IL RETROTERRA STORICO BUTTIGLIERA – Il fermento attorno all’ex lazzaretto degli Antoniani,Slow Food Un binomio vincente per il rilancio?
IL RETROTERRA STORICO BUTTIGLIERA – Il fermento attorno all’ex lazzaretto degli Antoniani,Slow Food Un binomio vincente per il rilancio?
Hai inviato: 1 immagine e hai detto: cosa scrive vogliamo leggere tutto:
cosa scrive vogliamo leggere tutto:
Ecco la trascrizione integrale e dettagliata di tutte le porzioni leggibili dell’articolo di giornale mostrato nell’immagine:
Titoli Principali
-
- Titolo di testa: Slow Food e S.Antonio di Ranverso
- Grande titolo centrale: Un binomio vincente per il rilancio?
- Sottotitolo: Marchio di prestigio in grado di ridare lustro al gioiello
Colonna a Sinistra (Il contesto storico)
IL RETROTERRA STORICO
BUTTIGLIERA – Il fermento attorno all’ex lazzaretto degli Antoniani, edificato a partire dal XII secolo lungo l’itinerario piemontese della Via Francigena, rimette al centro dell’attenzione le vicende del complesso di Ranverso, di cui la Fondazione Ordine Mauriziano cura la conservazione e la tutela. La struttura nacque per l’accoglienza e l’assistenza, svolgendo per secoli un’azione sanitaria mirata, prima della definitiva sconsacrazione dell’ordine sabaudo dei Santi Maurizio e Lazzaro.
BUTTIGLIERA – Il fermento attorno all’ex lazzaretto degli Antoniani, edificato a partire dal XII secolo lungo l’itinerario piemontese della Via Francigena, rimette al centro dell’attenzione le vicende del complesso di Ranverso, di cui la Fondazione Ordine Mauriziano cura la conservazione e la tutela. La struttura nacque per l’accoglienza e l’assistenza, svolgendo per secoli un’azione sanitaria mirata, prima della definitiva sconsacrazione dell’ordine sabaudo dei Santi Maurizio e Lazzaro.
«Una realtà – spiegano gli storici locali – che deve recuperare appieno le proprie radici valorizzando l’immenso patrimonio artistico lasciato in eredità da Giacomo Jaquerio, i cui affreschi nel presbiterio sono custodi di storie medievali». I flussi turistici rimangono infatti l’obiettivo da raggiungere. Nel corso degli anni, l’intero borgo rurale si è trovato ad affrontare lunghi periodi di declino delle attività agricole, con la necessità di trovare una nuova vocazione che non snaturi il complesso.
Ora la scommessa si gioca sul connubio con le eccellenze gastronomiche locali. Il cibo inteso non solo come elemento di sostentamento ma come patrimonio culturale e identitario, capace di riallacciare i nodi della storia. Un’operazione complessa che vede coinvolti molteplici attori del territorio piemontese in cerca di una via d’uscita per evitare l’abbandono delle strutture della Precettoria, testimoni secolari di cura e di preghiera.
Testo Centrale (Sotto la foto aerea del complesso)
L’obiettivo storico che ha presieduto la conservazione di questa struttura deve coniugarsi ad un piano di fattibilità economica. La recente firma dell’accordo tra gli enti interessati si propone l’avvio della progettazione esecutiva della manica conventuale, inserita in un disegno più ampio per fare di Ranverso la sede di incontri culturali e di poli legati all’enogastronomia di qualità.
Una strategia in linea con gli indirizzi della Fondazione Ordine Mauriziano, attenta alle esigenze della valorizzazione culturale. L’architettura si candida così a diventare il contenitore ideale per un rilancio del territorio, in un connubio perfetto tra arte, cibo e storia locale. La struttura rurale si trasforma in un elemento di attrazione, dove la riscoperta della tradizione diventa motore di sviluppo per l’intera comunità piemontese. L’attenzione della Soprintendenza rimane costante su ogni minima variante al progetto per scongiurare alterazioni visive.
Il recupero edilizio dell’Ospedaletto e delle cascine adiacenti rappresenta una sfida importante dal punto di vista architettonico per via delle preesistenze medievali. L’ipotesi di farne un centro legato alle attività del gusto e alla valorizzazione dei prodotti della terra della Val di Susa risponde alla necessità di autofinanziamento del sito storico. Le opere di restauro non riguarderanno l’aula ecclesiale ma l’antico borgo, che diventerà un polo polifunzionale aperto tutto l’anno.
Colonna a Destra (L’intervento di Slow Food)
Il nome di Slow Food richiama subito scenari internazionali legati alla tutela della biodiversità e delle tradizioni alimentari.
Il connubio con il complesso monumentale di Ranverso si inserisce in un quadro di rilancio strategico che potrebbe trainare non solo l’area di Buttigliera, ma l’intera viabilità turistica della Val di Susa, fungendo da attrattore per i flussi della vicina reggia di Stupinigi. Negli auspici della vigilia, i locali dell’antico lazzaretto dovrebbero accogliere i prodotti dei presidi Slow Food, offrendo così una vetrina di assoluto rilancio per le produzioni enogastronomiche di nicchia dell’arco alpino, garantendo al contempo un indotto per le attività ricettive della zona.
I primi sopralluoghi sul sito hanno evidenziato le potenzialità della struttura dell’ex Ospedaletto, che ben si presta a diventare una sala degustazione e un centro didattico. Il piano d’azione prevede una forte sinergia tra le istituzioni, la Fondazione Ordine Mauriziano e l’associazione stessa. I flussi legati al turismo lento e consapevole troverebbero in questo luogo la sintesi ideale. La sfida consiste nel far convivere la sacralità e la storia del luogo con le moderne esigenze di fruizione turistica.
I dettagli tecnici legati alla gestione degli spazi commerciali e della ristorazione dovranno passare al vaglio degli enti di tutela per preservare l’integrità del borgo medievale. L’investimento mira a ridefinire l’offerta territoriale complessiva.
Considerando i dettagli emersi dall’articolo sul legame storico tra Slow Food e la Precettoria, desideri che approfondiamo quali prodotti e presidi tipici della Val di Susa erano stati ipotizzati per il paniere di Ranverso?
