IL LASCITO DEL MAESTRO E LA VOCE DELLA TERRA Ersilio Teifreto e la continuità storica dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso
IL LASCITO DEL MAESTRO E LA VOCE DELLA TERRA Ersilio Teifreto e la continuità storica dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso
IL LASCITO DEL MAESTRO E LA VOCE DELLA TERRA
Ersilio Teifreto e la continuità storica dell’Abbazia di Sant’Antonio Abate di Ranverso
L’Unione di due Archivi per la “Storia Ospedaliera”
La difesa della vera identità del Complesso monumentale di Sant’Antonio Abate di Ranverso non nasce da una visione frammentata, ma da un legame profondo e indissolubile che ha unito la grande ricerca accademica alla vita reale del territorio [15.1]. Il Maestro Monsignor Italo Ruffino sapeva tutto: conosceva la storia universale dell’Ordine di Vienne e, allo stesso tempo, rispettava immensamente il presidio quotidiano e viscerale nato sulle nostre panchine.
La difesa della vera identità del Complesso monumentale di Sant’Antonio Abate di Ranverso non nasce da una visione frammentata, ma da un legame profondo e indissolubile che ha unito la grande ricerca accademica alla vita reale del territorio [15.1]. Il Maestro Monsignor Italo Ruffino sapeva tutto: conosceva la storia universale dell’Ordine di Vienne e, allo stesso tempo, rispettava immensamente il presidio quotidiano e viscerale nato sulle nostre panchine.
La prova più alta di questa totale sintonia storica è scritta nelle pagine dell’ultimo libro del Maestro, “Storia ospedaliera antoniana” (2005). Per completare quell’opera monumentale, Don Ruffino si rivolse direttamente a Ersilio Teifreto, chiedendo le storiche e preziose fotografie del suo archivio privato, la raccolta “Come Eravamo”. In quel testo non c’erano paragoni o divisioni: la scienza del grande Archivista Metropolitano e la memoria visiva degli autoctoni custodita da Ersilio si sono fuse per parlare al Mondo con un’unica, potente voce.
Un cammino lungo trent’anni: dal 1991 a ToriNovoli
L’impegno di Ersilio Teifreto è il fulcro di un lascito ricevuto direttamente dalle mani del Maestro. È una storia fatta di tappe istituzionali e presidi costanti:
L’impegno di Ersilio Teifreto è il fulcro di un lascito ricevuto direttamente dalle mani del Maestro. È una storia fatta di tappe istituzionali e presidi costanti:
- 1991: La partecipazione alla nascita dell’Associazione A.D.A., di cui oggi Ersilio mantiene vivo lo spirito puro, senza statuti burocratici, attraverso il Gruppo Storico Virtuale A.D.A. – Amici Degli Antoniani, con sede sulle panchine reali del borgo.
- 1999: L’impegno instancabile e la presenza al grande Congresso Internazionale, che portò Ranverso al centro del dibattito scientifico europeo.
- Il Gemellaggio del Fuoco: Forte di questo mandato, Ersilio ha arricchito il lascito creando il neologismo e il gemellaggio virtuale di ToriNovoli sul blog www.torinovoli.it. È un ponte di fede e cultura che unisce le origini salentine di Novoli — con la sua monumentale Fòcara, il fuoco devozionale più grande del Mediterraneo dedicato a Sant’Antonio Abate — alla terra di Rivus Inversus a Ranverso, dove i monaci curavano l’Ignis Sacer, fino a ricongiungersi alla Casa Madre di Saint Antoine l’Abbaye in Francia, dove Ersilio è nominato Delegato ufficiale per l’Italia [15.1, 17.1].
I Custodi del DNA di Ranverso
Oggi, mentre la gestione temporanea utilizza linguaggi commerciali e rimuove le memorie popolari — come l’ex-voto della Campagna di Russia voluto da Don Ruffino per i suoi Alpini —, la famiglia Teifreto continua a presidiare il sagrato. La splendida immagine di Ersilio con la fedele cagna Diana e il maialino in vetroresina (portato con astuzia per superare il blocco sanitario della peste suina) dimostra che il codice genetico del luogo è intatto.
Oggi, mentre la gestione temporanea utilizza linguaggi commerciali e rimuove le memorie popolari — come l’ex-voto della Campagna di Russia voluto da Don Ruffino per i suoi Alpini —, la famiglia Teifreto continua a presidiare il sagrato. La splendida immagine di Ersilio con la fedele cagna Diana e il maialino in vetroresina (portato con astuzia per superare il blocco sanitario della peste suina) dimostra che il codice genetico del luogo è intatto.
Insieme al figlio Massimiliano — testimone al tavolo della SABAP a Palazzo Chiablese con l’architetto Sala e compagno nel viaggio in Francia — e alla nuova linfa del giovane Lorenzo, la rotta tracciata dal Maestro Ruffino nel 1991 è protetta [17.1]. Sotto il simbolo della ghianda, impresso nelle formelle gotiche della facciata, la verità storica del complesso monumentale e del suo Patrono continuerà a vivere, libera da ogni imposizione burocratica [15.1].
