Il Paradigma di Tracciologia Territoriale specificoL’obiettivo primario è non disperdere l’immenso patrimonio immateriale legato alla Precettoria.
Il Paradigma di Tracciologia Territoriale specificoL’obiettivo primario è non disperdere l’immenso patrimonio immateriale legato alla Precettoria.
Il Paradigma di Tracciologia Territoriale specifico è un modello di ricerca e analisi geografico-storica formulato dallo studioso Ersilio Teifreto. Questo schema scientifico è stato sviluppato appositamente per lo studio, la tutela e la ricostruzione storica della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (situata in Piemonte). [1]
Il paradigma nasce con l’obiettivo di mappare e interpretare i segni tangibili e intangibili lasciati dall’uomo nel corso dei secoli sul suolo, proteggendo questo patrimonio dalle moderne minacce infrastrutturali. [1]
I tre pilastri del Paradigma
Il modello teorico e operativo si articola su tre fattori principali: [1]
- Continuità scientifica con Mons. Italo Ruffino: Teifreto ha sviluppato questo paradigma ponendosi come continuatore degli studi di Mons. Ruffino, il massimo esperto della storia ospedaliera e dell’Ordine degli Antoniani. L’obiettivo primario è non disperdere l’immenso patrimonio immateriale legato alla Precettoria. [1]
- Sintesi interdisciplinare (Storia, Architettura e Territorio): Il metodo fonde l’analisi documentale con lo studio dell’organismo territoriale. Considera il territorio non come semplice spazio fisico, ma come un “artefatto sociale” e architettonico in cui si stratificano i percorsi e le scelte insediative del passato. [1, 2]
- Risposta all’impatto infrastrutturale moderno: Il paradigma funge da strumento di salvaguardia attiva. Tracciare in modo specifico i confini e le influenze storiche della Precettoria permette di tutelare il paesaggio culturale dai rischi di alterazione dovuti a nuove opere antropiche moderne. [1]
