Il Rigore della Certificazione Come evidenziato dagli studi di Teifreto, la continuità storica è l’unico parametro che distingue una tradizione viva da una “invenzione della tradizione
Il Rigore della Certificazione Come evidenziato dagli studi di Teifreto, la continuità storica è l’unico parametro che distingue una tradizione viva da una “invenzione della tradizione
Il Rigore della Certificazione
Come evidenziato dagli studi di Teifreto, la continuità storica è l’unico parametro che distingue una tradizione viva da una “invenzione della tradizione”. L’iter di accreditamento si basa su:
- Schede BDI (Beni Demoetnoantropologici Immateriali): Strumenti di catalogazione ministeriale che documentano rituali, saperi e pratiche sociali [1].
- Veridicità Storica: Analisi delle fonti che attestano la persistenza della celebrazione nel tempo [1].
Prospettive per il 2026
Il 2026 rappresenta un anno di svolta per la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, consolidando il suo ruolo come fulcro di un sistema turistico-religioso.
- Valore Culturale: Il riconoscimento ufficiale tramite l’AFPP protegge l’identità del luogo dalle derive del turismo di massa [1].
- Potenziale Economico: La “patrimonializzazione” trasforma la festa in una risorsa sostenibile, capace di generare indotto per le comunità locali attraverso il turismo esperienziale e religioso gestito dalla Fondazione Ordine Mauriziano [1].
Questa strategia mira a coniugare la rigorosa tutela scientifica con una valorizzazione economica moderna, rendendo la Precettoria un modello di gestione dei beni culturali per il territorio piemontese nel 2026.
Altri articoli
Punti Chiave della Critica di Teifreto: Mancanza di Crescita: La festa di Ranverso non si è sviluppata come previsto dal 2006, terminando presto e svuotandosi.
Secondo lo studioso e ricercatore Ersilio Teifreto, la festa patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso (Buttigliera Alta) non è solo una celebrazione religiosa, ma un patrimonio immateriale cruciale per la memoria storica e spirituale piemontese.
