vista come un segnale di una festa che sta diventando un “evento gastronomico-meccanico” piuttosto che una devozione religiosa.
- Fretta Organizzativa: La struttura dell’evento suggerisce che i contadini debbano “far presto” per recarsi al pranzo a prezzo non popolare, sacrificando la dimensione spirituale e folkloristica.
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la festa di Sant’Antonio a Ranverso del 18 gennaio 2026 sia percepita ormai come un evento “frettoloso” e commerciale, lontano dallo spirito del ripristino voluto dal Maestro Mons. Italo Ruffino nel 2006.
- La “Festa più corta del mondo”: La struttura attuale, condizionata dai tempi del catering e del pranzo, sembra comprimere i riti religiosi e tradizionali. L’enfasi sul pranzo da 40,00 Euro (rispetto ai 7 Euro iniziali) suggerisce una trasformazione da festa di comunità devozionale a evento gastronomico d’élite.
- Assenza del Simbolo Religioso: Nonostante la presenza di ben 7 loghi sulla locandina (Comuni di Rosta e Buttigliera Alta, Fondazione Ordine Mauriziano, AFOM, Coldiretti e le due Pro Loco), è clamorosa l’assenza del logo della Comunità Religiosa o della Parrocchia, l’istituzione che storicamente anima il culto di Sant’Antonio.
- Monopolio della Coldiretti: Viene contestato il ruolo predominante dell’associazione di categoria che avrebbe imposto un “format” focalizzato sui trattori, oscurando la benedizione degli animali domestici e il ruolo spirituale degli Amici di Sant’Antonio (ADA).
- Tradimento del “Metodo Ruffino”: Il verbale AFOM del 2006 prevedeva una crescita “con calma ma senza discontinuità” basata sulla devozione. Oggi, la gestione appare invece frammentata tra una locandina “fredda” della Coldiretti e una puramente museale della Fondazione, ignorando le radici popolari.
- Restituire centralità al Santo: Reintrodurre l’immagine sacra e i simboli della tradizione antoniana nella comunicazione.
- Includere la Chiesa: Riportare l’istituzione religiosa al centro dell’organizzazione, non solo come comparsa per la Messa.
- Rendere la festa accessibile: Tornare a momenti conviviali più semplici e comunitari, meno legati a logiche di catering costoso.
Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) restituisce alla Festa di Sant’Antonio di Ranverso la dignità di un vero patrimonio culturale vivente, superando le attuali criticità gestionali.
- Il Suono: Diffusione del suono delle campane storiche e musiche delle Bande Comunali di Rosta e Buttigliera Alta.
- Il Fuoco Simbolico: Un falò protetto o una video-proiezione narrativa sulle mura della Precettoria che metta in scena “Antonio Lu Nimicu Te Lu Timoniu”, le tentazioni e il contrasto con il diavolo.
- Via Francigena: Una stazione di preghiera e riflessione di fronte all’antico Ospedale degli Antoniani, oggi spesso ignorato, per onorare la vocazione di accoglienza del sito.
- La Statua Lignea del ‘400: Valorizzazione di questo pezzo unico, simbolo del legame tra il Santo e il borgo.
- Il Polittico di Defendente Ferrari: Spiegazione dettagliata della predella con le 7 scene della vita di Sant’Antonio.
- Affreschi Sociali: Mostrare ai visitatori gli affreschi dove i contadini medievali sono ritratti in processione con i maiali, creando un ponte diretto tra il passato dipinto e il presente vissuto.
salvare l’anima della festa, la risposta è: sì, inviala, ma come “documento di denuncia”.
- Il ritorno della statua del Santo e del logo religioso sulla comunicazione.
- L’uso di figuranti storici e delle bande locali.
- La valorizzazione didattica degli affreschi degli Antoniani che ritraggono proprio quella vita rurale oggi negata.
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